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Risparmio

Come risparmiare soldi sui tributi comunali

6 min di lettura

Introduzione

Chissà quante volte ti sei fatto questa domanda: come risparmiare soldi sui tributi comunali (detti anche locali) ? In effetti, il dubbio è lecito. Infatti, tutti pensano che i tributi rappresentano un qualcosa di definito sul quale è inipotizzabile potere parlare di risparmio. Anche questo concetto è corretto però il risparmio sui tributi comunali (detti anche tributi locali) va visto da vari punti di vista. Certamente, quando si pagano i tributi (sia statali che locali), i calcoli non presuppongono delle variabili (con risparmio o senza risparmio).

Il calcolo è uno solo e la somma che ne viene fuori è quella … e solo quella. Quindi, il risparmio sui tributi comunali va inquadrato su altri aspetti. Questi aspetti sono rappresentati dalle attenzioni che il contribuente deve mettere quando si appresta a pagare detti tributi comunali. Metterci tante attenzioni significa evitare delle disattenzioni che possono essere fatali per pagare più di quello che è dovuto. E questo è proprio il punto fondamentale e “la chiave di volta” di questo articolo.


Non diamo nessuna certezza ma è probabile che a tanti contribuenti sfuggano dei particolari per potere pagare un importo inferiore per i tributi comunali. Facciamo qualche esempio: non sapere di avere diritto a delle riduzioni o esenzioni TARI, sbagliare ad applicare le aliquote corrette, pagare l’IMU su un immobile diroccato (ma catastato come se fosse integro ed abitabile) e tante altre situazioni che vedremo di analizzare, dettagliatamente in questo articolo. Quindi, sono tanti i modi per potere risparmiare soldi sui tributi comunali.

Pagare meno soldi sui tributi comunali è possibile con l’attenzione giusta

Come avrete capito, si tratta, in tutti i casi, di sistemi legali di risparmio. Il segreto, se vogliamo così chiamarlo, è quello di prestare molta attenzione su tanti aspetti prima di pagare dei tributi locali. Spesso paghiamo più soldi del dovuto per tributi comunali per pura distrazione. Ma sono tanti i casi in cui sprechiamo soldi, per il pagamento dei tributi comunali, anche per disinformazione. Ma capita anche di pagare più soldi del dovuto, per tributi locali, per pigrizia nel provare d entrare più a fondo nell’argomento.

Infatti, è quasi un dovere andare a fare delle verifiche su tanti aspetti (regolarità degli importi iscritti a ruolo, da parte dei Comuni oppure informarsi su eventuali agevolazioni che possono essere sfruttate). Può, infatti, accadere che vengono iscritti a ruolo per IMU, TARI, TASI, Acqua, TOSAP, ICP, importi superiori a quelli dovuti oppure anche somme non dovute. Ma può anche capitare di pagare la Tassa Rifiuti per un numero di occupanti o metri quadrati superiori rispetti ai dati esatti.


Questa eventualità di errati importi iscritti a ruolo o errati parametri può dipendere da dichiarazioni sbagliate effettuate dal contribuente oppure da errori commessi, in buona fede, da parte degli enti locali. Ma noi dobbiamo essere in grado di verificare sempre se ciò che paghiamo, come tributi locali comunali, corrisponde alla somma giusta. Apprestiamoci, quindi, ad esaminare, tributo per tributo, quali sono gli aspetti da attenzionare per pagare gli importi corretti per i nostri tributi comunali ed evitando di pagare, inutilmente ed indebitamente somme superiori per distrazione o disinformazione. Continuiamo, nel prossimo paragrafo, con l’argomento “Come risparmiare soldi sui tributi comunali”.

Come riuscire a definire i giusti importi da pagare

Come prima cosa occorre avere molta tranquillità nell’affrontare un pagamento sui tributi comunali. Non bisogna farsi prendere dalla fretta di pagare o dalla frenesia della scadenza. Bisogna gestire tutto sempre con intelligenza, pacatezza ed eventualmente confrontandosi con conoscenti esperti o professionisti della materia (consulenti, CAAF, sindacati, ecc.). Se vi sentite di farlo, potete anche voi approfondire il tutto.

Da dove partire per verificare se ciò che si paga è corretto? Vi sono vari modi per farlo. Quello più banale è verificare attentamente una bolletta (sia essa Tassa Rifiuti, Canone Acqua, ecc). Riguardo la bolletta rifiuti potete senz’altro verificare i metri quadrati ed il numero delle persone. Potete riscontrare i mq effettivi della vostra abitazione in una planimetria (se ne siete in possesso). Eventualmente, è possibile reperirne una copia anche presso l’ufficio tecnico del Comune.

Per avere copia della planimetria occorre un’apposita richiesta in carta semplice. In alternativa, i mq possono essere verificati anche nella visura catastale. Le nuove visure, infatti, riportano anche i metri quadrati delle abitazioni. La sezione da consultare, a riguardo, è quella della “superficie catastale”. In questa sezione sono riportati due valori. Quello che dovete tenere in considerazione per calcolare i mq della vostra abitazione è “totale escluse aree scoperte”.


Questo valore esclude balconi o terrazzi che non sono tassati ai fini della Tassa Rifiuti. Per ricavare i metri quadrati della vostra casa dovete considerare l’80% del valore numerico che trovate nel predetto campo. Quindi se nel campo vi è il numero 100, significa che, ai fini della tassa rifiuti, la vostra casa dovrà essere inserita a ruolo per 80 mq. I 20 mq rimanenti sono rappresentati dai muri perimetrali che sono esclusi dalla tassazione.

fac simile di visura catastale per pagamento tributi locali
Visura catastale – Esempio del campo in cui sono indicati i mq

Altre accortezze da tenere in considerazione per risparmiare soldi sui tributi comunali

Se siete un pratici con l’interpretazioni delle leggi tributarie, un altro modo per essere aggiornati sulla congruità della vostra tassazione è consultare le maggiori norme sui tributi comunali. Per esempio, per l’IMU, dal 2000 è in vigore una nuova legge. Chi non la conosce rischia di pagare, oltre l’IMU, anche la TASI che con la predetta norma è stata abolita proprio dal Gennaio 2020. Si tratta della legge 27 Dicembre 2019, 160 (commi dal 738 al 783).


Se volete consultare un articolo dettagliato sulla nuova IMU, vi invitiamo a leggere il nostro importante articolo pubblicato nella seguente pagina web: Nuova IMU 2020. In questo articolo del nostro blog potete leggere tutti i dettagli sull’unificazione IMU – TASI ed altri aspetti ancora. Un altro aspetto molto importante per pagare i tributi locali in maniera corretta e per verificare la bontà delle tassazioni applicate dai Comuni è quello di conoscere i regolamenti comunali.

Infatti, i Comuni con i regolamenti possono disporre riduzioni, esenzioni o altre agevolazioni della quali le leggi ordinarie prevedono sono la facoltà o la discrezionalità degli enti. Per esempio, per la Tassa Rifiuti, la legge nazionale può dare la facoltà ai Comuni di scegliere le tipologie di esenzioni e riduzioni e le relative misure di intervento (per esempio 30%, 40%, 50%, ecc..). E non solo, nella quasi totalità dei casi queste esenzioni o riduzioni vengono applicate dai Comuni solo su richiesta.

Se, per esempio, qualche riduzione è deliberata, dagli enti, per i disabili, le famiglie devono mettere a conoscenza gli uffici, con idonea richiesta della relativa presenza nel nucleo familiare. Contestualmente bisognerà richiedere, nella stessa istanza, l’applicazione della riduzione o esenzione eventualmente deliberata dal Comune. Infatti, di certe condizioni familiari i Comuni non possono venirne a conoscenza se non idonea comunicazione dell’utente.


Prova a risparmiare su tutti i tributi comunali (imposta pubblicità e TOSAP)

Provare a pagare di meno sui tributi comunali è un discorso che bisogna estendere a tutti i tributi locali. Non è un discorso riconducibile solo all’IMU o alla Tassa Rifiuti. Chiaramente, l’argomento abbraccia tutto il contesto tributario comunale. Quindi, anche tributi come l’Imposta sulla pubblicità, la tassa occupazione suolo pubblico, la TASI, il canone acqua (compresi la depurazione e la fognatura che sono compresi nella stessa bolletta).

Facciamo degli esempi pratici su ognuno dei tributi sopra descritti. Iniziamo con l’imposta sulla pubblicità. Tanti, per esempio, la pagano anche sull’insegna di esercizio, cioè quella che viene affissa sul lato esterno del negozio. Invece, tutte le insegne o tabelle pubblicitarie (luminose o non luminose, mono o bifacciali) che non superano i 5 mq quadrati complessivi non sono soggette ad imposta. Questa agevolazione è prevista dall’art. 17, comma 1-bis, del Decreto Legislativo n. 507 del 1993.

Questa esenzione è’ stata introdotta dal decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 e relativa legge di conversione del 7 agosto 2012, n. 134. Questa normativa, quindi, ha sancito l’esenzione dall’imposta sulla pubblicità l’insegna – tabella fino a 5 mq (se insegne o tabelle bifacciali, per il calcolo dei 5 metri quadrati, si considerano entrambe le facciate). Di conseguenza, i distratti che le pagano ugualmente buttano via dei soldi.

Riguardo la tassa occupazione suolo pubblico (la cosiddetta TOSAP) un esempio che si può fare è sulla recente esenzione per i bar, ristoranti, pizzerie, ecc. deliberata dallo stato per i motivi della pandemia. In pratica,il governo, nei tanti provvedimenti economici del decreto rilancio ha voluto dare respiro a tutte le attività che occupavano parte del suolo pubblico per posizionare tavoli, sedie ed altro. Chi, distrattamente, ha pagato, ha perso dei soldi a meno che, accorgendosene, può rimediare presentando una richiesta di rimborso. Potete scaricare il fac simile della richiesta sul seguente nostro articolo: Fac Simile richiesta rimborso IMU.


Gli errori sulla TASI e sul canone acqua

Per la TASI possiamo fare l’esempio dei terreni agricoli. Chi, per distrazione, l’ha pagata su tali terreni ha sbagliato ed ha sprecato, inutilmente, del denaro. Riguardo gli errori sul pagamento del canone acqua, uno degli errori tipici di tale bolletta è l’indebito pagamento dei canoni di depurazione e fognatura. Infatti, quando, un’abitazione è dotata di fossa settica (o pozzo nero) non deve pagare detti canoni. Ciò in quanto i liquidi non vengono immessi nella rete idrica comunale.

Per tutti i casi in cui il contribuente commette degli errori, ha sempre la possibilità di rimediare presentando, come già detto sopra, delle richieste di rimborso. Il problema è che quasi sempre questi errori rimango tali ed il contribuente non se ne rende conto neanche in un secondo momento. Questo, quindi, consolida la beffa di un versamento effettuato inutilmente e con relativa perdita di soldi.

La redazione di tributicomunali.it consiglia

In questo articolo ti abbiamo dato informazioni e suggerimenti sul tema “Come risparmiare soldi sui tributi comunali”. Vi abbiamo fornito indicazioni di massima su come pagare correttamente i tributi comunali e, magari come potere anche risparmiare prestando un’attenzione maggiore prima del versamento. Qui sotto, invece, vogliamo indicarti altri articoli importanti del nostro blog di cui devi conoscere il contenuto.


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