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Esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive

8 min di lettura

Approvata l’esenzione IMU 2020 per strutture ricettive e dello spettacolo e tante altre attività a seguito dei problemi derivanti dalla pandemia covid 19 – corona-virus. Un’esenzione giusta ed opportuna considerato che vari settori, come quelli del turismo, spettacolo, alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel, e tanti altri, sono stati tra i più colpiti dall’ondata epidemica. Vari decreti (e decreti ristori bis, ter e quater) hanno introdotto questa agevolazione la quale è intervenuta in soccorso dei problemi sul turismo e sulle altre attività che hanno subito gravi danni economici.

Sono tante le categorie di immobili (e relative attività) che sono interessate da vari provvedimenti governativi. Alcuni decreti legge, decreti ristori + decreti ristori bis hanno approvato queste esenzioni sul turismo. Attività che, in considerazione di tali esenzioni IMU, tirano un forte sospiro di sollievo.


Tale esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive (turismo, spettacolo, alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel) operante per i noti problemi covid 19 corona virus, è stata deliberata in diversi momenti con vari decreti legge e decreti ristori bis, ter e quater. La condizione necessaria per beneficiare dell’esenzione è che i  relativi  proprietari  degli immobili devono anche essere gestori  delle attività ivi esercitate.

I tre principali decreti legge che hanno determinato l’esenzione IMU sul turismo e spettacolo

L’esenzione IMU (intervenuta per i noti problemi pandemici sul covid 19) è stata deliberata in due “tranche”. La prima è stata quella del Decreto Rilancio (Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34) convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77. L’art. 177 di questo primo decreto ha stabilito l’esenzione dell’acconto IMU per il settore turistico in cui rientrano tutte le attività elencate nel paragrafo precedente.

Col secondo decreto, ed esattamente il Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104 (convertito con modificazioni dalla L. 13 ottobre 2020, n. 126), articolo 78, il governo ha deliberato anche l’esenzione del saldo IMU 2020 per le stesse e predette attività operanti nel settore turistico + l’aggiunta delle attività appartenenti al mondo dello spettacolo. Di conseguenza l’esenzione ha riguardato l’intera annualità IMU 2020 (acconto + saldo).


Va precisato che queste attività hanno beneficiato della esenzione totale dell’IMU 2020. Per tutti i contribuenti privati (e le altre attività) l’IMU 2020 rimane dovuta. Chi non l’avesse ancora pagata, può farlo tramite ravvedimento operoso. Chi non ha pagato e non si ravvede, rischia un accertamento IMU che comporta, oltre all’addebito dell’imposta di base, anche delle sanzioni del 30% + interessi legali. Quindi pagare con ravvedimento operoso è altamente consigliato.

Per gli immobili rientranti nella categoria “D”, l’esenzione opera, chiaramente, anche sulla quota statale. Un terzo decreto legge, ed esattamente il Decreto Ristori (D.L. 137/2020 ha ampliato la platea degli immobili aventi diritto alla esenzione del saldo IMU 2020. Tutte le attività (e relativo codice ateco) che sono state integrate dal governo, possono essere visualizzata cliccando sul seguente link: allegato al DECRETO-LEGGE 28 ottobre 2020, n. 137.

Le principali attività interessate dall’esenzione IMU 2020

alberghi bar case vacanze bed and breakfast hotel
Le strutture turistiche esentate dall’acconto e saldo IMU 2020

Qui appresso si elencano tutte le tipologie di strutture ricettive che hanno usufruito dell’esenzione acconto e saldo IMU 2020 a seguito dei problemi derivanti dal covid 19 – corona-virus. Le seguenti categorie sono esentate dall’acconto IMU 2020.

  • Immobili adibiti a stabilimenti marittimi, termali, balneari, lacuali  e fluviali (esenzione acconto + saldo);
  • Immobili rientranti nel settore “agriturismo”, alberghi o nella categoria catastale  D/2 (esenzione acconto + saldo);
  • Fabbricati adibiti a villaggi  turistici, ostelli  della gioventù, rifugi di montagna, delle colonie montane e marine (esenzione acconto + saldo);
  • Immobili per case e appartamenti per vacanze, bar, affittacamere, alberghi, residence, bed & breakfast, hotel e campeggi (esenzione acconto + saldo);
  • immobili facenti parte della categoria catastale D utilizzati da imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi o manifestazioni (lett. b-bis aggiunta in sede di conversione) – (esenzione acconto + saldo);
  • fabbricati rientranti nella cat. D/3 destinati a teatri, spettacoli cinematografici, sale per concerti e spettacoli;
  • immobili destinati a sale da ballo, discoteche, night-club e simili.

In diversi casi, come per esempio, le case vacanze, i bed and breakfast o affittacamere, le abitazioni hanno la categoria catastale “A”. Quindi la categoria tipica della case di residenza. In tale caso, quindi, i proprietari e gestori delle relative attività turistiche dovranno dimostrare che gli immobili siano effettivamente utilizzati per motivi ricettivi.


Ciò può essere dimostrato dalla SCIA, presentata al Comune, dalla dichiarazione dei redditi o altre situazioni con le quali si riesce a provare la loro destinazione ad uso turistico. Naturalmente, alla luce dei primi decreti legge, il beneficio dell’esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive, viene concesso solo a condizione che i proprietari degli immobili siano anche gestori delle attività in essi esercitate. Con il decreto ristori quater sono stati aggiunti dei beneficiari ma lo vedremo in un successivo paragrafo.

Utile un’attività di informazione da parte dei Comuni

Sarebbe idoneo che i Comuni pubblicizzino, tra i contribuenti, i contenuti dei predetti decreti legge sulle esenzioni IMU 2020, 2021 e 2022. Contestualmente alla pubblicizzazione delle predette esenzioni, sarebbe anche opportuno predisporre dei modelli ed invitare gli utenti, interessati dall’esenzione stessa, a presentare una sorta di dichiarazione.


Sui modelli fac simile se ne può dare pubblicità sui rispettivi siti internet degli enti. Per agevolare la compilazione è anche opportuno che i Comuni pubblichino i files dei modelli fac simile in formato editabile. La dichiarazione serve ad informare il Comune che determinati immobili sono soggetti ad esenzione IMU in base ai sopra citati decreti.

Questo per evitare che scattino, inutilmente, degli accertamenti IMU sugli immobili soggetti ad esenzione IMU 2020, 2021, 2022 per le strutture ricettive e le altre tipologie di attività (come alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel, ecc.). Eventuali accertamenti sarebbero, in tal caso, soggetti ad annullamento con conseguenti sprechi di tempo (per contribuenti e dipendenti) e spese di notifiche.

Non è facile per gli enti, riuscire ad identificare automaticamente gli immobili utilizzati dai proprietari per le attività turistiche, spettacolo, ecc. La dichiarazione consente agli enti stessi di attribuire, in tempo reale, l’esenzione IMU agli immobili interessati, previa verifica delle condizioni disposte dalle norme.


Soprattutto per gli immobili di categoria A, tale dichiarazione è fondamentale se utilizzati per attività turistiche. Ma è anche importante effettuare la dichiarazione anche nei casi in cui si tratti di immobili aventi la categoria D. Questa redazione vi mette a disposizione, qui sotto, dei files editabili per presentare, ai Comuni, le dichiarazioni per l’esenzione IMU sulle strutture ricettive (turismo, spettacolo, alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel).

Compilazione e trasmissione della dichiarazione per l’esenzione IMU 2020

Bisogna compilare la parte anagrafica indicando i vostri riferimenti, inserire i dati degli immobili (foglio, particella, sub, ecc..) e tutte le altre informazioni richieste nel modello. Indicate anche il nome e l’indirizzo del vostro Comune cui indirizzare la dichiarazione. Vi ricordiamo che la dichiarazione può essere inviata per PEC o per raccomandata con ricevuta di ritorno.

E’ ovvio che potete anche presentare direttamente la dichiarazione presso il protocollo del Comune. In quest’ultimo caso, è opportuno farsi una copia ed appuntarsi, nella stessa, i riferimenti del protocollo (numero e data). Se siete in possesso di una PEC personale, questa redazione vi consiglia assolutamente l’utilizzo di questo strumento per la velocità e praticità della notifica.

Rimborso IMU o compensazione per chi aveva versato tutto ad acconto

Chi avesse già pagato l’acconto o saldo IMU 2020 prima dell’entrata in vigore dei decreti legge e decreti ristori bis, ter e quater sul turismo può sempre rimediare chiedendo un rimborso delle somme indebitamente versate oppure una compensazione. Quindi, nessun problema e nessuna preoccupazione per coloro che hanno anticipato la norma pagando ciò che non dovevano.


Lo stesso vale per chi ha saputo in ritardo dell’esenzione IMU 2020 ed ha pagato il solo acconto o l’intera cifra a saldo. Questi utenti, quindi, hanno una doppia possibilità. La prima è quella di presentare una istanza di rimborso IMU richiedendo indietro le somme già versate. La seconda è rappresentata dalla richiesta di compensazione con IMU da versare per l’anno seguente.

Come presentare la richiesta di rimborso – compensazione IMU

Come già indicato per la dichiarazione (indicata al paragrafo precedente), potete presentare la richiesta di rimborso in una triplice forma ed in carta semplice. La prima è la classica presentazione direttamente allo sportello del protocollo. A tal proposito vi raccomandiamo di farvi una copia sulla quale appuntarvi i dati del protocollo (data e numero).

La seconda modalità è quella della raccomandata con ricevuta di ritorno. La terza modalità (quella più consigliata) è l’invio della richiesta tramite pec. Alla richiesta allegate il documento di riconoscimento e le ricevute dei pagamenti IMU (acconto e/o saldo). Se non avete già una pec, potete crearla in maniera molto semplice ed economica. Uno dei portali che offre questo servizio (a circa 8 Euro l’anno, compreso IVA) è aruba.


Cliccando sul seguente link potete accedere alla pagina di aruba – pec che vi consente di fare la registrazione. pagina di registrazione pec.it. Ma tanti altri portali offrono tale servizio. Qui sotto vi mettiamo a disposizione un file (fac simile) editabile di richiesta di rimborso. Basta cliccare, scaricarlo e poi completarlo inserendo tutti i vostri dati anagrafici ed i dati relativi ai vostri versamenti.

Ulteriore esenzione IMU per gli anni 2020 e 2021

Col decreto legge 14 agosto 2020 n. 104, all’art. 78, comma 3, il governo estende l’esenzione IMU agli anni d’imposta 2020 e 2021 per alcune categorie di immobili (e relative aziende). Il predetto comma 3, infatti, concede l’estensione del predetto beneficio agli immobili di categoria catastale D/3 destinati a teatri, spettacoli cinematografici, sale per concerti e spettacoli.

Viene, naturalmente, confermata la condizione che i relativi proprietari debbano anche essere gestori  delle attività ivi esercitate. Un aiuto pienamente giustificato dal grave fermo che ha registrato una delle attività più antiche della storia quale è quella dello spettacolo. Proseguiamo, qui sotto, con la trattazione del presente argomento “Esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive, turismo, spettacolo, alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel” in tempo di covid 19 corona virus.


Il ristoro ai Comuni a seguito dell’esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive

Lo stato ha previsto dei finanziamenti ai Comuni a seguito dei minori fondi incassati per l’esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive. Tali trasferimenti (tecnicamente anche chiamati ristori) si concretizzeranno grazie alla istituzione di un fondo mirato. Questo fondo ha avuto, inizialmente, 74,90 milioni (un finanziamento assegnato dal Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34).

Il secondo Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104 ha contribuito all’incremento del predetto fondo di ulteriori 85,95 milioni di euro. Ciò considerata l’esenzioni del saldo IMU 2020 per le strutture ricettive e le ulteriori esenzioni IMU 2020 e 2021 gli immobili destinati a teatri, spettacoli cinematografici, sale per concerti e spettacoli.

Gli ulteriori decreti legge che hanno integrato i provvedimenti di esenzioni IMU 2020

decreto ristori bis turismo covid 19 corona-virus
Decreti Legge e Decreti Ristori per l’esenzione IMU da corona-virus covid 19

Le esenzioni IMU 2020 sul turismo ed altre attività penalizzate dal covid 19 – corona-virus sono state integrate dal decreto ristori bis (Decreto Legge 9 novembre 2020, n. 149). Col predetto decreto ristori bis sono state ampliate le attività soggette ad esenzione saldo IMU 2020 che, pertanto, vanno oltre le strutture ricettive.


E’ stato, però, inserito il vincolo che le attività devono essere ubicate nei territori indicati come “zone rosse“. Qui di seguito indichiamo il link con il nuovo allegato implementato di altre attività soggette ad esenzione IMU 2020: Nuovo allegato al decreto ristori bis. In data 23 novembre 2020 è stato anche approvato il decreto ristori ter.

Si tratta del decreto n. 154 con cui è stata inserita una nuova attività beneficiaria dell’esenzione del saldo IMU 2020. Si tratta della seguente attività: Commercio al dettaglio di calzature e accessori con codice ateco 47.72.10. Col Decreto Legge 30 novembre 2020 n. 157 (detto decreto ristori quater) è stata introdotta un’altra novità.

La spieghiamo in breve. Con i precedente decreti era stato disposto che il beneficio dell’esenzione IMU veniva concessa solo se c’era coincidenza tra proprietari dell’immobili e gestori delle attività. Col predetto decreto ristori quater, invece, il beneficio è stato esteso anche anche ai concessionari di beni demaniali, ai titolari di un diritto reale di godimento ed agli utilizzatori in forza di un contratto di leasing.

I consigli della redazione

In questo interessante articolo abbiamo trattato il seguente argomento: “Esenzione IMU 2020 per le strutture ricettive, turismo, spettacolo, alberghi, bar, case vacanze, bed and breakfast, hotel in periodo covid 19” a seguito dei problemi dovuti al covid 19 – corona virus. Abbiamo analizzato tutti i decreti che hanno originato le esenzioni IMU acconto e saldo 2020, compresi i decreti ristori bis, ter e quater sul turismo. Qui sotto vi suggeriamo altri importanti articoli di questo sito pubblicati dal nostro team.


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