Termini accertamento IMU. Verifica la data di notifica.

Termini accertamento IMU. Verifica la data di notifica.

I termini dell’accertamento IMU sono cinque anni. Superato questo termine vi è la prescrizione dei termini e niente può essere più inviato all’utente. Pertanto, devi fare molta attenzione alla data in cui ti viene notificato un avviso di accertamento IMU (o anche TASI). Per fare un esempio, per l’anno 2015 l’accertamento IMU doveva essere notificato entro il 31 Dicembre 2020.

La notifica è sempre regolare se il Comune (o la ditta eventualmente incaricata) consegna il plico (contenente l’avviso di accertamento) all’ufficio postale entro il 31 Dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. In tal caso, anche se il postino ti consegna l’avviso a Gennaio successivo, la notifica è valida lo stesso.


Tutto ciò è previsto dall’art. 149 del codice di procedura civile “Notificazione a mezzo del servizio postale”. Ciò in quanto, come detto sopra, il plico va consegnato alle poste (da parte del Comune) entro il 31 Dicembre del quinto anno. Quindi, i termini dell’accertamento IMU 2015 (come detto sopra) sono di 5 anni e cioè Dicembre 2020. Entro tale data l’accertamento è valido se notificato al contribuente o consegnato alle Poste.

Se l’accertamento viene notificato dal messo comunale, chiaramente, va rispettato il termine del 31 Dicembre dell’anno in cui scadono i termini quinquennali. Di conseguenza, se il messo comunale consegna l’accertamento IMU a Gennaio del sesto anno (per collegarci all’esempio sopra indicato, Gennaio 2021) la notifica non è valida e si può eccepire la prescrizione per sopravvenuta decorrenza dei termini.

Ma che cos’è l’IMU ?

L’IMU è l’Imposta Municipale Unica e si paga sulla proprietà degli immobili. Basta, quindi, essere proprietari di immobili per essere soggetti alla tassazione. Non sono soggetti a imposizione tributarie le abitazioni principali e cioè le case di proprietà in cui si ha la propria residenza anagrafica. Allo stesso tempo, sono esentate dall’IMU anche le pertinenze dell’abitazione principale.


Fanno eccezione le abitazioni principali di lusso le quali sono catastate nelle categorie A1, A8 e A9. Sono pertinenze i garage e le cantine catastati nelle categorie C2, C6 e C7. In questo blog sono pubblicati tanti importanti articoli sull’IMU. Molti di questi articoli ti insegnano anche a risparmiare o meglio ad evitare di pagare soldi in più per distrazione o disinformazione.

Qui di seguito ti indico diversi articoli di questo blog che ti danno informazioni importanti su come pagare la giusta IMU ed evitare di versare soldi in più del dovuto.

Termini accertamento IMU in tempi di covid 19

Sia il decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2000) che il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) si sono pronunciati riguardo i termini degli accertamenti tributari e, quindi, anche riguardo l’IMU e gli altri tributi locali. L’art. 67 del Decreto Cura Italia ha disposto la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo,  accertamento, riscossione e di  contenzioso (che interessano anche IMU, TASI e tutti i tributi comunali),  da  parte  degli  uffici  degli  enti impositori in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

Questo stesso articolo, riguardo la nuova scadenza dei termini, rimanda a quanto disposto dall’art. 12 del decreto legislativo 24 Settembre 2015 n. 159. Secondo quest’ultimo articolo, e salvo diverse disposizioni, i versamenti sospesi saranno effettuati entro 30 giorni dal termine del periodo di sospensione. Detto nuovo termine di scadenza entro cui i versamenti sospesi devono essere effettuati è il 30/06/2020.


Il Decreto Rilancio, all’art. 157 si è anche espresso sui termini di decadenza di determinati atti cadenti nel periodo tra l’8 Marzo ed il 31 Dicembre 2020 e senza tener conto del periodo di sospensione previsto dall’art. 67 del Decreto Cura Italia. Si tratta di atti di accertamento, contestazione, irrogazione sanzioni, recupero crediti, liquidazione, rettifica.

Questi atti, la cui scadenza cadeva in questo periodo, posso essere emessi entro il 31 Dicembre 2020 e possono essere notificati entro il 31 Dicembre 2021. Tutto ciò in deroga a quanto previsto dall’art. 3 della Legge n. 212 del 27 Luglio 2000 la quale prevedeva l’impossibilità di proroga dei termini per prescrizione e decadenza. Questo slittamento dei termini consente da un lato agli utenti un più ampio respiro per la gestione dei relativi adempimenti ed agli enti un tempo più largo per emettere e notificare gli atti meglio descritti sopra.


Come verificare i termini dell’accertamento IMU con Poste

Nei casi di consegna degli accertamenti IMU (o anche TASI) all’ufficio postale per la notifica a mezzo raccomandata è possibile verificare online il rispetto dei termini prescrizione. Sul sito di Poste Italiane, infatti, vi è un’apposita sezione “spedizioni – posta raccomandata” in cui è possibile verificare la data di consegna dei plichi presso l’ufficio postale. Basta inserire, in questa sezione, il numero di raccomandata che trovi indicato nella busta.

Sul sito di Poste Italiane è possibile verificare se sono stati rispettati o meno i termini di notifica. Nella sezione “spedizioni è un’apposita – posta raccomandata”, inserendo il numero della raccomandata, si può reperire la data di registrazione della raccomandata presso l’Ufficio Postale di spedizione, data che definisce il momento nel quale per è, appunto, è avvenuta la notifica.

Riepilogando, quindi, gli accertamenti IMU (o TASI) relativi all’anno 2015 sono da ritenersi “validi” se la raccomandata è stata consegnata all’ufficio postale entro il 31 dicembre 2020, a prescindere dal giorno nel quale è stata consegnata dal postino o e stata materialmente ritirata dall’interessato. In tal caso, pertanto, puoi solo contestare sui contenuti dell’avviso di accertamento. A tal proposito ti consigliamo di leggere un altro nostro articolo su come comportarsi (sia per la verifica dei termini che su altri aspetti tecnici) nei casi di ricezione di un accertamento IMU – TASI cliccando sul seguente link: Accertamento IMU-TASI.


A partire dal 2020 la TASI viene accorpata all’IMU

Dal 2020 la TASI non è più dovuta. Il Decreto Legge n. 124/2019 ha previsto, infatti, l’unificazione dei due tributi. Pertanto, dall’anno 2020 verrà versata solo l’IMU. Nel modello F24 verrà indicato, quindi, solo il codice tributo 3918 (nel caso di seconde case) oppure 3916 se si tratta di aree edificabili. Per i fabbricati di categoria “D” vanno, invece, indicati i seguenti codici: 3925 (quota stato) e 3930 (quota Comune). Potete leggere un articolo dettagliato sull’argomento cliccando sul link seguente: Nuova IMU 2020.

Gli articoli di questo blog consigliati dalla redazione

In questo articolo abbiamo parlato dei termini per l’accertamento IMU che sono, comunque, uguali a quelli della TASI. Qui sotto ti consigliamo la lettura di altri articoli di questo sito – blog molto importanti che ti danno importanti informazioni su come risparmiare sui tributi comunali. Nel precedente paragrafo “Ma che cos’è l’IMU ?” abbiamo anche indicato diversi altri importanti articoli di questo sito assolutamente da leggere.

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