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Bonus 200 Euro in busta paga

4 min di lettura

Bonus 200 euro approvato col Decreto Aiuti il 2 maggio scorso. Ha illustrato il bonus il Presidente del Consiglio Premier Mario Draghi. Il predetto decreto ha previsto un pacchetto di misure a sostegno del reddito. Ciò costituisce un supporto a famiglie ed aziende a seguito della crisi derivante dalla guerra in Ucraina. Ma cos’è il Bonus 200 Euro? E’ un contributo “una tantum” di 200 € che è stato assegnato ai dipendenti, pensionati ed autonomi con redditi fino ai 35.000 Euro. Il bonus 200 euro sarà corrisposto in busta paga.

Cos’è il bonus 200 Euro in busta paga nel decreto aiuti?

Il Bonus 200 euro è un sussidio riconosciuto dal Governo a dipendenti, pensionati ed autonomi (ed altre categorie) con redditi fino ai 35.000 Euro. E’ riconosciuto “una tantum” (quindi una sola volta). La guerra tra Russia ed Ucraina ha provocato crisi economiche rilevanti. Ecco perché è arrivato questo importante provvedimento per aiutare tutte le famiglie in difficoltà. I rincari hanno colpito tanti settori partendo, soprattutto, dalle bollette luce, gas, alimentari, ecc..


Sono stati stanziati 6 miliardi di euro per l’assegnazione di questo bonus. Il ricorso a questo incentivo è stato possibile grazie al “proseguimento del prelievo straordinario su imprese produttrici, importatrici e rivenditrici di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi”. In pratica, i soldi da destinare al bonus 200 euro sono stati recuperati aumentando la tassa sugli extra profitti delle imprese energetiche. Questa tassa è passata dal 10% al 25%.

Quando arriverà in busta paga il bonus 200 euro?

Riguardo i pensionati, con ogni probabilità, il bonus 200 euro sarà erogato direttamente dal’INPS nel mese di luglio. Invece, i lavoratori dipendenti si ritroveranno il bonus 200 euro nella busta paga di giugno o luglio. Pertanto, sarà il datore di lavoro che provvederà a versare l’assegno ai dipendenti. Ciò riguarda sia i dipendenti pubblici che privati. La condizione necessaria è che il reddito non deve essere superiore ad Euro 35.000.

Per i lavoratori autonomi, invece, vi sarà una modalità diversa di corresponsione del bonus 200 euro. Infatti, sarà creato, presumibilmente, un apposito fondo per tali lavoratori al quale loro potranno attingere. Tra pochi giorni saranno rese note le modalità mediante le quali sarà corrisposto tale bonus ai lavoratori autonomi. Ciò che è certo è che non bisogna presentare alcuna richiesta per avere diritto al bonus 200 euro. Il bonus, infatti, verrà erogato in maniera automatica.


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Il Bonus euro 200 approvato col “Decreto Aiuti”

Bonus 200 euro in busta paga: allargata la platea dei percettori

Il bonus 200 euro, nella nuova stesura del Decreto Aiuti, è stato anche allargato a chi percepisce il reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali, agli autonomi e ai collaboratori domestici. Come detto sopra, la prima stesura del testo del decreto Aiuti è del 2 Maggio. Nel corso del Consiglio dei Ministri del 5 maggio 2022 il diritto al bonus è stato anche allargato ai percettori del reddito di cittadinanza, ai lavoratori stagionali, agli autonomi e ai collaboratori domestici. Avrà diritto al bonus anche chi percepisce la pensione di cittadinanza.

Riguardo alle modalità di percezione, per i lavoratori autonomi potrebbe essere creata una particolare piattaforma online per la richiesta del bonus. Si attendono, però, a breve delle indicazioni chiare su questo argomento. Anche da chiarire sono le modalità di erogazione per chi percepisce il reddito di cittadinanza e i cittadini disoccupati. Qui appresso la bozza del decreto aiuti del 5 Maggio. Cliccando sul seguente link, invece, le misure del 2 maggio.

Inizialmente, il bacino di utenza coinvolto dal bonus 200 euro è stato quantificato in circa 28 milioni di famiglie. E’, però, possibile che a seguito delle ultime modifiche, la platea dei beneficiari possa allargarsi. Infatti, sono più di un milione i nuclei familiari che, attualmente, percepiscono il reddito o la pensione di cittadinanza. Poi, sembrano essere inclusi nel beneficio anche stagionali e colf. Quindi, da un’ultima analisi i contribuenti che rientrano nei 35 mila euro di reddito potrebbero toccare 35 milioni di persone.

Come calcolare la soglia di reddito di 35.000 Euro

Molti si chiedono quali siano i redditi di riferimento per il computo dei 35.000 euro (tetto massimo per gli aventi diritto al bonus 200 euro). Ai fini del computo della soglia totale di € 35.000 (al di la della quale il bonus non è riconosciuto) devono essere considerati tutti i tipi di reddito. Non vengono considerati i seguenti redditi.

  • La rendita della casa di abitazione (e relative pertinenze, cioè magazzini, cantine, ecc.).
  • Emolumenti arretrati sottoposti a tassazione separata.
  • Trattamenti di fine rapporto (T.F.R.).
  • Assegni di guerra.
  • Indennità di accompagnamento.
  • Assegni familiari e assegno unico universale.
  • Indennizzi da trasfusione o vaccinazione.

Quando il bonus 200 euro deve essere restituito

Secondo quanto emerge dal Decreto Aiuti, i datori di lavoro devono riconoscere il bonus di 200 euro, automaticamente, ai propri dipendenti. La bozza del decreto legge, però, prevede che, se in sede di conguaglio dovesse emergere che un dipendente supera i 35.000 euro di reddito, il bonus stesso deve essere restituito. In tal caso sarà l’azienda a recuperare la somma in unica soluzione o in 8 rate mensili già da dicembre 2022.

Pertanto, per capire se un dipendente rientra o meno nei 35.000 € di reddito, il datore di lavoro dovrà fare un’analisi preventiva dell’effettivo reddito annuo. Tale analisi dovrà, poi, essere messa a confronto con reddito effettivo che emergerà a dicembre 2022. A dicembre, infatti, il reddito relativo al 2022 diventerà certo e potrà essere determinato, con certezza, il diritto o meno del bonus 200 euro.

L’importo già erogato dal datore di lavoro può, quindi, essere soggetto a restituzione qualora, nel mese di Dicembre 2022 il reddito di un certo dipendente andrà oltre i 35.000 euro. In tale caso, pertanto, dovrà operare apposita compensazione utilizzando, presumibilmente, apposito modello F24. Per lo storno del bonus sarà creato, con ogni probabilità, un apposito codice tributo. Ma, a riguardo, si attendono notizie più precise.

Quanto costerà allo Stato il bonus 200 Euro?

Come abbiamo indicato in qualche paragrafo precedente, il costo totale della misura si aggira sui 6 miliardi di Euro. Considerando, però, l’allargamento dei beneficiari, ci potrebbe essere un costo aggiuntivo di 180 milioni per i percettori di reddito e pensione di cittadinanza. Dobbiamo, comunque, sottolineare che la somma dovrebbe essere recuperata dalla maggiore tassazione sugli extra profitti delle imprese energetiche. Tale tassa, infatti, tassa sembra essere passata dal 10% al 25%.

La redazione di TributiComunali.it suggerisce

In questo articolo abbiamo trattato l’argomento “Bonus 200 Euro in busta paga” approvato col Decreto Aiuti. Qui sotto, invece, la nostra redazione suggerisce la lettura di altri importanti articoli pubblicati nel nostro blog.


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