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Notifica avviso di accertamento IMU e TASI

16 min di lettura

La notifica di un avviso di accertamento IMU e TASI 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 (ed i relativi termini di scadenza) è un argomento piuttosto ricorrente. L’avviso di accertamento comunale IMU – TASI scatta se il pagamento per IMUTASI è stato effettuato in misura inferiore al dovuto. Ma l’avviso di accertamento IMU – TASI può anche scaturire da una dimenticanza ad effettuare il pagamento o altri motivi. Bisogna soprattutto valutare quanti anni sono trascorsi da quello indicato nell’avviso. Ma può anche accadere che l’avviso di accertamento IMU venga emesso dal Comune per errore. L’errore può dipendere, per esempio, da un mancato aggiornamento della banca dati degli immobili. Ma può derivare da un versamento non registrato. In ogni caso, bisogna fare molta attenzione ai termini di scadenza dell’accertamento IMU – TASI.

Infatti, entro i termini di 60 giorni il contribuente può pagare l’avviso di accertamento IMU o fare ricorso. Ma può anche capitare che la notifica di un avviso di accertamento comunale IMU o TASI scatti per il fatto che negli uffici non siano arrivati i versamenti. Il mancato arrivo delle ricevute presso gli uffici IMU – TASI è un fatto piuttosto frequente.


Ma più che che “ricevute”, oggi i versamenti IMU – TASI giungono al Comune tramite dei files. I files dei versamenti pervengono all’ufficio IMU tramite la SIATEL Punto Fisco. In genere, sono messi a disposizione dei Comuni dopo circa 15-20 giorni dal versamento. La procedura è lineare se il sistema riesce ad importare tutti i pagamenti senza generare scarti.

Indice

Gli scarti nella fase di importazione dei versamenti

Nella fase di importazione dei versamenti, può capire che il vostro gestionale generi degli scarti. Questo può capitare soprattutto se importate dei versamenti da “accertamento”.Un altro motivo di scarto può essere un errore sul codice fiscale del contribuente. In questo caso il motivo dello scarto sarà “codice fiscale errato“. Un altro errore nella fase di importazione può essere provocato da una rateizzazione concessa su un pagamento da accertamento.

In tale caso la motivazione di errore può essere “accertamento non trovato“. Questo significa che il vostro software non riesce ad incrociare l’importo del versamento totale con l’importo della rata che è più basso. Di conseguenza, invitiamo sempre i dipendenti comunali a prestare molta attenzione nella fase di importazione dei versamenti. Gli scarti, infatti, dovranno essere controllati uno ad uno.


Se l’errore è nel codice fiscale, consigliamo ai dipendenti comunali, preposti alla gestione dell’IMU, di utilizzare il SIATEL Punto Fisco. Il SIATEL è uno strumento potente che consente di trovare il codice fiscale corretto magari partendo dal nome e cognome dell’utente. L’errore sul codice fiscale può dipendere da un’errata digitazione del contribuente sul modello F24. Ma può anche dipendere da un eventuale doppio nome o cognome del contribuente che non risulta allineato tra Comune e Agenzia delle Entrate. Pertanto, il dipendente comunale deve trovare il modo di correggere lo scarto e trascrivere i dati del versamento in modo manuale.

Tutte le tipologie di immobili

Le tipologie di immobili sono varie. Quindi, un accertamento può essere emesso per tutte le categorie catastali. Partiamo con quelli di categoria “A” corrispondenti alle abitazioni o, comunque, seconde case. Quelli di categoria “B” sono gli ospedali, le case di cura, i laboratori scientifici, le scuole, ecc.. Nella categoria “C” rientrano magazzini, negozi, cantine, stalle, laboratori commerciali, ecc. Gli immobili di categoria “D” sono alberghi, ospedali istituti di assicurazione, locali e fabbricati per esercizi sportivi, sale per spettacoli. A queste tipologie si aggiungono i terreni agricoli ed edificabili.

Chi trasmette i files di pagamento IMU e TASI

Tali file provengono dall’Agenzia delle Entrate presso cui il contribuente effettua il pagamento. Com’è noto, per effettuare i versamenti IMU o TASI viene utilizzato il modello F24. Il sistema dei pagamenti a mezzo F24 è gestito dall’Agenzia delle Entrate che, una volta ricevuto il pagamento, provvede a smistarlo all’ente competente in base al codice comune che si rileva dal modello stesso.

Pertanto, se nel modello F24 viene indicato un codice relativo al Comune di Roma, l’Agenzia delle Entrate provvederà a riversare quelle somma su tale Comune. La notifica di un avviso di accertamento IMU TASI può scaturire sia per omesso pagamento sui fabbricati (seconde case, fabbricati di categoria D che sui terreni agricoli o terreni edificabili.


Come è possibile che un versamento IMU o TASI, fatto con F24, non arriva al Comune ?

E’ molto probabile che un versamento TASI o IMU vada a finire su un altro Comune anziché sull’ente corretto. Infatti, basta sbagliare un numero o la lettera del codice Comune ed il versamento finisce su un altro ente. Questo può accadere per vari motivi. Uno dei motivi è l’errata digitazione (in buona fede) del codice Comune da parte dei dipendenti preposti alla gestione del versamento.

Se capita, è chiaro che l’errore è effettuato in piena buona fede o per distrazione. Magari, il più delle volte capita quando il modello F24 è scritto a mano. Un rimedio a questo problema potrebbe essere l’introduzione della lettura ottica dei modelli F24. La lettura ottica dei modelli, può ridurre, senz’altro, al minimo, questo tipo di errori visto che sarà una macchina a leggere, in automatico, tutto il contenuto dei modelli F24.


Ma l’errore può anche essere fatto dallo stesso contribuente se sbaglia a digitare il codice durante un pagamento effettuato, in proprio, mediante l’utilizzo della procedura “Home Banking“. E’ a tutti noto, infatti, che, tramite internet, ognuno di noi può entrare nel proprio conto corrente ed effettuare, in proprio una serie di operazioni (per esempio, pagamento F24, bonifici, acquisti di azioni o fondi comuni di investimento, ecc..).

Cosa fare se un versamento IMU o TASI finisce, per errore, ad un altro Comune ?

Se, per i motivi espressi nel precedente paragrafo, il versamento per I.M.U. o TA.SI. fis ad un altro Comune non bisogna preoccuparsi. Se l’utente si accorge subito dell’errore, può effettuare subito una richiesta di rimborso al comune presso cui ha inviato i soldi per errore.
E’ chiaro che sarà un disagio ma i soldi saranno senz’altro recuperati.

Il Comune procederà ad effettuare il rimborso entro 180 giorni. Se si segue la linea del rimborso, bisognerà, poi effettuare il versamento al giusto comune. In tal caso, si può utilizzare il metodo del ravvedimento operoso. Col ravvedimento, in questo caso, il contribuente non dovrà versare sanzioni. Ciò in quanto si è solo trattato di un errore formale di codice Comune. Dovrà, però, versare gli interessi legali. Aderendo al ravvedimento l’utente eviterà sanzioni di importo molto più elevato. Ma dovrà farlo entro certi termini di scadenza. Qui di seguito il link per leggere un articolo dettagliato sul ravvedimento operoso.


termini di scadenza accertamento imu tasi
I termini di scadenza dell’accertamento imu tasi

La richiesta di riversamento IMU TASI al Comune corretto

Per far giungere il pagamento al Comune corretto si può anche effettuare una richiesta di riversamento delle somme. In tal caso, il riversamento verrà effettuato tramite dei conti Banca d’Italia sempre entro 180 giorni dalla richiesta del contribuente. Può accadere che il contribuente si accorgerà del problema solo dopo avere ricevuto la notifica dell’avviso di accertamento IMU o TASI da parte del Comune (si consiglia di tenere d’occhio anche i termini scadenza).

L’utente, infatti, dopo avere ricevuto l’avviso, si recherà al Comune esibendo le ricevute di versamento e chiedendo l’annullamento. E sarà in quel caso che il problema verrà a galla. Infatti, l’spetto anomalo sarà quello che nella ricevuta di versamento ci sarà il codice Comune corretto mentre, di fatto, il versamento è giunto al comune sbagliato. Questo perché, in effetti, l’errore sta nella digitazione errata del codice belfiore (detto anche codice Comune).

Il riscontro del versamento presso l’Agenzia delle Entrate

Tale incongruenza, comunque, può essere riscontrata, con facilità, presso la sede dell’Agenzia delle Entrate. Se, infatti, vi recherete presso l’Agenzia Entrate, i dipendenti possono confermarvi quel’è il Comune che ha, di fatto, ricevuto le somme. Se poi, l’utente, è in possesso delle credenziali “Fisconline“, può verificare da solo, entrando nella posizione, quale è stato il Comune che ha ricevuto le somme. Consigliamo a tutti l’utilizzo dell’account “Fisconline in quanto vi dà la possibilità sia dell’accesso al “cassetto fiscale” (e cioè un cassetto virtuale in cui è possibile trovare, anno per anno, tutti i versamenti effettuati con F24) sia di usufruire di una serie di utili servizi.

La richiesta di annullamento dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI

Se la notifica dell’avviso di Accertamento comunale IMU e TASI è scattata per l’errore sul codice del Comune, non è un problema. Il provvedimento, infatti, sarà, senz’altro, annullato o sospeso nell’attesa del riversamento delle somme dal Comune in cui il versamento è arrivato per errore. Se l’avviso è scattato per un problema diverso allora bisognerà valutare, con attenzione, tutto il provvedimento per individuarne i motivi.


Nel caso di dubbi, bisogna chiedere spiegazioni presso l’ufficio che lo ha emesso. Se, invece, la notifica dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI è corretta e le somme richieste dal Comune sono giuste, occorre effettuare il versamento richiesto dall’ente considerando i termini di scadenza indicati. In ogni caso, per verificare il provvedimento emesso dal Comune è bene sempre farsi assistere da persona competente e di fiducia (professionista addetto, commercialista, ragioniere, CAF, sindacato).

Consigliata l’assistenza di un professionista sulla notifica di un avviso accertamento IMU TASI

L’avviso di accertamento, infatti, va verificato sotto vari profili. Occorre una certa competenza tecnica per capire se occorre pagarlo o no. Vanno, cioè, verificati vari aspetti del provvedimento come, per esempio, versamenti, calcolo dell’imposta, verifica degli immobili, riscontro delle rendite catastali degli immobili, termini di scadenza, eventuale diritto a riduzioni su immobili inagibili, date di acquisizione degli immobili, valori venali delle aree edificabili, ecc.

La verifica deve essere attenta ed anche professionale anche perché vi sono casi in cui l’importo richiesto raggiunge cifre considerevoli. Nel caso in cui il professionista che avete incaricato per la verifica dell’avviso, riscontrerà un errore nell’avviso stesso, allora vi proporrà una richiesta di annullamento entro i termini di scadenza indicati nel provvedimento. Il professionista vi darà un importante aiuto da questo punto di vista. Se volete, potete anche utilizzare i moduli sottostanti per presentare, al Comune, le richieste di annullamento-sgravio dei provvedimenti emessi dal Comune.


Versamento IMU o TASI in autotassazione

Il pagamento comunale IMU o TASI deve essere fatto dal contribuente in autotassazione in quanto il Comune non è tenuto ad inviare a casa, in via ordinaria, gli F24. Questo significa che l’utente, conoscendo la scadenza dei termini annuali (16 Giugno per l’acconto e 16 Dicembre per il saldo) deve provvedere, in autonomo, ad effettuare i relativi versamenti al fine di evitare un accertamento.

In autonomo significa che l’utente può provvedere da solo a calcolarsi il tributo dovuto e versarlo al Comune tramite gli appositi canali di pagamento (F24, bonifico bancario, bonifico postale, ecc.). Oppure, se non sa calcolarsi il tributo da versare e realizzarsi il modello per pagare, può rivolgersi ad un consulente, commercialista, ad un CAF o Sindacato. Come detto sopra, il cittadino può auto-calcolarsi l’importo dei tributi da versare se è abbastanza pratico e competente sull’argomento.

Oggi esistono anche diversi portali che consentono il calcolo di IMU e TASIon line” e la relativa stampa dei modelli F24. Anche la gran parte dei siti comunali italiani mette a disposizione dei “tools” che danno la possibilità, ai rispettivi cittadini, di auto-determinarsi l’importo da versare. Se sarà il contribuente stesso a calcolarsi l’importo dovuto, dovrà, prima, informarsi sulle aliquote deliberate dai comuni per IMU e TASI.


Le delibere di approvazione delle aliquote IMU e TASI

I comuni, ogni anno, approvano aliquote e tariffe IMU e TASI. A farlo sono i Consigli Comunali o le Giunte Municipali. La scadenza per l’approvazione delle aliquote e tariffe sui tributi comunali è fissata, in genere, in corrispondenza di quella prevista per l’approvazione del bilancio di previsione, per esempio 28 febbraio o a volte 31 Marzo in caso di proroga (articolo 1, comma 169, legge 296/2006).

Le approvazioni delle aliquote e tariffe tributarie devono precedere quella del bilancio di previsione, considerato che le stesse costituiscono allegati obbligatorio del bilancio. Inoltre, rappresentano il logico presupposto per giustificare la previsione iscritta nell’entrata del bilancio. Nel caso in cui alcune aliquote o tariffe non vengono approvate, rimangono vigenti quelle dell’anno precedente.

Le delibere sono pubblicate on line in vari siti. In prima battuta, le delibere sono pubblicate nei rispettivi siti dei comuni (ciò per espressa prescrizione di legge). Basta scegliere la sezione giusta dei portali comunali per trovare, con molta semplicità, le copie delle deliberazioni. In tali provvedimenti ci saranno sia le aliquote che anche eventuali altre misure approvate sulle predette materie IMU e TASI.


Ma le delibere IMU e TASI, insieme anche ai rispettivi regolamenti, possono essere trovati anche su altri siti. Primo tra tutti è il sito del Ministero dell’economia e Finanze (MEF) sul quale, i comuni sono obbligati a pubblicare le deliberazioni in materia. Anche il sito amministrazionicomunali.it è un ottimo portale per il calcolo dei tributi IMU e TASI e per la consultazione delle delibere sulle aliquote e regolamenti.

Il Nuovo Calcolo IMU messo online dal nostro sito TributiComunali.it

Qualche mese fa, anche la nostra redazione ha pubblicato la sua procedura di Calcolo IMU online gratis. Pertanto, da oggi, anche TributiComunali.it mette a disposizione dei suoi visitatori una pagina dedicata solo al Calcolo IMU gratuito online. Il procedimento è molto semplice ma, in ogni caso, la nostra redazione è a vostra disposizione per chiarirvi ogni dubbio in relazione all’utilizzo della piattaforma. Per entrare nella pagina dedicata al Calcolo IMU basta cliccare sul seguente link: Calcolo IMU online di TributiComunali.it.

Cosa contiene un avviso di accertamento comunale IMU e TASI ?

Un avviso di accertamento IMU o TASI deve essere completo, intellegibile e contenere anche sufficienti specificazioni oltre ai canonici termini di scadenza. Indichiamo, qui di seguito, cosa deve contenere soprattutto:

A prescindere dalla possibilità di ricorso presso la commissione tributaria, secondo le modalità previste dal sopra citato D. Legislativo n. 546/1992, l’utente ha anche la possibilità di presentare anche un ricorso in “autotutela” presso lo stesso Ufficio Tributi che ha emesso l’atto. Il ricorso in autotutela tende ad acquisire un riesame del provvedimento di accertamento da parte dell’ufficio che lo ha emesso.


Il contribuente può anche presentare ulteriori elementi o documenti, ai sensi dell’art. 7 della Legge 27 luglio 2000, n. 212. Detta “istanza in autotutela” e la relativa fase di istruttoria comunale non sospendono il termine di 60 giorni utile per la presentazione del ricorso alla Commissione Tributaria.

Il ricorso alla Commissione Tributaria contro la notifica di un avviso di accertamento IMU – TASI

Il contribuente che ha ricevuto un avviso di accertamento per IMU o TASI può decidere, da solo (o su suggerimento dell’eventuale consulente o CAF), di contestarlo mediante ricorso alla Commissione Tributaria. Può seguire questa linea solo dopo l’eventuale diniego alla richiesta di annullamento già presentata in precedenza con “ricorso in autotutela“.

Oppure l’utente può anche decidere di interpellare la Commissione Tributaria subito dopo avere ricevuto l’avviso di accertamento comunale IMU e TASI senza presentare al Comune la richiesta di annullamento in autotutela. Cliccando sul seguente link potete leggere un importante articolo in cui vi spieghiamo, passo passo, che cos’è e come si crea un ricorso in autotutela.


Come difendersi dall'accertamento IMU TASI
Come difendersi dall’accertamento IMU TASI – Il ricorso alla commissione tributaria una soluzione

Si tratta di scelte personali rimesse al contribuente. La scelta di ricorrere alla Commissione Tributaria deve, però, essere effettuata con una certa logica e facendo una ragionevole valutazione costi-benefici. Tale ricorso, infatti, ha dei costi che devono essere valutati in funzione di quello che è l’importo dell’avviso.

Vi sono costi di marche da bollo, onorari del professionista (avvocato o commercialista), spese di viaggio, ecc. che vanno attenzionati prima di decidere di affrontare un ricorso importante come è quello presso la Commissione Tributaria. La notifica dell’accertamento IMU – TASI è l’argomento trattato nel prossimo paragrafo. Continuate a seguire, con attenzione, l’articolo.

La notifica dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI

L’avviso di accertamento comunale IMU e TASI, nei casi di omesso o insufficiente versamento, deve essere notificato mediante una delle forme previste dalla legge ed entro 5 anni. Se notificato oltre tale termine, interviene la prescrizione. Nei casi di “utenti non residenti” può essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure utilizzando i messi notificatori del paese in cui l’utente è residente.


Se il contribuente è residente nello stesso comune che ha emanato il provvedimento, l’accertamento IMU o TASI, può essere notificato tramite i messi notificatori locali oppure può essere spedito per posta. Nei casi di raccomandate, può essere utilizzata sia “Poste Italiane S.p.A.” che una della varie ditte di “Poste Private” che oggi sono autorizzate alla spedizione della posta.

La notifica deve essere effettuata entro il 5° anno successivo a quello d’imposta interessato dall’accertamento. Per esempio, per l’avviso di accertamento IMU – TASI anno 2016, la notifica al contribuente va fatta entro il 31 Dicembre del 2021. I termini prescrizionali sono previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007), art. 1, commi dal comma 161 al comma 167.

La notifica degli avvisi di accertamento IMU e TASI (come anche per gli altri tributi) va fatta alla persona interessata o anche ad un componente del nucleo familiare, nel rispetto di termini e scadenza, fatte salve tutte le eventuali eccezioni previste dalla legge. Il messo notificatore o l’addetto delle Poste Italiane devono, quindi, notificare l’avviso alla persona interessata o delegata alla ricezione degli avvisi.


La notifica dell'accertamento IMU
La notifica dell’accertamento IMU

Il Ravvedimento Operoso per IMU e TASI per evitare la notifica dell’avviso di un accertamento

Se per dimenticanza, o per qualunque altro motivo, non avete pagato IMU o TASI, vi è possibile rimediare se effettuerete il pagamento entro un anno dalla scadenza naturale. Il rimedio sta nel “Ravvedimento Operoso“. Il ravvedimento, quindi, vi consente di regolarizzare la vostra posizione tributaria e vi evita un avviso di accertamento comunale IMU e TASI. Il ravvedimento è stato introdotto con la Legge n. 472/1997, all’art. 13 e consente, proprio, di mettersi a posto dal punto di vista tributario nei casi di mancato, omesso o insufficiente pagamento di imposte e tributi vari.

Qualche anno fa le regole sul ravvedimento operoso sono state un po cambiate in senso favorevole per il contribuente. Ciò è stato fatto col D.L. n. 193 del 22 Ottobre 2016 convertito dalla Legge 1 dicembre 2016, n. 225. I vantaggi tributari, pertanto, sono enormi se si decide di aderire al ravvedimento operoso. Verrà pagata l’imposta di base con l’aggiunta di minime sanzioni e bassissimi interessi. In mancanza di adesione, l’ente emetterà un avviso di accertamento IMU TASI, per insufficiente od omesso versamento, comprensivo di sanzione del 30% oltre interessi legali nei termini di scadenza.


Notifica si un avviso di accertamento IMU – TASI su immobili espropriati

Può accadere che un comune vi notifica un avviso di accertamento IMU TASI su un immobile già a voi espropriato per la realizzazione di una strada, piazza o altre aree pubbliche. Se ciò vi è accaduto, non preoccupatevi. E’ probabile che, per un problema da accertare, l’immobile espropriato non è stato volturato al comune e risulta ancora a voi intestato al catasto. In questo caso basta fare una semplice richiesta di annullamento presso l’ente che vi ha notificato l’accertamento IMU TASI , specificando i motivi. Alla richiesta bisogna allegare un documento di riconoscimento.

Verificate se l’avviso di accertamento IMU-TASI scaturisce da parcheggi esterni catastati

Quando ricevete un avviso accertamento IMU – TASI o quando portate le visure catastali al vostro consulente (o CAF) per il calcolo della somma da pagare, state molto attenti ad eventuali parcheggi esterni che possono avere la categoria C6. La stessa attenzione dovete metterla se fate il calcolo in “fai da te“. E’ una pratica non frequentissima quella di catastare i parcheggi esterni ma possiamo dirvi che ciò accade.

A parere di questa redazione, i parcheggi esterni, seppur catastati con la categoria C6, non sarebbero da pagare. Ciò in quanto non si tratta di veri e propri immobili soggetti ad IMU – TASI. Si tratta di pertinenziali al fabbricato e non soggette a tassazione. Se avete ricevuto un avviso di accertamento IMU TASI e la differenza che chiede il Comune scaturisce proprio da queste aree, dovete fare una richiesta di annullamento in autotutela.

Nell’istanza dovete precisare il fatto che tali immobili rappresentano proprio i parcheggi che, per legge, vanno assegnati al fabbricato e che rappresentano una condizione necessaria per ottenere il permesso a costruire. Su questo blog potete leggere un articolo dettagliato sull’argomento in questione. Basta cliccare sul seguente link: niente IMU – TASI sui parcheggi esterni.


Notifica di avviso di accertamento IMU TASI su immobili “collabenti” – diroccati

Verificate bene se l’avviso di accertamento IMU TASI riguarda immobili diroccati, cadenti che vengono definiti “collabenti. Se, di fatto, il provvedimento di accertamento è stato emesso per tali immobili, bisogna verificare se, al catasto, sono rimasti con la vecchia categoria, per esempio, A2, A6, A4, C2, ecc.. Di conseguenza, se la situazione catastale, vale la pena valutare un cambio di destinazione d’uso.

Quindi, se, ad oggi, al catasto, l’immobile ha una delle predette categorie, pur essendo in uno situazione di degrado strutturale, bisognerebbe provvedere alla variazione. Come detto sopra, si tratta di una variazione della destinazione d’uso. In pratica, portando gli immobili diroccati nella categoria “F2”, verranno esentati sia dall’IMU che dalla TASI.

Tali immobili, in virtù del loro stato di degrado, non avranno una rendita catastale e, pertanto, godono della esenzione IMU-TASI. Se, quindi, tale e predetto provvedimento è stato emesso per tali immobili, bisogna valutarlo molto bene in quanto potrebbe essere soggetto ad annullamento. Ciò, comunque, è da verificare con il Comune che lo ha emesso.

Infatti, la circostanza che gli immobili, al momento del provvedimento, mantenevano la vecchia categoria catastale (cioè A2, A6, A4, C2, ecc..) potrebbe impedire l’annullamento dell’avviso. Se, invece, era già catastato in categoria “F2” ed il Comune non aveva ancora allineato la posizione catastale nei gestionali in dotazione, l’avviso verrà quasi, senz’altro, annullato. E’ chiaro, infatti, che il Comune dovrà tenere conto che, al catasto, il fabbricato è già stato classificato “collabente“.


Richiesta di annullamento IMU – TASI per gli immobili collabenti

Occorre, però, presentare, presso gli uffici preposti, una apposita richiesta di annullamento. La richiesta può essere presentata per raccomandata A/R oppure per PEC. E’ possibile utilizzare i modelli pubblicati sopra (basta scaricarli). Basta personalizzarli adattandoli alla presente problematica. Fate, però, attenzione ai termini di scadenza dell’accertamento IMU – TASI che, in genere, sono di 60 giorni. Un articolo dettagliato su questo argomento è pubblicato su questo sito. Per leggerlo basta cliccare sul seguente link: Niente IMU e TASI sui Fabbricati Collabenti.

Agevolazioni per i cittadini italiani residenti all’estero

Riguardo l’IMU, la TASI ed anche la TARI (Tassa Rifiuti) i cittadini italiani residenti all’estero godono di importanti agevolazioni concessi dalla legge. Hanno diritto ai benefici connessi all’abitazione principale IMU e TASI ma a determinate condizioni. Fino al 2019 la legge dava la possibilità di avere l’esenzione totale per determinati cittadini italiani residenti all’estero. Bisognava avere i seguenti requisiti.

Se in possesso dei predetti requisiti, i cittadini italiani residenti all’estero avevano un’importante riduzione anche sulla Tassa Rifiuti del 66,67%. La finanziaria 2021 (legge n. 178/2020, art. 1, comma 48) ha variato la normativa riguardo i benefici IMU sull’abitazione principale per i residenti all’estero. Tali novità sono indicate in un nostro articolo molto dettagliato che potete leggere cliccando sul seguente link: novità IMU italiani residenti all’estero.

Novità 2019-2020 sui tributi comunali

La recente legge di bilancio 2019 ha introdotto importanti novità sui tributi comunali. Cliccando sul seguente link potete leggere tutti i dettagli. Novità tributi comunali 2019. Cliccando sul seguente link potete leggere un interessante articolo sulla mensa scolastica. Un’altra importante novità è prevista per il 2020. Infatti, secondo il Decreto Fiscale 2020, IMU e TASI dovrebbero essere unificate. Scompare quindi la TASI che viene assorbita dall’IMU. Tutti i particolari sono descritti in un importante articolo di questo blog. Per leggerlo basta cliccare sul seguente link: Nuova IMU 2020.


Accertamento IMU o TASI come contestare
Accertamento IMU – TASI e termini di scadenza

Dal 2020 entra in vigore l’accertamento esecutivo dei tributi locali

Da Gennaio 2020 entrerà in vigore l’accertamento esecutivo sui tributi locali. Tale modifica apporta un significativo cambiamento alla fase della Riscossione Coattiva. Infatti, l’avviso di accertamento esecutivo rappresenta una sorta di provvedimento unificato che incorpora anche i contenuti coattivi della cartella esattoriale o dell’ingiunzione fiscale di pagamento e, di conseguenza, riduce i tempi della riscossione. Per leggere un articolo dettagliato sull’argomento basta cliccare sul seguente link: Accertamento Esecutivo tributi locali.

Accertamenti IMU – TASI 2015: proroga scadenza al 26/03/2021

Il termine prescrizionale del 31/12/2020 per la notifica degli accertamenti o solleciti sui tributi locali comunali relativi all’anno d’imposta 2015 è slittato al 26/03/2021 grazie al decreto Cura Italia (Decreto Legge n. 18/2020). Tale decreto, con l’art. 68, ha decretato la sospensione dei termini dall’8 Marzo al 31 Maggio 2020 per i sotto indicati casi.

  • Accertamenti esecutivi.
  • cartelle di pagamento.
  • ingiunzioni fiscali.
  • accertamenti esecutivi doganali.
  • accertamenti esecutivi degli enti locali.

La predetta sospensione, pertanto, ha comportato la proroga, per gli stessi 85 giorni, del termine prescrizionale di tutti i tributi locali comunali. Un articolo molto dettagliato su questo argomento è possibile leggerlo nella seguente pagina: proroga termini accertamenti tributi locali al 26/03/2021.

Consigli su altri articoli da leggere

Il presente articolo ha trattato l’argomento “avviso di accertamento IMU e TASI comunale“, i termini di scadenza e tante altri dettagli. Qui sotto consigliamo la lettura di altri interessanti articoli del nostro blog.


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