Dichiarazione IMU editabile ed istruzioni

Dichiarazione IMU editabile ed istruzioni

Dichiarazione IMU editabile ed istruzioni è un argomento molto ricercato dal contribuente IMU. Ma una key molto digitata è anche questa: Che cos’è la Dichiarazione IMU editabile per l’anno 2020 ? E’ l’adempimento cui molti contribuenti sono obbligati a presentare (col cartaceo tradizionale o col modello editabile online) nel caso in cui si acquista o si vende un immobile.

Sia per l’anno 2020 che per gli anni successivi, questo è un atto dovuto che ha l’obiettivo di informare il Comune sulla intervenuta variazione immobiliare. La dichiarazione IMU è obbligatoria ogni qualvolta si verifica una compravendita, una donazione, una successione ereditaria, ecc.. che provochi una variazione ai fini dell’Imposta Municipale Unica.


Quando è obbligatoria (o meno) la presentazione della dichiarazione IMU

Naturalmente, l’obbligo di presentazione della predetta dichiarazione si ha sia nel caso in cui la variazione generi una minore imposta da versare che quando determina un aumento della somma da pagare. In alcuni casi, non vi è obbligo di presentazione della Dichiarazione IMU 2020 o anni successivi (e quindi si evita di compilare sia il modello cartaceo che quello editabile e di leggere le istruzioni).

Questa mancanza di obbligo si ha quando il movimento immobiliare non determina variazioni sul pagamento dell’imposta. Un esempio può essere l’acquisto di un terreno situato in zona collinare laddove l’IMU è esente ai sensi dell’art. 7, lettera “h” del D. Lgs. n. 504/92. Altro esempio può essere l’acquisto di un immobile destinato ad abitazione principale.

Inoltre, non soggetto a dichiarazione IMU è anche l’acquisto di un immobile “collabente” (cioè un fabbricato diroccato) che, com’è noto, è esente dall’Imposta Municipale Unica. Ancora non soggetta a dichiarazione IMU è l’acquisto di abitazione principale da parte del dipendente delle forze dell’ordine. In quest’ultimo caso ti consigliamo di leggere un articolo dettagliato su questo argomento cliccando sul seguente link: esenzione IMU per i militari.


Naturalmente, laddove la dichiarazione IMU è obbligatoria, dovranno presentarla sia chi acquisisce l’immobile che il venditore (o donatario nel caso di donazione). Nel caso di contitolari (che vendono o che acquistano), vanno indicati i rispettivi codici fiscali nella specifica sezione. Ma quest’ultimo caso lo vedremo specificatamente quando spiegheremo come si compila la dichiarazione IMU.

Fai la dichiarazione IMU editabile anche nel caso di successione ereditaria

La dichiarazione IMU è anche obbligatoria quando diventi proprietario di un immobile (terreno o fabbricato) a seguito di una successione ereditaria. L’obbligo sussiste sia quando sei unico proprietario dell’immobile ereditato che quando condividi la proprietà con altri coeredi. La dichiarazione IMU può anche essere presentata con unico modello da parte di tutti i coeredi.

L’importante è che vengono indicati nell’apposita sezione tutti i codici fiscali dei coeredi. Chiaramente, se erediti un immobili non soggetto ad IMU (i casi di esenzione sono indicati nella Legge n. 160/2019, art. 1, comma 759), non sei obbligato a presentare la Dichiarazione IMU. Il termine di scadenza per la presentazione è il 30 Giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione.

L’obbligo della dichiarazione IMU

L’obbligo di dichiarare le variazioni immobiliari ai fini ICI (oggi IMU) era stato introdotto dall’art. 10 del D. Lgs. 504/92. Successivamente detto obbligo è stato eliminato dall’art. 37, comma 53 del Decreto Legge 4 Luglio 2006 n. 223 convertito dalla Legge 4 Agosto 2006 n. 248. Tale soppressione avrà valore dal 2008.


Infatti, con determinazione dell’Agenzia del Territorio del 18 Dicembre 2007 è stata sancita l’effettiva disponibilità dei dati catastali per i Comuni. Gli enti, così, avendo libero accesso ai dati catastali, dal 2008 hanno potuto verificare direttamente le variazioni immobiliari. Da sottolineare che i notai, utilizzano, dal 15 Giugno 2004, il MUI per trascrivere le variazioni immobiliari derivanti dagli atti redatti.

Con i MUI i notai provvedono alla iscrizione ed annotazione nei registri immobiliari, alle volture catastali. I MUI sono trasmessi ai Comuni dall’Agenzia del Territorio tramite il Portale dei Comuni (Sister). L’obbligo di dichiarazione è rimasto per alcuni tipi di variazione come quelle seguenti.


  • immobile soggetto a locazione finanziaria.
  • immobile soggetto ad atto di concessione amministrativa su aree demaniale.
  • terreno agricolo variato in area edificabile.
  • variazione del valore dell’area edificabile rispetto all’anno precedente.
  • area divenuta edificabile a seguito di demolizione del fabbricato.
  • immobile assegnato a socio della cooperativa edilizia (non a proprietà indivisa) in via provvisoria.

Con l’introduzione dell’IMU, avvenuta con il Decreto Legislativo 14 marzo 2011 n. 23 e legge 22 dicembre 2011, n. 214, permane la non obbligatorietà di presentazione della Dichiarazione IMU nei casi in cui il Comune può facilmente riscontrare la variazione immobiliare. Si tratta dei casi in cui la variazione è consultabile nel catasto o nei MUI creati dai notai.

Obbligo della dichiarazione IMU a seguito della riforma

Come enunciato sopra, la dichiarazione IMU al Comune rimane obbligatoria nei casi di situazioni che non risultano da atti pubblici. Qui appresso indichiamo i casi di obbligatorietà:

  • assegnazione della qualità di immobile di interesse storico o artistico;
  • immobili dichiarati inagibili e, di fatto, inutilizzati;
  • coniugi proprietari di due immobili nello stesso Comune per la casa scelta come abitazione principale;
  • provvisoria assegnazione di case in cooperativa;
  • immobili appartenenti alle Forze dell’ordine;
  • terreni agricoli divenuti area edificabile (tranne quelli posseduti da coltivatori o imprenditori del settore);
  • area divenuta edificabile a seguito della demolizione del fabbricato;
  • immobili non produttivi di reddito in quanto utilizzati dalle imprese commerciali e immobili strumentali utilizzati da professionisti e lavoratori autonomi;
  • fabbricati classificabili nella categoria catastale D sprovvisti di rendita, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati;
  • immobili caratterizzati da acquisto o cessazione di un diritto reale per effetto di legge (es. usufrutto legale dei genitori);
  • immobili posseduti, a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento, da persone giuridiche, interessate da fusione, incorporazione o scissione;
  • casa assegnata dal giudice a seguito di separazione o divorzio che si trova in un Comune diverso da quello nel quale è stato celebrato il matrimonio o diverso da quello di nascita;
  • concessione di un immobile con un contratto di leasing.

Cosa è cambiato con l’avvento della Nuova IMU 2020

Dal punto di vista della obbligatorietà della dichiarazione IMU, non è cambiato niente rispetto alla precedente normativa. L’obbligo di presentazione permane, infatti, solo per le variazioni immobiliari non intercettabili attraverso i dati catastali o i MUI. L’IMU, nella sua complessità, ha invece, subito delle sensibili variazioni che potete leggere cliccando sul seguente link: Nuova IMU 2020.


Modello editabile e cartaceo della dichiarazione IMU

Il modello editabile di dichiarazione IMU consente di compilarla agevolmente tramite il PC di casa o ufficio. Il file presenta gli appositi campi disponibili per essere facilmente compilabili. Al termine, la dichiarazione può essere salvata o stampata. Per chi, invece, preferisce compilare la dichiarazione IMU nella maniera classica (a penna), indichiamo anche un link dal quale è possibile stampare un modello in bianco.

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