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Cosa sono i moltiplicatori catastali IMU

5 min di lettura

Da più parti avete, senz’altro, sentito parlare di moltiplicatori catastali ai fini IMU e, certamente, vi siete chiesti cosa sono. Non è difficile capire capire cosa sono i moltiplicatori catastali IMU ed in questo articolo cercheremo di spiegarvelo in maniera precisa e puntuale. Per il calcolo dell’Imposta Municipale Unica (IMU) da pagare sono necessari una serie di parametri. Tali parametri sono tutti necessari ai fini del calcolo complessivo dell’imposta da pagare ai Comuni. Esaminiamo, qui di seguito, quali sono tutti questi parametri che sono necessari per effettuare il calcolo IMU.

  • Rendita catastale (nel caso di fabbricato) o reddito dominicale (nel caso di terreni agricoli);
  • Valore venale in comune commercio (nel caso area edificabile). Tale valore corrisponde al prezzo al mq del terreno in base alla tipologia dello stesso (per esempio un terreno con un indice di edificabilità maggiore avrà un valore di mercato più alto e, quindi, sconterà una IMU di importo più elevato.
  • Moltiplicatori catastali IMU (che è proprio l’argomento di questo articolo in cui indichiamo cosa sono) che varia a seconda della tipologia di immobile (e lo vedremo, in dettaglio, nei prossimi paragrafi);
  • Aliquota approvata dal Comune (che può essere diversa in base ai diversi immobili);
  • Percentuale di possesso sugli immobili detenuta da parte dei proprietari.

Che cos’è la rendita catastale o il reddito dominicale di un immobile

La rendita catastale è un coefficiente che viene determinato in sede di catastazione di un immobile. Dipende da vari fattori come, per esempio, la grandezza dell’immobile, numero dei vani, la volumetria ed anche la classe. Quest’ultimo parametro, cioè la classe, rappresenta il il grado di redditività di un immobile, all’interno di una certa categoria immobiliare.


Di conseguenza, la classe influisce anche sulla entità delle rendita catastale. Maggiore sarà la classe, più elevato sarà il coefficiente di redditività e più alta sarà la rendita catastale. Nei Comuni piccoli, in genere, la classe è unica ed è rappresentata con la lettera “U”. Nei Comuni medio grandi la classe può variare da “1” ad “n”. Ribadiamo il concetto che ad una maggiore classe corrisponderà una rendita catastale più alta.

Un concetto simile è applicabile anche per il reddito dominicale. In genere tale reddito è associato ai terreni agricoli ed il suo valore (più o meno alto) è influenzato dalla grandezza del terreno e dalla sua classe. La determinazione del reddito dominicale è stata definita dal D.P.R. n. 917/1986, art. 28. Tale reddito si forma tramite l’applicazione di tariffe d’estimo, elaborate dai vari comuni e intersecate anche alla qualità del terreno (uliveto, agrumeto, pascolo, ecc.) stabilite, secondo le norme della legge catastale, per ciascuna qualità e classe di terreno. Insiemi ai moltiplicatori catastali IMU, la rendita catastale ed il reddito dominicale è importante per la creazione della base imponibile su cui pagare l’IMU.

Il valore venale in comune commercio

Il valore venale in comune commercio, nelle aree edificabili, è rappresentato dal prezzo, al mq del terreno fabbricabile. Ai fini IMU, il Comune, periodicamente, approva in valori venali delle aree fabbricabili. Di conseguenza, quando il contribuente deve pagare l’Imposta Municipale Unica (IMU) dovrà prima informarsi, presso il Comune, circa il vigente valore, per mq, dell’area edificabile.


Detti valori venali, in genere, possono variare in funzione dell’indice di edificabilità o della zona in cui sono collocati i terreni. I valori tendono ad essere più alti con l’aumentare dell’indice di edificabilità. Pertanto, maggiore sarà il volume edificabile di un terreno, più alto potrebbe essere il suo prezzo al mq. Ma detti prezzi, ovviamente, dipendono dal Comune che li approva. Per il calcolo dell’IMU sulle aree edificabili (fabbricabili) non vengono utilizzati i moltiplicatori catastali IMU. Quindi, la base imponibile si ricava semplicemente moltiplicando i mq del terreno fabbricabile per il prezzo (o valore venale in comune commercio).

I moltiplicatori catastali ai fini IMU

Cosa sono i moltiplicatori catastali IMU ? I moltiplicatori catastali sono dei coefficienti che variano in funzione della tipologia degli immobili. Ai fini del calcolo IMU, detti moltiplicatori devono essere moltiplicati per la rendita catastale e successivamente occorre anche applicare degli incrementi che possono variare in base al tipo di immobili. Ma spieghiamo, con esattezza, come si arriva al calcolo IMU partendo dalla descrizione dettagliata dei singoli moltiplicatori catastali.

Qui sotto i vari moltiplicatori descritti in base alle categorie catastali

  • Da A/1 a A/11 (tranne A10) – moltiplicatore 160;
  • A/10 – moltiplicatore 80;
  • Da B/1 a B/8 – moltiplicatore 140;
  • C/1 – moltiplicatore 55;
  • C/2- C/6, C/7 – moltiplicatore 160;
  • C/3, C/4, C/5 – moltiplicatore 140;
  • Da D/1 a D/10 – moltiplicatore 65;
  • D/5 – moltiplicatore 80.

Questi primi tre parametri e cioè rendita catastale, valore venale in comune commercio e moltiplicatori catastali servono per determinare la base imponibile. Sulla base imponibile, ai fini del calcolo IMU, viene applicata l’aliquota approvata dal Comune per una determinata tipologia di immobile. Il Comune può approvare aliquote diverse in base alle diverse tipologie di immobili. Proseguiamo con la trattazione del presente argomento (e cioè Cosa sono i moltiplicatori catastali IMU) passando al paragrafo successivo.

Esempi di determinazione della base imponibile con l’uso dei moltiplicatori catastali IMU

Per determinare la base imponibile si parte dalla rendita catastale. La rendita è rilevabile dalla visura catastale. Se avete un account fisconline potete effettuare una visura direttamente dalla vostra posizione online. Diversamente, potete recarvi presso la sede catastale più vicina. Inoltre, rendita catastale potete anche chiederla presso il Comune negli uffici tecnico o tributi. Facciamo un esempio concreto. Calcoliamo una base imponibile in una abitazione di categoria A2 con rendita catastale di Euro 500.


Iniziamo il calcolo della base imponibile. Per prima cosa, bisogna, aumentare la rendita catastale del 5%. Il 5% di Euro 500 è Euro 25. Quindi la rendita catastale rivalutata è di Euro 525. A questo punto bisogna moltiplicare Euro 525 per il moltiplicatore catastale delle abitazioni di categoria A e cioè 160. La somma che ne deriva è Euro 84.000. Questa sarà la base imponibile su cui andrà applicata l’aliquota IMU. Ponendo detta aliquota al 8,6 per mille, l’imposta da pagare, per tutto l’anno, sarà Euro 722,4 che arrotondato per difetto sarà Euro 722.

Lo stesso procedimento va osservato per le altre tipologie di immobili. Però, bisogna stare attenti in quanto i moltiplicatori catastali IMU cambiano in base alla tipologia di immobili quindi è importante sapere cosa sono e quali sono i singoli coefficienti. Anche la percentuale di incremento della rendita catastale può cambiare in base alla diversità degli immobili. Qui sotto vi invitiamo a leggere diversi nostri articoli che vi guidano, passo passo, sulla modalità di calcolo IMU di varie tipologie di immobili. Basta cliccare sui rispettivi link.


Le percentuali di possesso di un immobile

Sul calcolo dell’IMU da pagare incide anche la percentuale di possesso sugli immobili. Pertanto, maggiore è percentuale di possesso di un immobile e più alta sarà l’imposta da pagare. Facciamo un esempio concreto. Se l’imposta annuale, su un determinato immobile, è di Euro 500, nel caso di unico proprietario, pagherà l’intera somma. Se, invece, i proprietari sono 4, con una percentuale singola del 25%, l’importo che pagherà ogni contitolare sarà di Euro 125. E’ chiaro che la somma annuale da pagare sarà suddivisa tra acconto e saldo.

I suggerimenti del nostro staff nel presente articolo sui moltiplicatori catastali IMU

In questo articolo abbiamo trattato il seguente argomento: Cosa sono i moltiplicatori catastali IMU. Tali moltiplicatori sono importanti ai fini della determinazione della base imponibile necessaria per il calcolo dell’IMU da pagare. Di conseguenza abbiamo dimostrato, tipologia per tipologia, come ricavare la base imponibile su cui applicare l’aliquota approvata dal Comune. Qui sotto, invece, vi indichiamo diversi articoli importanti che vi consigliamo di leggere.

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