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Notifiche digitali per i tributi locali

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Dopo tanta attesa, arrivano le notifiche digitali per tutti i tributi locali. Al momento, il servizio è operativo in pochi Comuni. Entro poco tempo centinaia di Comuni potranno accedere a questo servizio. Quindi, questo servizio sarà utilizzabile, via via, da tutti i Comuni italiani. In questo articolo andremo ad analizzare come funziona il servizio e quali sono i vantaggi per chi invia e per chi riceve le notifiche digitali.

Intanto cerchiamo di capire meglio per quali atti i Comuni potranno utilizzare le notifiche digitali. Si tratta soprattutto dell’invio delle notifiche dei tributi locali. Facciamo un esempio. Prima dell’introduzione delle notifiche digitali, nei casi di morosità, il Comune notificava, ai contribuenti, un accertamento in uno dei seguenti modi.


  • Raccomandata con ricevuta di ritorno per i contribuenti non residenti.
  • Notifica dell’accertamento tramite messi notificatori comunali per gli gli avvisi riguardanti contribuenti residenti.
  • Notifica dell’avviso di accertamento tramite PEC per le attività.

Nel prossimo paragrafo cercheremo di capire le difficoltà inerenti questo tipo di notifiche.

Criticità relative alle notifiche tradizionali

Come specificato nel precedente paragrafo, le tipologie di notifiche tradizionali hanno, da sempre, riservato delle criticità che elenchiamo nell’elenco indicato qui di seguito.

  • Le notifiche relative a soggetti anagraficamente residenti ma irreperibili. Accade spesso che cittadini che risiedono, anagraficamente, in un determinato Comune, si sono spostati in un’altra città senza recarsi presso il nuovo Comune per richiamare la nuova residenza. Questo rende difficile, se non impossibile, procedere alla notifica di qualunque atto in quanto lo stesso deve essere recapitato presso la residenza ufficiale.
  • Quando il contribuente si trova fuori casa per lavoro o altri motivi, il messo (o il postino) si trova costretto a lasciare un avviso con cui si invita a ritirare il plico presso l’ufficio postale (o presso il Comune). Se il contribuente non va a ritirare il plico, si consolida la notifica per compiuta giacenza. In questi casi il plico torno indietro al mittente e, per legge, la notifica si considera perfezionata. Ma, spesso, tale forma di notifica è soggetta a contestazioni o ricorsi.

Notifiche digitali, una rivoluzione molto importante

Quella delle notifiche digitali è una vera e propria innovazione. In pratica, atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni delle pubbliche amministrazioni (fatta eccezione per atti del processo civile e penale, per l’applicazione di misure di prevenzione o amministrative) potranno essere, da ora in poi, notificati ai contribuenti sul domicilio digitale (PEC – SERCQ) o, in alternativa su AppIO, SMS o mail.

Tramite questi strumenti, il contribuente può andarsi a scaricare il file pdf contenente l’avviso della pubblica amministrazione. Sicuramente, nei primi tempi, ci saranno da gestire una quantità residuale di contribuenti che non utilizzano nessuno degli strumenti sopra riportati e che consentono di intercettare le notifiche digitali. Ci riferiamo alla PEC, AppIO, SMS, mail, ecc.

Vogliamo dire che cittadini di una certa età che non utilizzano tali strumenti, dovranno essere gestiti in maniera diversa (e cioè con la classica raccomandata). E’, quindi, probabile che per tale categoria di utenti, continueranno a funzionare, per un certo periodo di tempo, le vecchie modalità di notifiche. Questo tipo di notifiche in forma digitale non solo semplifica notevolmente le comunicazioni tra cittadino e pubbliche amministrazioni ma per questi ultime rappresenta anche un enorme risparmio di costi e tempi.

Infatti, in riferimento soprattutto alle notifiche a soggetti non residenti (fatte per raccomandate andata e ritorno) il ritorno in termini di minori costi e di tempistiche è notevole. Il costo della notifica digitale, infatti, dovrebbe attestarsi intorno ai 2 € contro cifre notevolmente superiori per le raccomandate. La riduzione dei costi di notifica si riflette soprattutto sui cittadini in quanto, solitamente, tali costi vengono ribaltati su di essi.

Che cos’è il domicilio digitale

INAD è l’Indice Nazionale dei Domicili digitali. Su questo portale è possibile inserire il proprio domicilio digitale. Pertanto, ogni cittadino può inserire su questo portale la propria PEC che sarà quella su cui ritiene di dovere ricevere ogni notifica digitale. Il portale è consultabile da tutti. Il domicilio digitale è senz’altro una svolta nel campo delle notifiche della pubblica amministrazione.

Ciò porta, senz’altro, dei vantaggi sia per i contribuenti che per le pubbliche amministrazioni. Per la pubblica amministrazione tenderanno a scomparire tutti gli avvisi cartacei. Si ridurranno i costi di notifica in assenza della raccomandata con ricevuta di ritorno. Inoltre, si ridurranno anche i tempi di una notifica e sempre più i casi di mancata notifica. Certamente, dovrà passare del tempo per eliminare del tutto tali casi di mancata notifica.

Anche gli utenti avranno dei vantaggi come, per esempio, i costi di notifica (considerato che gravano sempre sul contribuente). Altro vantaggio è la rapidità della notifica e l’eliminazione delle file presso gli sportelli per ritirare plichi. E’ comunque, evidente che il contribuente avrà l’onere di controllare frequentemente la casella PEC perché, diversamente, rischia di perdersi delle notifiche o di compromettere eventuali tempistiche per fare ricorsi a determinati atti. Riguardo le aziende, già iscritte in INI-PEC, il domicilio digitale sarà automaticamente importato in INAD. Vi sarà, per loro, la possibilità di modificare tale domicilio rispetto a quello già presente.

Le notifiche digitali finanziate dal PNRR

Le notifiche digitali rientrano tra quelle misure sulla digitalizzazione finanziate dal P.N.R.R. (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La misura è esattamente la 1.4.5 e mediante essa i Comuni stanno per essere finanziati sulla spesa occorrente per passare alle notifiche digitali. Già tanti Comuni hanno portato a compimento le varie fasi di questa misura ed hanno ricevuto anche il finanziamento statale.

I Comuni che hanno già completato tutte le fasi della misura, hanno già fatto la dovuta formazione e sono pronti per attuare la nuova modalità di notifica. Tanti altri Comuni hanno ancora in corso tutti gli step richiesti per portare a compimento il programma ed il relativo finanziamento finale per i Comuni. Quindi, lo Stato sta mettendo gli enti locali nelle condizioni di passare alle notifiche digitali finanziando tutte le spese occorrenti per metterle in atto e per gestire tutta la formazione per il personale dipendente.

Il Dipartimento per la Trasformazione Digitale, attraverso la misura 1.4.5 del PNRR, sta mettendo a disposizione degli enti locali un importo di circa 200 milioni di euro per concretizzare questo passaggio epocale sulle notifiche digitali. I Comuni stanno gestendo tutte misure del PNRR (attualmente sette) tramite la piattaforma padigitale2026.gov.it.

Delegato ad interagire con tale piattaforma, per ogni ente, è il RUP (Responsabile Unico del Procedimento) nominato dal Sindaco. Il RUP gestisce la maggior parte dei passaggi che interessano tutte le misure del PNRR, compresa quella delle notifiche digitali.

Le notifiche digitali sono assolutamente legali

Il servizio di notifiche digitale ha assoluto valore legale. Ad esso può attingere qualunque Pubblica Amministrazione. Affinché sia possibile una notifica digitale è sufficiente che una persona persona fisica o giuridica sia dotata di codice fiscale. Ogni pubblica amministrazione che utilizzerà la piattaforma SEND (che gestisce tali notifiche) dovrà semplicemente depositare su di essa l’atto da notificare. SEND gestirà la notifica, intercettando il percorso digitale più adeguato (o disponibile) tra quelli previsti dalla legge.

SEND è la piattaforma online che cura il servizio di notifiche digitali

La piattaforma SEND è quella con cui vengono gestite le notifiche digitali da tutte le pubbliche amministrazioni. L’inizio di ogni notifica viene, naturalmente, messo in atto da una pubblica amministrazione. Quest’ultima crea l’avviso da notificare al contribuente, con eventuali allegati, e lo inserisce in SEND. Il sistema prende in carica la richiesta, verifica la sua regolarità e crea l’avviso da notificare al contribuente.

A tal punto SEND provvede ad inviare una notifica digitale al contribuente circa la presenza di un atto a lui intestato. Come è stato descritto nei paragrafi precedenti, la notifica viene inviata attraverso uno dei canali ufficiali previsti per legge (PEC, e-mail, App IO, SMS). Se l’utente non utilizza nessuno dei predetti canali digitali, SEND ricerca un indirizzo fisico e invia una raccomandata in forma cartacea.

Il contribuente che riceve digitalmente la notifica, provvederà a scaricare tutto l’avviso proveniente dalla pubblica amministrazione ed avrà la possibilità di pagare i diritti di notifica tramite PagoPa. Se utilizzerà l’AppIO, può portare a termine tutte le fasi in modo automatico tramite l’applicazione. La pubblica amministrazione insieme a tutti gli atti inerenti la notifica, comunica anche l’indirizzo anagrafico del contribuente nel caso in cui non vada a buon fine la notifica digitale.

Se non sarà possibile effettuare la notifica neanche con una raccomandata cartacea, il sistema invierà all’ente una comunicazione di rifiuto della notifica. Nel caso in cui l’indirizzo fisico fornito dalla PA mittente non sia postalizzabile la notifica verrà rifiutata. Se le verifiche hanno successo, PN genera lo IUN – Identificativo Univoco della Notifica che viene restituito alla PA mittente unitamente al token generato all’atto di creazione della notifica.

Cosa succede se un utente ha diversi domicili digitali

Può accadere che un contribuente abbia diversi domicili digitali. In questi casi verrà data alla modalità di notifica, la seguente priorità.

  • Domicilio digitale di piattaforma (configurato dal destinatario nella sezione “Recapiti” della piattaforma).
  • Domicilio digitale speciale (indicato dall’ente mittente nella creazione della notifica).
  • Domicilio digitale generale (fornito da IPA, IniPEC o INAD).

Nel caso in cui l’utente non dispone di domicilio digitale o se non ha scaricato la notifica entro 5 giorni (120 ore) dall’invio dell’avviso, sarà effettuata la notifica all’indirizzo fisico del destinatario che è stato fornito dalla pubblica amministrazione che ha emesso l’atto.

I consigli della redazione di TributiComunali.it

In questo articolo abbiamo parlato delle notifiche digitali e di tutte le dinamiche che ruotano attorno ad esse. Qui sotto vi indichiamo alcuni link che rimandano ad altri nostri articoli. Buona lettura.

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