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IMU: Come pagare di meno con accorgimenti legali

15 min di lettura

Come si fa (o come fare) per pagare meno di IMU? E’ una domanda che si fanno tanti italiani. Certamente, bisogna sottolineare che i procedimenti di calcolo dell’IMU sono categorici. Questo significa che il calcolo per il pagamento dell’IMU è perentorio e, cioè, non da spazio a dubbi. Ma allora come si può sperare di pagare meno IMU? La risposta è semplice: bisogna fare molta attenzione ai propri immobili ed alle loro caratteristiche. Capita spesso che non si ha la coscienza di tutti gli immobili di cui si è proprietari. Ma capita anche che il catasto presenta dati anomali e l’utente non fa attenzione a questo.

A questo aggiungiamo pure che, spesso, si potrebbero anche variare le destinazioni d’uso degli immobili se, effettivamente, non vengono utilizzati in base alla loro categoria catastale. Per fare un esempio, un immobile catastato con categoria C1 (cioè negozio) che non viene più utilizzato come tale. In questo articolo, comunque, vi daremo diversi suggerimenti su come evitare di pagare, inutilmente, tanti soldi di IMU (Imposta Municipale Unica). I nostri consigli, in ogni caso, si basano su situazione concrete che vi possono far risparmiare dei soldi. Quindi, quello che vi indichiamo nell’articolo (e che può farvi pagare di meno), rientra tutto nella legalità.


L’errore più grande che si possa fare quando si paga l’IMU

Il maggiore errore nel quale può incorrere l’utente (soprattutto quello un po’ più distratto) nel momento in cui deve pagare l’IMU è quello di affidarsi ciecamente agli immobili riportati nella visura catastale. E’ vero che nella maggior parte dei casi, gli immobili riportati in visura rispettano, fedelmente, la situazione immobiliare dell’utente. In tal caso, il calcolo IMU può essere effettuato su tali immobili ed il relativo pagamento è assolutamente congruo rispetto alla vostra reale situazione immobiliare.

Però, possono essere tanti i casi in cui una maggiore attenzione da parte del contribuente può portare a modificare eventuali situazioni catastali e, conseguentemente, a pagare meno di IMU. Pertanto, prima procedere al calcolo IMU sui propri immobili è bene analizzare, uno per uno, i vostri beni per capire se ognuno di essi rispecchia una reale situazione di fatto. Un esempio può essere quello già fatto nel primo paragrafo e che analizziamo, per primo, nel paragrafo successivo.

E’ il caso di un immobile di categoria C1 (negozio) che non è più utilizzato come tale. In genere, gli immobili che sono catastati in categoria C1 scontano più IMU rispetto ad un normale magazzino di categoria C2. Pertanto, se un locale può avere le caratteristiche per essere ricatastato, magari, in categoria C2, può farvi pagare una IMU nettamente più bassa. Questo e tanti altri casi li esaminiamo nei successivi paragrafi.


Immobile catastato a negozio (C1) che potrebbe avere le caratteristiche per essere ricatastato in categoria C2

Cominciamo a trattare questo elenco di casi che possono indicarti come pagare di meno riguardo l’IMU. Il primo caso in esame è proprio quello di un locale catastato in categoria C1 ma che, in realtà, non viene più usato come negozio. E’ questo una condizione della quale abbiamo accennato nel paragrafi precedenti. E’ il tipico caso in cui un locale è stato catastato, anni addietro, in categoria C1 in quanto utilizzato come negozio dallo stesso proprietario o da un eventuale affittuario.

Se tale locale non viene più utilizzato come negozio è, senz’altro, il caso di valutare una ricatastazione in un’altra categoria, magari C2 (cioè magazzino). La convenienza, a livello di IMU, è assoluta in quanto la rendita catastale di un immobile di categoria C1 è, senz’altro, più alta rispetto ad una catastazione in C2. E’ evidente, però, che l’immobile deve avere le caratteristiche per essere ricatastato in categoria C2 e di questo bisogna parlare con un tecnico di fiducia.

Potete, quindi, consultare un ingegnere, geometra, architetto o altro professionista della materia. Il tecnico vi saprà dare il giusto consiglio in merito alla fattibilità del cambio di destinazione d’uso. Naturalmente, dovete anche valutare il costo che bisogna sostenere per portare a termine il cambio di catastazione. Ma siamo, convinti che riuscirete, in breve tempo, a recuperare le spese grazie ai risparmi annuali sul pagamento dell’IMU.

E’ chiaro che l’ipotesi di cambio di destinazione d’uso deve essere valutata in un’ottica di variazione definitiva. Se, infatti, dopo qualche anno, avete l’esigenza di riportare l’immobile in categoria C1, ci saranno altri costi da sostenere. Avere le idee chiare, quindi, è determinante per portare a casa un risparmio concreto e pagare, quindi, meno di IMU.


L’immobile di categoria C2 potrebbe diventare una pertinenza dell’abitazione principale ?

Alla domanda posta dal titolo di questo paragrafo rispondiamo positivamente. Quindi è certamente possibile che un locale ex C1 possa diventare C2 e, addirittura, anche pertinenza dell’abitazione principale. Diventare pertinenza significa che dal pagare soldi a vuoto (per un locale C1 che non veniva utilizzato come negozio), il locale diventa esente dall’imposta.

Però, per diventare pertinenza è necessario che l’immobile abbia tutti i requisiti previsti dalla normativa. Cioè, un immobile può diventare pertinenza se è a servizio dell’abitazione principale. Pertanto, per esserci una pertinenza deve esistere un’abitazione principale ed, inoltre, l’immobile pertinenziale deve essere posizionato nello stesso fabbricato o, comunque, nelle immediate vicinanze dell’abitazione principale.


L’elemento importante affinché un locale (catastato nelle categorie, C2, C6 o C7) possa essere considerato pertinenziale di un’abitazione principale è che sia destinato, in modo durevole, al servizio della predetta prima casa. Come già sottolineato, la pertinenza, per essere riconosciuta come tale, deve essere posizionata nello stesso fabbricato in cui è situata l’abitazione principale oppure nelle immediate vicinanze. Questo è quello che prevede la circolare dell’agenzia delle entrate del 1 marzo 2001 n. 19/E al paragrafo 2.2.2.

Se il locale si trova in luogo piuttosto distante dall’abitazione principale, diventa un po complicato far valere la tesi secondo la quale può rappresentare una pertinenza. Ciò è quanto emerge da un’altra circolare dell’agenzia delle entrate e cioè la n. 38/E del 12/08/2005 paragrafo 7. La pertinenza potrebbe essere fatta valere anche quando si trova in un Comune vicino a condizione che si trovi sempre nelle immediate vicinanze dell’abitazione principale. E’ questo il caso in cui la pertinenza si trova piuttosto vicina al confine tra i due Comuni anche se in un Comune diverso rispetto a quello in cui è posizionata la prima casa.

Locale che da C1 diventa pertinenza dell'abitazione principale
Pertinenza dell’abitazione principale ai fini dell’esenzione IMU

Fabbricati catastati in categoria A7 che possono avere le caratteristiche per potere essere variati in A2

Un altro caso che potrebbe farvi pagare di meno riguardo l’IMU è l’eventuale cambio di categoria della vostra abitazione. La ricatastazione da A7 (abitazioni in villini) ad A2 (abitazioni di tipo civile) potrebbe farvi risparmiare molti soldi. Anche in questo caso, però, l’immobile deve avere le caratteristiche tecniche per potere essere riclassificato da A7 ad A2.


Se l’immobile ha tutte le caratteristiche per potere essere considerato un villino, non sarà possibile portarlo in A2. A tal proposito si consiglia di consultare i propri tecnici di fiducia (ingegneri, geometri, architetti, ecc..). Anche la “classe” di un’abitazione incide profondamente sull’entità della rendita catastale. Pertanto, se non è possibile intervenire sulla variazione della categoria (come il caso in esame da A7 ad A2) potete anche valutare un cambio di classe, nei limiti del possibile.

Il coefficiente attribuito alla “classe” dipende dalle caratteristiche dell’immobile (per esempio finiture di pregio, esposizione, ecc..) oppure dalla zona in cui si trova (cioè centro storico, panoramicità, ecc.). Questi parametri vengono definiti in fase di catastazione. E’ chiaro che un immobile che ha buone caratteristiche avrà, conseguentemente, un valore commerciale superiore e, di conseguentemente una classe superiore ed una rendita catastale più alta. Se ritenete che le caratteristiche catastali della vostra abitazione non rispecchiamo la situazione reale, consultate il vostro tecnico per capire se vi sono i presupposti per chiedere una modifica delle stesse.

Il tecnico potrà effettuare un riscontro e, se ritiene, può presentare una richiesta di rettifica dei valori catastali. Se la rettifica originerà una rendita catastale più bassa, potrete pagare molto di meno di IMU esattamente per come era nei vostri auspici. Lo stesso discorso può anche essere messo in parallelo con l’IRPEF, IRPEG o altre imposte che sono funzione della rendita catastale.

Un fabbricato di categoria C2 potrebbe diventare un C6 oppure un C3 potrebbe passare in C2?

La risposta a quest’altra domanda è ugualmente SI ma se il tecnico di vostra fiducia ritiene fattibili i cambi di destinazione d’uso. Queste variazioni, indubbiamente, genereranno un pagamento di IMU più bassa ed addirittura, in certi casi, potrebbero azzerare l’imposta (IMU). Vi chiederete voi: quando la variazione può azzerare l’IMU? Vi spieghiamo tutto qui sotto.


Se vi ritrovate due fabbricati di categoria C2, due di categoria C6 e due di categoria C7, nei casi in cui disponiate di un’abitazione principale, solo tre dei predetti immobili potranno usufruire del beneficio di “pertinenza dell’abitazione principale“. Infatti, possono essere considerate pertinenze dell’abitazione principale solo un immobile per ogni categoria (tra C2, C6 e C7). Può capitare che, catastalmente, vi ritrovate un abitazione principale e due immobili di categoria C2.

In questo caso, come detto sopra, solo ad un immobile di categoria C2 può essere attribuita la qualità di “pertinenza“. Però, può pure essere che l’altro immobile di categoria C2 può anche avere le caratteristiche per essere ricatastato in C7. Se, tecnicamente, ci sono i presupposti per il passaggio da C2 a C7, anche l’immobile di categoria C7 potrà diventare una pertinenza e, quindi, essere esente dall’IMU.

La stessa cosa dicasi per altre situazioni simili in cui, per esempio, si hanno due immobili di categoria C7 di cui solo uno può essere destinato a “pertinenza“. In tal caso, potrà essere valutata la fattibilità del passaggio dell’altro immobile C7 a C6 oppure a C2. E’ importante, quindi, riuscire a massimizzare il numero di pertinenze da assegnare all’abitazione principale in modo da ridurre al massimo il pagamento dell’IMU.


La funzione della pertinenza dell’abitazione principale

Chiaramente, bisogna sapere che, tutte le pertinenze devono essere poste a servizio dell’abitazione principale. Questo per far capire che, se riuscire ad effettuare i passaggi, da una categoria all’altra, al fine di assegnare più pertinenze alla prima casa, tali pertinenze devono assolvere, a pieno, alla loro funzione. Un immobile pertinenziale all’abitazione principale non potrà essere destinato ad altro uso in quanto si rischia un accertamento IMU da parte del Comune.

Pagare meno di IMU per i fabbricati inagibili

Quando un fabbricato è inagibile, l’attuale normativa IMU prevede una riduzione del 50% sul pagamento dell’imposta. Però se non siete attenti rischiate di pagare l’imposta per intero anche su un fabbricato che ha tutti i parametri per essere considerato inagibile. Come può accadere questo? Molto semplice. Se prima di fare il calcolo (o prima di affidarvi al vostro consulente o sindacato) vi limitate semplicemente a fare una visura di tutti gli immobili di proprietà, rischiate di pagare dei soldi in più.

Se, infatti, avete un immobile inagibile per il quale mai avete fatto una richiesta di inagibilità presso il Comune, continuerete a pagare l’IMU a tariffa ordinaria, quindi, per intero. Nei casi di fabbricati inagibili, bisogna presentare una richiesta al Comune tendente al riconoscimento dello stato di inabitabilità-inagibilità. Questo blog ha affrontato, in un altro articolo, questo argomento. La materia è stata spiegata, da noi, molto bene. Quindi, per pagare meno di IMU (50% di riduzione) ti consigliamo di leggere il seguente articolo pubblicato sul nostro sito. Clicca qui per leggerlo. Risparmia la metà di IMU sui fabbricati inagibili: leggi l’articolo per capire come fare.


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Attenzione ai fabbricati diroccati o “collabenti”: l’IMU non si paga !!

Lo stesso discorso dei fabbricati inagibili può accadere per i fabbricati diroccati o “collabenti”. Infatti, se voi non conoscete come è riportato, catastalmente, il vostro fabbricato diroccato rischiate di pagare una somma non dovuta. Per essere esente dall’IMU il vostro fabbricato diroccato deve essere catastato nella categoria F2, cioè collabente. Se la modifica catastale non è stata fata, il fabbricato risulterà con una normale rendita. Questo può trarre in inganno chiunque ed il rischio di pagare un somma non dovuta sarà piuttosto alto.

Può anche accadere che voi non pagate l’IMU su un fabbricato diroccato non sapendo che, in questi casi, occorre fare una modifica catastale. Di conseguenza il Comune, quando effettuerà le verifiche dovuto/pagato, prima di fare gli accertamenti, riscontrerà un fabbricato con regolare rendita catastale e se non trova il pagamento emetterà un avviso di accertamento IMU.

Ma come fare per modificare, al catasto, il vostro fabbricato diroccato ? Semplicissimo !! Dovete rivolgervi al vostro tecnico di fiducia (ingegnere, geometra, architetto o altro professionista abilitato). Tale professionista effettuerà un sopralluogo e se riterrà che il fabbricato può essere catastato come “collabente“, cioè diroccato, vi aprirà una pratica ad hoc. Da quando il fabbricato sarà modificato al catasto, mediante l’attribuzione della categoria F2, potete ottenere l’esenzione IMU su di esso.


Fabbricati diroccati, cadenti o collabenti
Fabbricati cadenti, diroccati o collabenti: L’IMU non si paga

Come pagare meno di IMU sui fabbricati di interesse storico ed artistico

Sui fabbricati di interesse storico ed artistico si paga anche l’Imposta Municipale Unica (IMU). Anche per questi particolari fabbricati esiste, però, un’agevolazione. Si tratta della riduzione del 50% . Per questa tipologia di fabbricati forse è un po’ più difficile che il proprietario dimentichi questo tipo di agevolazione sull’IMU. Ma siccome le distrazioni sono sempre dietro l’angolo, bisogna sempre essere molto attenti nella fase del calcolo del pagamento.

Se, poi, avete dei consulenti o sindacati a cui avete dato l’incarico di effettuare i conteggi per conto vostro, dovete ricordarvi di segnalare loro questo aspetto. In tal modo loro registreranno la riduzione sui loro terminali ed effettueranno il calcolo in maniera corretta. Ma quando è certo che un immobile di interesse storico ed artistico è soggetto alla riduzione IMU del 50%? Esattamente quando la storicità è riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali.

Tale riconoscimento può essere effettuato d’ufficio, da parte dello stesso ministero, o su apposita istanza da parte dei proprietari dell’immobile. La norma di riferimento, riguardo il riconoscimento di storicità del fabbricato, è il D. Lgs. n. 42/2004. Per gli immobili riconosciuti “storici ed artistici” dal 2012 ad oggi, è molto probabile che tale timbro risulti anche nelle visure catastali. Da sottolineare, invece, che l’annotazione di interesse storico ed artistico di un immobile è sempre presente presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari.

Attenzione ai terreni già espropriati dagli enti

Prima di pagare l’IMU dovete anche fare molta attenzione nel caso in cui gli enti vi hanno espropriato dei terreni per motivi di pubblica utilità. La prassi vuole che la fase di esproprio si concluda con la voltura dei terreni a nome degli enti che hanno messo in atto l’esproprio stesso. Se la voltura, a nome dell’ente espropriante, non è stata ancora formalizzata, il terreno risulterà intestato ancora a voi.


Pertanto, se per il calcolo IMU andate ad effettuare, preliminarmente, una visura catastale dei vostri beni, dovete prestare molta attenzione ad escludere dal pagamento il terreno espropriato e non ancora volturato a nome dell’ente che ha effettuato lo spossessamento. Se gli utenti procedono al calcolo in maniera disattenta, rischiano di pagare l’IMU indebitamente su un immobile non più di proprietà. Stessa attenzione bisogna prestare anche quando, per il calcolo, vi affidate a dei professionisti. In tale caso dovete comunicare a loro gli estremi catastali del terreno espropriato in modo che possa essere escluso dal calcolo IMU.

Fate molta attenzione anche ai vecchi espropri di terreni

Una menzione particolare deve essere fatta anche sulle vecchie espropriazioni di terreni. Anche in questi casi vi raccomandiamo di prestare molta attenzione prima di pagare l’IMU. Esistono, infatti, vari casi di terreni espropriati tanti anni fa per la realizzazione di strade e che, ancora, risultano intestati agli ex proprietari. Quindi, anche in questo caso, bisogna stare molto attenti agli immobili sui quali bisogna pagare l’IMU.

Se non siete in grado di individuare eventuali terreni a voi intestati ma che, in effetti, sono parte di strade pubbliche, di proprietà di enti pubblici, fatevi aiutare da tecnici esperti. Tali professionisti estrarranno delle mappe catastali e saranno in grado di capire se tra i vostri terreni ci sono anche anche dei lotti, già espropriati in passato, che fanno parte di strade mai volturate a nome degli enti.


I terreni agricoli posti nelle zone montano – collinari sono esenti IMU. Lo sapevi ?

Un’altra leggerezza che tanti commettono è quella di pagare dei terreni agricoli situati in zona collinare o montana che, invece, sono esenti IMU. Questa esenzione è prevista dal Decreto legislativo n. 504 del 30/12/1992, art. 7, lettera h. Questa esenzione è stata ulteriormente chiarita dalla circolare del 14/06/1993 n. 9 del Ministero delle Finanze.

La predetta circolare chiarisce quali sono i Comuni in cui vige l’esenzione in tutto il territorio e in quali Comuni, invece, c’è un’esenzione su una parte del territorio. Per tutti Comuni indicati con l’acronimo “PD”, cioè parzialmente delimitati vige l’esenzione solo su una parte del territorio comunale. Si tratta di quei Comuni che hanno sia la parte montano-collinare che la parte marina.

In tal caso deve essere lo stesso Comune a stabilire, con apposito provvedimento, quali fogli di mappa sono esenti IMU e quali no. Bisogna sottolineare, però, che i terreni edificabili sono sempre tassabili. L’esenzione opera solo per i terreni agricoli situati in collina o montagna. Nei casi di Comuni “parzialmente delimitati“, bisogna chiedere, presso l’Ufficio IMU (o presso l’Ufficio tecnico) quali sono i fogli di mappa per i quali si applica l’esenzione IMU sui terreni agricoli.


Se sei imprenditore agricolo non paghi IMU sui terreni

Se siete imprenditori agricoli ma non siete, ancora, iscritti nella previdenza agricola, perdete la possibilità di essere esenti sul pagamento dell’IMU. Infatti, gli imprenditori agricoli, dal 2016, sono stati esentati dal pagamento dell’IMU ma la condizione è proprio quella dell’iscrizione alla previdenza agricola. Pertanto, se coltivare i fondi agricoli è per voi un’attività continua, è un peccato non sfruttare l’esenzione IMU. Soprattutto se i fondi sono tanti, il risparmio, in termini di IMU, è notevole.

Per l’eventuale iscrizione dovete rivolgervi all’INPS oppure potete affidarvi al vostro commercialista. E’ stata la LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016) ad intraprendere questo percorso agevolativo a favore degli imprenditori agricoli professionali (I.A.P.) e per i coltivatori diretti C.D. E’ una agevolazione importante che tende a sviluppare ed incrementare il settore dell’agricoltura.

L’esenzione è anche estesa ai terreni edificabili ma sempre a condizione che i proprietari siano imprenditori agricoli professionali (I.A.P.) oppure coltivatori diretti C.D. Questo è una determinazione molto importante che comporta un risparmio notevoli per chi lavora nell’agricoltura. Sopratutto le aree fabbricabili, infatti, comportano pagamenti di somme non indifferenti per Imposta Municipale Unica (IMU). Avere ottenuto l’esenzione anche per tali aree rappresenta un fatto determinante ed un aiuto notevole per la produzione agricola.


L’esenzione IMU, dal 2016, è stata anche estesa ai terreni agricoli a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. Un articolo molto dettagliato sull’esenzione IMU per i coltivatori diretti è stato pubblicato su questo blog. Vi consigliamo assolutamente di leggerlo cliccando sul seguente link: esenzione IMU coltivatori diretti.

Come pagare meno di IMU nei casi di comodato gratuito ai figli

Se intendete concedere in uso gratuito la vostra abitazione a un figlio, non dimenticate di richiedere all’ufficio Tributi del vostro Comune l’applicazione del regime agevolato sull’IMU. In tali casi, infatti, i genitori proprietari dell’immobile possono pagare l’IMU con una riduzione dl 50%. Si tratta di uno sconto importante e consistente considerato che, oggi, l’IMU è una delle tassazioni più pesante per i contribuenti italiani.


Per ottenere queste agevolazioni dovete, però, verificare i requisiti richiesti dalla legge per ottenere lo sconto IMU del 50%. Nel prossimo paragrafo vi indichiamo quali sono le condizioni per ottenere la riduzione IMU della metà dell’imposta nei casi di comodato gratuito.

Le condizioni utili ai fini per ottenere la riduzione IMU del 50% nei casi di comodato gratuito

  • Il contratto di comodato gratuito, al fine di ottenere l’agevolazione IMU (riduzione del 50% dell’imposta) deve essere stipulato tra parenti di primo grado. Per esempio è valido tra genitori e figli. E’ importante sottolineare che genitori e figli, nel contratto, possono essere, indifferentemente, proprietari o conduttori. Quindi, proprietari possono essere sia i figli che cedono l’immobile ai genitori o viceversa i genitori che affidano l’abitazione in comodato ai figli.
  • Per ottenere l’agevolazione IMU del 50% gli immobili non devono appartenere alle categorie catastali A1, A8 e A9. Si tratta delle abitazioni di lusso.
  • Il proprietario (comodante) può possedere una o, al massimo due abitazioni. Nel caso di proprietà di due abitazioni, le stesse devono essere, entrambe, nello stesso Comune. Spieghiamo meglio: il proprietario deve risiedere nello stesso Comune in cui è situata l’altra abitazione da dare in comodato. Inoltre, chi riceve l’abitazione in comodato, deve risiedere nella stessa a titolo di abitazione principale. Quindi, non può essere concessa la riduzione del 50% di IMU se l’abitazione, presa in comodato, è una seconda casa. I comodatari, quindi, devono risiedere, anagraficamente nell’immobile avuto in comodato gratuito.
  • Il contratto di comodato gratuito deve essere registrato presso l’agenzia delle entrate. Poi, deve essere fatta un’istanza di riduzione presso l’Ufficio IMU.

Un articolo molto dettagliato sulla riduzione IMU del 50%, nei casi di comodato gratuito, è stato pubblicato sul nostro sito. Vi invitiamo a leggerlo in quanto contiene tutte le informazioni utili su come ottenere questa riduzione. Per leggerlo basta cliccare sul seguente link: comodato gratuito per riduzione IMU.

I militari non pagano IMU, ma solo su una casa

Tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine hanno diritto all’esenzione IMU su una sola casa. A stabilirlo è stato il Decreto Legge 31 Agosto 2013 n. 102 convertito dalla Legge n. 124/2013. Chi non conosce questa normativa rischia di pagare, inutilmente, dei soldi anche se c’è sempre la possibilità di chiedere il rimborso IMU presso il Comune. E’ chiaro, però, che se non ci si accorge dell’indebito pagamento, il rischio di perdere dei soldi rimane elevato.

Questa legge da la possibilità ai proprietari delle abitazioni appartenenti alle forze dell’ordine, di avere l’esenzione IMU per abitazione principale su una sola casa. Questa possibilità viene data a tali militari anche se non risiedono anagraficamente nell’abitazione individuata come principale. Questa agevolazione si giustifica, evidentemente, col fatto che spesso i militari sono soggetti a svolgere il loro lavoro in località diverse.


Per usufruire di questa agevolazione, però, bisogna effettuare una dichiarazione IMU mirata con la quale dichiarate al Comune, in cui è ubicata l’abitazione, di volere sfruttare l’immobile come principale. Per tutte le informazioni ed istruzioni su come inoltrare la dichiarazione IMU, e prepararla anche in forma editabile, potete leggere il nostro attentissimo articolo pubblicato nella seguente pagina: come fare la dichiarazione IMU. Questa redazione, comunque, vi da la possibilità di presentare quesiti (se avete dei dubbi) attraverso l’apposito form presente a fine pagina. Noi cercheremo di dare risposta a tutti.

esenzione IMU militari e forze dell'ordine armate abitazione principale
Gli appartenenti alle forze dell’ordine hanno diritto all’esenzione IMU su una casa

I classici consigli della redazione

In questo articolo vi abbiamo dato importantissimi consigli su come pagare meno di IMU. Sono informazioni che cercano di portarvi sulla strada maestra in tema di esenzioni o riduzioni IMU. Tanti contribuenti, infatti, pagano l’IMU distrattamente senza rendersi conto di come è possibile ottenere agevolazioni o esenzioni IMU. L’articolo è assolutamente importante e vi guida al risparmio IMU dandovi consigli molto utili.

Certamente, non tutti possono sfruttare l’opportunità di pagare di meno. Però sono tanti i contribuenti che possono cogliere questa occasione e soprattutto gli utenti che si trovano nelle condizioni indicate da questo articolo. Qui sotto vi indichiamo i link ad altri articoli del nostro blog che vi consigliamo di leggere in quanto assolutamente utili per la vostra informazione personale.

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