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Accertamento per omessa dichiarazione IMU TASI

6 min di lettura

Quando ci ritroviamo di fronte ad un avviso di accertamento per omessa dichiarazione IMU TASI 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 ? La risposta è abbastanza semplice: quando non si adempie all’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU TASI. Altra domanda piuttosto scontata è allora la seguente: ma quando vi è l’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU ? Qui, però, la risposta è più articolata.

Infatti, con la nascita dell’ICI (sorella dell’attuale IMU) vi era un obbligo di presentazione della dichiarazione IMU su ogni variazione immobiliare che comportasse il pagamento del tributo. Non vi era alcun obbligo della dichiarazione IMU nei casi in cui si era esentati dal pagamento dell’IMU (vedi, per esempio, nei casi abitazione principale, fabbricati in corso di costruzione, immobili collabenti, ecc.).


La parziale eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU TASI

L’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU era stato previsto dal decreto istitutivo della vecchia ICI (D. Lgs. n. 504/92, art. 10). In data successiva tale obbligo è stato eliminato dal D. L. 4 Luglio 2006 n. 223 convertito dalla Legge 4 Agosto 2006 n. 248 con decorrenza dal 2008. L’agenzia del territorio, ha sancito tale eliminazione della presentazione della dichiarazione IMU con determinazione del 18 Dicembre 2007.

Questa eliminazione dell’obbligo si giustifica col fatto che i Comuni, dal 2008, hanno avuto la piena disponibilità dei dati catastali. Pertanto, gli enti, dal 2008, hanno la possibilità di verificare ogni variazione immobiliare (per esempio compravendite, successioni, donazioni, ecc…) e non hanno, quindi, la necessità di ricevere una dichiarazione IMU per riscontrare una variazione immobiliare.

A questo si aggiunga anche che i notai, dal 15 Giugno 2004, per ad ogni atto di compravendita o donazione, hanno l’obbligo di comunicarlo all’interno di sistema online (cosiddetti MUI). I Comuni hanno la possibilità di accedere ai MUI tramite il portale SISTER. L’eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU è, però, limitato a determinate variazioni immobiliari.


In concreto, non vi è più obbligo di presentazione della dichiarazione IMU per tutte quelle variazioni immobiliari di cui gli enti possono venirne a conoscenza. Abbiamo citato sopra l’accesso che hanno i Comuni sia ai MUI (creati dai notai) che a tutti i dati catastali d’Italia. Da evidenziare, però, che determinate variazioni sul patrimonio immobiliare (sia per cessione che per acquisizione) sono ancora soggette all’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU. Se, in tali casi, non viene presentata la dichiarazione, può scattare l’accertamento IMU per omessa dichiarazione.

Le variazioni immobiliari soggette a dichiarazione IMU TASI

L’eliminazione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU TASI, come chiarito sopra, è limitato solo a quelle variazioni immobiliari facilmente verificabili dai Comuni (elencati tra due paragrafi). Esistono però variazioni che rimangono soggette a dichiarazione IMU TASI. Le elenchiamo qui sotto.

Dichiarazione IMU TASI: Un caso a parte sono gli immobili merce

Una menzione a parte meritano gli immobili merce (o beni merce) ovvero i fabbricati realizzati da imprese costruttrici per la rivendita. Questi immobili, al momento sono soggetti ad IMU con aliquota ordinaria del 1 per mille (aumentabile dai Comuni fino al 2 per mille). Tali fabbricati, per ora, sono soggetti a dichiarazione IMU. Però, dal 2022 non saranno più soggetti a dichiarazione IMU in quanto esenti IMU. L’esenzione, per il 2022, è stata prevista dall’art. 1, comma 751, della Legge n. 160/2019.

Le variazioni immobiliari non soggette a dichiarazione IMU TASI

Come citato sopra non c’è obbligo di dichiarazione IMU TASI e, quindi, non si corre il rischio di incorrere in accertamento IMU per omessa denuncia per tutte quelle variazioni riscontrabili, automaticamente, dai Comuni. Non vi è neanche obbligo di presentazione della dichiarazione IMU TASI per gli immobili non soggetti al pagamento dell’imposta. Facciamo degli esempi, qui sotto.


Le sanzioni sull’accertamento IMU TASI per omessa dichiarazione

L’accertamento per omessa dichiarazione IMU comporta delle sanzioni piuttosto salate. A fine paragrafo vi indichiamo gli importi delle sanzioni che il Comune indicherà nell’avviso di accertamento IMU o TASI. Riguardo la TASI (Tassa sui Servizi Indivisibili), considerata la sua abolizione con l’avvento della Nuova IMU 2020, si può parlare di accertamento per omessa dichiarazione fino all’anno 2019. A stabilire l’entità delle sanzioni sulle omesse dichiarazioni IMU – TASI è stata la Legge 27 dicembre 2013, n. 147, articolo 1, commi 696, 697, 698. Ma ecco, in concreto, le tipologie di sanzioni:

  • Se si tratta di omessa  presentazione  della  dichiarazione,  viene applicata la sanzione dal 100% al 200%  del  tributo non versato, con un minimo di 50 euro (comma 696);
  • Nell’ipotesi di infedele dichiarazione, si applica la sanzione  dal 50 % al 100% del tributo non versato, con un  minimo di 50 euro (comma 697);
  • In  caso  di  mancata,  incompleta  o  infedele  risposta  all’eventuale questionario inviato dal responsabile IMU-TASI entro il termine di 60 giorni dalla notifica della richiesta, si applica la sanzione  da  Euro 100  ad Euro 500. Tale questionario è previsto dal comma 693 della predetta Legge 27/12/2013 n. 147. Con il questionario l’ufficio chiede di acquisire ulteriori informazioni, ai fini IMU – TASI, prima dell’eventuale invio dell’accertamento.

Le riduzioni delle sanzioni per omessa dichiarazione IMU

In caso di adesione del contribuente (che si ha col pagamento entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento IMU – TASI), è possibile usufruire della riduzione di un terzo delle sanzioni. Quindi, è fondamentale stare molto attenti a questa cosa. In pratica, se l’accertamento viene pagato entro il termine concesso per eventuali ricorsi, cioè 60 giorni) è possibile usufruire del predetto beneficio della riduzione di 1/3.


Se non attenzionate bene questo aspetto, rischiate di pagare l’accertamento con le sanzioni intere (senza riduzione) con relativa perdita (o decadenza) delle agevolazioni. La riduzione è prevista dal comma 699 della Legge 27/12/2013 n. 147. In genere, di tale riduzione si fa anche menzione dell’avviso di accertamento IMU – TASI. E’ importante sottolineare che non è possibile ricorrere al ravvedimento operoso dopo la ricezione dell’accertamento IMU – TASI. Infatti, si può aderire al ravvedimento entro un anno dalla scadenza naturale del tributo.

Il ravvedimento sull’omessa dichiarazione IMU TASI

Se entro Giugno dell’anno successivo al verificarsi della variazione IMU – TASI non viene presentata la dichiarazione, c’è senz’altro la possibilità di ravvedersi pagando una sanzione ridotta. Vi è un anno di tempo per pagare, con ravvedimento, la predetta sanzione ridotta. Per tutti i dettagli sulle modalità di ravvedimento, è possibile leggere un nostro importante e dettagliato articolo. Basta cliccare sul seguente link per leggerlo: Il ravvedimento operoso sui tributi locali.

Evita l’accertamento e creati da solo la dichiarazione IMU

Se avete un minimo di dimestichezza con il computer e con internet, potete, senz’altro, costruirvi la vostra dichiarazione IMU. Vi sono dei siti che vi consentono, con semplicità, di compilarla e stamparla attraverso dei modelli editabili. Per tutte le istruzioni su come compilarla leggete il nostro articolo dedicato cliccando sul seguente link: come compilare la dichiarazione IMU.


Proroga accertamenti IMU, TASI ed altri tributi comunali – locali

A seguito della pandemia covid 19 che ha colpito il mondo intero ed, in particolare, anche l’Italia, tutti gli accertamenti sui tributi comunali – locali in scadenza il 31 Dicembre 2020 sono stati prorogati al 26 Marzo 2021. In linea di massima si tratta di tutti i tributi relativi all’anno d’imposta 2015 (TARI, TASI, Canone Acqua, TOSAP, Imposta Pubblicità). Riguardo, invece, l’accertamento per omessa denuncia, al 31 Dicembre 2020 andava in prescrizione l’anno 2014. Ma tutti i dettagli sull’argomento sono descritti su un nostro importante articolo che potete legge cliccando su questo link: proroga scadenza accertamenti tributi locali – comunali.

Accertamento per omessa denuncia reiterato per diversi anni

Tanti si chiedono se è normale che gli enti reiterino gli avvisi di accertamento per omesso o infedele denuncia per diversi anni. In effetti, sembra una cosa anomala. Però, di recente, è intervenuta la sentenza della Corte di cassazione n. 8199 del 24 Marzo 2021. Con tale sentenza, la Corte ha, proprio, stabilito che l’obbligo di presentazione della dichiarazione deve essere applicato per ogni anno in cui non è stata inoltrata all’ente.

Naturalmente, vi consigliamo di verificare sempre se le variazioni contestate sono, o meno, soggette soggette a dichiarazione di variazione. Infatti, come detto sopra, secondo quanto ha stabilito la Legge 4 Agosto 2006 n. 248, non tutte le variazioni sono suscettibili di dichiarazione IMU. Molte variazioni non devono più essere comunicate all’ente come, per esempio, compravendite, donazioni, successioni. Ciò in quanto il Comune, dal 2008 ha l’accesso ai dati catastali e, quindi, può riscontrare, direttamente, le variazioni immobiliari.

Ciò che suggerisce la redazione, da leggere

In questo articolo abbiamo trattato l’argomento “Accertamento per omessa dichiarazione IMU” e la normativa di riferimento. Qui appresso vi indichiamo altri importanti articoli che vi consigliamo di leggere.


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