Che cos’è il tributo provinciale TEFA

Che cos’è il tributo provinciale TEFA

Tanti di voi si saranno chiesti che cos’è il tributo provinciale TEFA ? Oppure cos’è il riversamento TEFA alla provincia? Penso, veramente, sarete stati in tanti a chiedervelo visto che tale tributo compare in tutte le bollette sulla Tassa Rifiuti. Vi sarete anche chiesti se, di fatto, il T.E.F.A. (Tributo per l’Esercizio delle Funzioni di tutela Ambientale) è dovuto dal contribuenti italiani. La risposta sta in una serie di norme che vi indichiamo qui sotto.

Il TEFA nasce concretamente con l’art. 19 del D. Lgs. n. 504/92. Se vi ricordate è il decreto con cui è stata istituita la vecchia ICI (oggi IMU). In seguito è stato abolito con il codice ambientale istituito con il Decreto Legislativo 152/2006. Il TEFA, poi, è stato reintrodotto, circa due anni dopo, con il D.Lgs. 4/2008, entrato in vigore il 13 Febbraio 2008.


Qualche anno dopo il legislatore ha confermato tale tributo provinciale TEFA con Decreto Legge n. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 14, comma 28, convertito con modificazioni dalla legge 214/2011. Questa norma ha voluto consolidare l’applicazione del tributo annuale a favore delle Città Metropolitane (ex province regionali) per l’esercizio delle funzione di tutela, protezione e igiene dell’ambiente chiarendo anche cos’è e come si applica.

Questo andirivieni normativo sul TEFA è stato intervallato da qualche sentenza come per esempio quelle della Corte dei Conti Piemonte e la Commissione Tributaria di Latina. Questi due qualificati organi hanno confermato l’inapplicabilità del tributo TEFA relativamente al periodo di vuoto creatosi tra le norme sopra citate.

Ci riferiamo al D. Lgs. n. 152/2006 con cui era il TEFA era stato abolito e l’altra successiva norma con cui il tributo è stato nuovamente introdotto. Pertanto, è stato chiarito che all’interno di questi due anni l’eventuale applicazione del tributo (con addebito sulle bollette Tassa Rifiuti) era illegittima.


Il tributo provinciale TEFA, che cos’è e come si applica oggi

Come si riportava sopra, da tante parti rimbomba l’interrogativo su “Che cos’è il tributo provinciale TEFA oppure che cos’è il riversamento TEFA alla provincia“. Come già scritto, è un tributo che viene pagato alle ex province regionali (oggi Città Metropolitane) per il fatto che che queste esercitano funzioni di tutela Ambientale. Pertanto, in funzione dell’attuale “asset normativo” sopra esposto, va pagato dai contribuenti all’interno della bolletta Tassa Rifiuti (TARI).

L’applicabilità del tributo rimane, pertanto, confermata. Il Comune, all’interno delle fatture TA.RI. prevede, quindi una percentuale del 5% (a carica dei contribuenti) da destinare alle Città Metropolitane per gli scopi sopra indicati. Per chiarire ulteriormente l’incidenza del tributo TEFA sulle bollette TARI del cittadino contribuente vi invitiamo a proseguire con la lettura al paragrafo successivo, dedicato, proprio a questo argomento.

Come incide il tributo provinciale TEFA sulle bollette dei cittadini contribuenti ?

Il quesito che, in effetti, si pone la gran parte della popolazione è il seguente: Come incide il tributo TEFA sulle bollette dei cittadini contribuenti ? La risposta è molto semplice. Essendo l’incidenza del tributo TEFA in forma percentuale all’entità della bolletta Tassa Rifiuti (TARI), è evidente che l’importo aumenterà con l’incremento dei metri quadrati della vostra casa

Inoltre, ad incidere sull’importo del tributo provinciale TEFA sarà anche il nucleo familiare. Maggiore sarà il nucleo familiare, più alta sarà l’incidenza del tributo TEFA. Allo stesso modo la tassazione varierà anche nelle attività. In tal caso l’unico parametro di incidenza sarà quello dei mq (visto che nella attività non può esservi un nucleo familiare).


Pertanto, è molto importante verificare bene le vostre bollette sulla Tassa Rifiuti. Controllate i mq inseriti nell’avviso per capire se corrispondono, esattamente, a quelli della vostra abitazione. Una domanda nasce spontanea. Come fare a verificare che i mq siano corretti ? Oggi, i mq sono presenti nelle visura catastali.

Quindi, basta chiedere il rilascio di una visura presso la più vicina sede catastale. Il dato da estrarre dalla visura è quello che vi è in corrispondenza alla dicitura: Totale escluse aree scoperte. Dopo questa dicitura vi sono indicati i mq da prendere in considerazione. Da sottolineare che tali mq escludono le aree scoperte (che non sono tassabili ai fini della Tassa Rifiuti) ma comprendono i muri perimetrali che sono esclusi dalla tassazione.


Pertanto, dal valore che risulta nel campo “totale escluse le aeree scoperte” bisogna eliminare circa il 10-15% di muri (per verificare ciò basta esaminare la planimetria dei locali e cioè la piantina del vostro appartamento). Un vostro tecnico di fiducia potrà verificare quali sono i mq utili soggetti a tassazione per la Tassa Rifiuti. Verificate anche se il nucleo familiare presente in bolletta sia quello reale.

Se i dati della bolletta non sono corretti cosa fare ?

Se i dati sopra indicati (cioè mq e/o componenti del nucleo familiare) non sono corretti, bisogna chiedere una rettifica al Comune. Niente di preoccupante o complicato. L’eventuale dato non corretto può dipendere da fattori diversi. La rettifica può essere richiesta con una semplice richiesta in carta semplice. In gergo tecnico viene definita “ricorso in autotutela” che può essere fatto direttamente dal cittadini senza che sia necessario l’intervento di un professionista.

Se, però, non vi sentite in grado di impostare un ricorso in autotutela rivolgetevi al vostro consulente di fiducia (caf, commercialista, ragioniere, ingegnere, architetto, ecc.). E’ chiaro che un eventuale errore in eccesso dei mq e/o del nucleo familiare genera un importo di base di Tassa Rifiuti più alto. In proporzione aumenterà anche la percentuale relativa al tributo provinciale TEFA. Quindi controllate attentamente la vostra bolletta sulla TARI.


Fate anche attenzione ad eventuali riduzioni sulla Tassa Rifiuti che non avete richiesto per una disattenzione. Per esempio, riduzioni per seconde case, unico occupante, presenza in famiglia di disabili (anche con benefici legge 104/92), smaltimento di rifiuti speciali con ditte private, ricoveri in strutture per anziani, ecc..).

Ovviamente si tratta di riduzioni che possono variare da Comune a Comune. Quindi vanno verificate in ogni ente (con verifiche dei regolamenti comunali). Anche in questo caso, un assenza in bolletta di eventuali riduzioni spettanti sulla TARI (e non richieste) va ad incidere anche sul tributo provinciale TEFA. La presenza, infatti, di riduzioni fa diminuire l’imposta di base sulla Tassa Rifiuti e conseguentemente anche la quota di TEFA.

Il riversamento del tributo TEFA alla provincia

Gli enti locali comunali, alla luce delle vigenti norme sul tributo TEFA, devono riscuotere tali somme dai cittadini contribuenti applicando la percentuale del 5% sulla somma contabilizzata ai fini della tassa rifiuti. Allo stesso tempo, però, devono effettuare il riversamento del sopra citato tributo TEFA alla ex provincia regionale di appartenenza (oggi Città Metropolitane).

Pertanto, le somme TEFA transitano dal Comune per passare, poi, alle effettive destinatarie e cioè le Città Metropolitane. Prima di essere trasferite alle ex province, deve trascorrere l’intero periodo di riscossione del tributo. Dopo i relativi uffici che gestiscono le fatturazioni agli utenti (in genere Uffici Tributi o Uffici TARI) dovranno redigere degli appositi provvedimenti (in genere determine) con cui confermano le somme effettivamente incassate.


I predetti uffici, con le determine confermano l’incasso del tributo TEFA e le relative somme riscosse. Con la stessa determina, danno mandato alle Aree Economico Finanziarie di effettuare il riversamento del tributo TEFA alla ex provincia. La procedura si completa con la formulazione del relativo “mandato di pagamento” e del successivo bonifico bancario.

Dal 2021 pagamento della TARI e del TEFA con PagoPa

I pagamenti della Tassa Rifiuti (TARI) e del tributo TEFA, dal 2021, possono essere effettuati con la nuova procedura del PagoPa. Lo ha previsto il Decreto Ministeriale del 21 ottobre 2020. Le modalità di effettuazione dei versamenti con PagoPa sono precisate nell’allegato “A” al predetto decreto ministeriale. Sia gli articoli del predetto decreto che l’allegato “A” sono visionabili visitando la seguente pagina: D.M. 21/10/2020.

riversamento tefa alla ex provincia pagamento con pagopa
dal 2021 pagamento obbligatorio del tefa con pagopa

Il contenuto dello ‘articolo ed i suggerimenti della redazione

Questo articolo ha visto descrivere un argomento importante che riguarda i soldi spesi da ogni famiglia italiana. Che cos’è il tributo provinciale TEFA è l’interrogativo che questa redazione ha voluto affrontare dando delle risposte dettagliate e concrete. Ma la domanda “Che cos’è il tributo provinciale TEFA” ci ha aiutato a chiarire anche tanti aspetti che possono far risparmiare dei soldi non solo sullo stesso TEFA ma anche sull’imposta di base sui rifiuti.


Qui appresso, invece, vi riportiamo diversi link che riguardano importanti articoli di questo sito. Vi consigliamo di leggerli per la loro importanza che rivestono.

error: Content is protected !!