Termini accertamento IMU. Verifica la data di notifica.

Termini accertamento IMU. Verifica la data di notifica.

I termini dell’accertamento IMU e, conseguentemente, di prescrizione sono cinque anni. Superato questo termine vi è la prescrizione dei termini e e nessun accertamento IMU può essere più inviato all’utente. Quindi, alla domanda “quanti anni devono passare per avere la prescrizione” la risposta è 5. Questo vale per qualunque anno d’imposta (2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019). Pertanto, devi fare molta attenzione alla data in cui ti viene notificato un avviso di accertamento IMU (o anche TASI). Per fare un esempio, per l’anno 2015 l’accertamento IMU, per scongiurare la prescrizione, doveva essere notificato entro il 31 Dicembre 2020. Ma in questo articolo parleremo sia della prescrizione che di decadenza nei casi di IMU non pagata.

La notifica dell’avviso di accertamento

La notifica è sempre regolare se il Comune (o la ditta eventualmente incaricata) consegna il plico (contenente l’avviso di accertamento) all’ufficio postale entro il 31 Dicembre del quinto anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. In tal caso, anche se il postino ti consegna l’avviso a Gennaio successivo, la notifica è valida lo stesso.


Tutto ciò è previsto dall’art. 149 del codice di procedura civile “Notificazione a mezzo del servizio postale”. Ciò in quanto, come detto sopra, il plico va consegnato alle poste (da parte del Comune) entro il 31 Dicembre del quinto anno. Quindi, i termini dell’accertamento IMU 2015 (come detto sopra) sono di 5 anni e cioè Dicembre 2020. Entro tale data l’accertamento è valido se notificato al contribuente o consegnato alle Poste.

Se l’accertamento IMU viene notificato dal messo comunale, chiaramente, va rispettato il termine del 31 Dicembre dell’anno in cui scadono i termini quinquennali al fine di evitare la prescrizione. Di conseguenza, se il messo comunale consegna l’accertamento IMU a Gennaio del sesto anno (per collegarci all’esempio sopra indicato, Gennaio 2021) la notifica non è valida (nonostante l’IMU non pagata) e si può eccepire la prescrizione per sopravvenuta decorrenza dei termini.

Ma che cos’è l’IMU ?

L’IMU è l’Imposta Municipale Unica e si paga sulla proprietà degli immobili. Basta, quindi, essere proprietari di immobili per essere soggetti alla tassazione. Non sono soggetti a imposizione tributarie le abitazioni principali e cioè le case di proprietà in cui si ha la propria residenza anagrafica. Allo stesso tempo, sono esentate dall’IMU anche le pertinenze dell’abitazione principale.


Fanno eccezione le abitazioni principali di lusso le quali sono catastate nelle categorie A1, A8 e A9. Sono pertinenze i garage e le cantine catastati nelle categorie C2, C6 e C7. In questo blog sono pubblicati tanti importanti articoli sull’IMU. Molti di questi articoli ti insegnano anche a risparmiare o meglio ad evitare di pagare soldi in più per distrazione o disinformazione.

Qui di seguito ti indico diversi articoli di questo blog che ti danno informazioni importanti su come pagare la giusta IMU ed evitare di versare soldi in più del dovuto.

Differenza tra prescrizione e decadenza IMU per le notifiche di accertamento o cartelle

Tra prescrizione e decadenza (per IMU non pagata) esiste una sostanziale differenza. Partiamo con esaminare il primo istituto e cioè quello della prescrizione. Si ha la prescrizione quando il Comune lascia decorrere il termine di 5 (cinque) anni senza emettere un avviso di accertamento IMU. Chiaramente, stiamo ponendo il caso in cui un contribuente non ha versato l’IMU oppure ha pagato in misura inferiore rispetto alla somma dovuta.

Il termine di 5 anni è, quindi, un termine perentorio che hanno i Comuni per emettere un avviso di accertamento IMU ai danni dell’utente che non ha versato l’IMU o che ha versato una somma inferiore rispetto a quella che gli competeva. Scaduti i cinque anni senza che l’ente abbia provveduto alla notifica di un accertamento, scatta la prescrizione.


Di conseguenza, lo scoccare dei 5 anni senza che il Comune abbia notificato nessun avviso di accertamento, svincola l’utente da ogni obbligo di versamento. Di conseguenza, anche se il contribuente non ha versato l’IMU per un determinato anno d’imposta,viene salvato dalla prescrizione. La decadenza, in fatto di IMU, opera, invece, quando il Comune lascia decorrere infruttuosamente il termine di 3 anni dal giorno in cui è stato notificato un avviso di accertamento IMU.

Nella sostanza, dopo la notifica di un accertamento, l’utente ha un determinato termine (in genere 60 giorni) per effettuare il pagamento. Se l’utente non procede al pagamento, il Comune ha 3 anni di tempo per iscrivere la somma in un ruolo coattivo. Se l’ente lascia decorrere i tre anni senza iscrivere l’importo nel ruolo coattivo, interverrà la decadenza. Anche con la decadenza, così come per la prescrizione, l’utente non avrà più titolo per pagare le somme di IMU già richieste col precedente accertamento IMU, TASI, TARI, ecc…


Termini accertamento per IMU non pagata e prescrizione in tempi di covid 19

Sia il decreto Cura Italia (D.L. n. 18/2000) che il Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) si sono pronunciati riguardo i termini degli accertamenti tributari. L’art. 67 del Decreto Cura Italia ha disposto la sospensione dei termini relativi alle attività di liquidazione, controllo, accertamento, riscossione e di contenzioso (che interessano anche IMU, TASI e tutti i tributi comunali), da parte degli uffici degli enti impositori in scadenza dall’8 marzo al 31 maggio 2020.

Questo stesso articolo, riguardo la nuova scadenza dei termini, rimanda a quanto disposto dall’art. 12 del decreto legislativo 24 Settembre 2015 n. 159. Secondo quest’ultimo articolo, e salvo diverse disposizioni, i versamenti sospesi saranno effettuati entro 30 giorni dal termine del periodo di sospensione. Detto nuovo termine di scadenza, pertanto, sarebbe il 30/06/2020 salvo ulteriore proroghe.

Il Decreto Rilancio, all’art. 157 si è anche espresso sui termini di decadenza di determinati atti in scadenza nel periodo tra l’8 Marzo ed il 31 Dicembre 2020 e senza tener conto del periodo di sospensione previsto dall’art. 67 del Decreto Cura Italia. Si tratta di atti di accertamento, contestazione, irrogazione sanzioni, recupero crediti, liquidazione, rettifica.


Questi atti, la cui scadenza cadeva in questo periodo, possono essere emessi entro il 31 Dicembre 2020 e notificati entro il 31 Dicembre 2021. Tale norma, però, non trova applicazione per i tributi locali. E’ quanto stabilito dalla legge di conversione del predetto D.L. n. 34/2020 (Legge 17 luglio 2020, n. 77). Con tale Legge è stato modificato l’art. 157 del D.L. 34/2020. Nel paragrafo successivo di questo articolo si precisano i nuovi termini per gli accertamenti sui tributi locali in scadenza il 31/12/2020.

Proroga di 85 giorni per la notifica degli accertamenti sui tributi locali in scadenza il 31 Dicembre 2020

Con l’approvazione della Legge di conversione al D.L. n. 34/2020 è stato chiarito che il termine del 31/12/2021, sancito dall’art. 157, non riguarda gli atti degli enti territoriali (quindi, Comuni compresi). Per i tributi comunali (IMU, TASI, TARI, TOSAP, Imposta Pubblicità, ecc..) bisogna, quindi, fare riferimento al periodo di sospensione dei termini previsto dall’art. 67 del D.L. 18/2020.

Pertanto, la scadenza del 31/12/2020 (per gli avvisi di accertamento IMU ed altri tributi locali) è da intendersi traslata di 85 giorni (che corrispondono esattamente al predetto periodo di sospensione dal 8 al 31 Maggio 2020). Di conseguenza, il nuovo periodo di scadenza per i Comuni, per portare a termine le attività di accertamento sui tributi locali, è 26 Marzo 2021.

Oltre tale periodo può essere fatta valere la prescrizione. Secondo tale disposizione, gli accertamenti sui tributi locali (in scadenza al 31/12/2020) possono essere notificati entro gli 85 giorni successivi (quindi 26/03/2021). Questo slittamento dei termini consente da un lato agli utenti un più ampio respiro per la gestione dei relativi adempimenti ed agli enti un tempo più largo per emettere e notificare gli atti meglio descritti sopra.


Pertanto, tutte le annualità d’imposta (e per tutti i tributi comunali) che avevano come termini prescrizionali 31/12/2020 (vedi per esempio IMU, TASI, TARI, TOSAP, Imposta Pubblicità relativi agli anni 2015), vedranno slittare detti termini al 26/03/2021. Naturalmente, anche il termine per gli accertamenti per omessa dichiarazione fissati dall’art. 1, comma 161, della Legge n. 296/2006 slitterrano di 85 giorni. Per esempio, gli accertamenti per omessa dichiarazione per l’anno 2014, avevano come termine prescrizionali (per gli accertamenti comunali) 31/12/2020. Alla luce delle nuove norme anche tale termine prescrizionale slitta di 85 giorni al 26/03/2021.

Come verificare i termini dell’accertamento IMU con Poste

Nei casi di consegna degli accertamenti o cartelle IMU (o anche TASI) all’ufficio postale per la notifica a mezzo raccomandata è possibile verificare online il rispetto dei termini prescrizione o decadenza (per IMU non pagata). Sul sito di Poste Italiane, infatti, vi è un’apposita sezione “spedizioni – posta raccomandata” in cui è possibile verificare la data di consegna dei plichi presso l’ufficio postale. Basta inserire, in questa sezione, il numero di raccomandata che trovi indicato nella busta.

Sul sito di Poste Italiane è possibile verificare se sono stati rispettati o meno i termini di notifica. Nella sezione “cerca spedizioni” inserendo il numero della raccomandata si può reperire la data di registrazione della raccomandata presso l’Ufficio Postale di spedizione e l’altra data nella quale è avvenuta la notifica.


Riepilogando, quindi, gli accertamenti IMU (o TASI) relativi all’anno 2015 sono da ritenersi “validi” se la raccomandata è stata consegnata all’ufficio postale entro il 31 dicembre 2020, a prescindere dal giorno nel quale è stata consegnata dal postino o e stata materialmente ritirata dall’interessato. In tal caso, pertanto, puoi solo contestare sui contenuti dell’avviso di accertamento. A tal proposito ti consigliamo di leggere un altro nostro articolo su come comportarsi (sia per la verifica dei termini che su altri aspetti tecnici) nei casi di ricezione di un accertamento IMU – TASI cliccando sul seguente link: Accertamento IMU-TASI.

A partire dal 2020 la TASI viene accorpata all’IMU

Dal 2020 la TASI non è più dovuta. Il Decreto Legge n. 124/2019 ha previsto, infatti, l’unificazione dei due tributi. Pertanto, dall’anno 2020 verrà versata solo l’IMU. Nel modello F24 verrà indicato, quindi, solo il codice tributo 3918 (nel caso di seconde case) oppure 3916 se si tratta di aree edificabili. Per i fabbricati di categoria “D” vanno, invece, indicati i seguenti codici: 3925 (quota stato) e 3930 (quota Comune). Potete leggere un articolo dettagliato sull’argomento cliccando sul link seguente: Nuova IMU 2020.

La verifica dei pagamenti IMU nel cassetto fiscale dell’agenzia entrate

Chiunque avesse smarrito le ricevute di pagamento IMU, TASI o altri tributi locali e statali, può trovarli nel cassetto fiscale dell’agenzia delle entrate. Il cassetto è un ottimo servizio all’interno del quale è possibile visionare tutti i pagamenti effettuati con F24. Tale servizio offre anche una serie di altri servizi utilissimi. Per tutte le informazioni sul cassetto basta cliccare sul seguente link del nostro blog: cassetto fiscale.


Gli articoli di questo blog consigliati dalla redazione

In questo articolo abbiamo parlato dei termini di prescrizione (o decadenza) per l’accertamento IMUnon pagata che sono, comunque, uguali a quelli della TASI, TARI, ecc.. Qui sotto ti consigliamo la lettura di altri articoli di questo sito – blog molto importanti che ti danno importanti informazioni su come risparmiare sui tributi comunali. Nel precedente paragrafo “Ma che cos’è l’IMU ?” abbiamo anche indicato diversi altri importanti articoli di questo sito assolutamente da leggere.

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