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Prescrizione IMU – TASI non pagata anni precedenti

4 min di lettura

La prescrizione per IMU – TASI non pagata negli anni precedenti è un argomento piuttosto cercato su internet. Soprattutto chi non ha pagato l’IMU per gli anni precedenti come 2014, 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, cerca di capire se può sfruttare la prescrizione e non fare alcun versamento. A tale proposito precisiamo che la prescrizione dell’IMU è quinquennale. Pertanto, per fare un esempio molto semplice, l’anno 2019 può essere accertato dal Comune entro il 31 Dicembre del 2024.

Scaduto questo termine senza che il Comune abbia notificato l’accertamento al contribuente, interviene la prescrizione. Con la prescrizione il contribuente non ha più titolo per pagare l’imposta. Il Comune, dall’altro lato, non può più pretendere niente in quanto i termini per riscuotere la somma sono scaduti. Di conseguenza, Comune e cittadino devono stare molto attenti a valutare bene il termine prescrizionale. Il perchè lo spieghiamo nel prossimo paragrafo.


Prescrizione IMU – TASI: attenzione massima sia per il Comune che per il contribuente

Sia il Comune che il contribuente devono prestare molto attenzione allo scadere dei termini di prescrizione per IMU o TASI non pagata per gli anni precedenti. Il Comune ha una responsabilità enorme se lascia scadere i termini di prescrizione senza emettere gli avvisi di accertamento IMU o TASI nei confronti dei contribuenti morosi. Si tratta una responsabilità per mancati incassi che ricade soprattutto sui dirigenti o responsabili dei tributi IMU e TASI.

La responsabilità è piuttosto pesante. Infatti, se l’ente omette di inviare gli avvisi di accertamento IMU o TASI, per una determinata annualità di imposta, priva l’ente di un incasso tributario. La responsabilità, nella fattispecie in esame, ricade, soprattutto su chi ha la responsabilità per tali tributi. Si parla, in questo caso, di “danno erariale” in quanto i responsabili del tributo non procedono ad un adempimento molto importante che è l’invio degli accertamenti IMU o TASI nei tempi utili per evitare la prescrizione.

La prescrizione, vista dalla parte del contribuente, consiste nell’azzeramento di un suo debito. Pertanto, la prescrizione sull’incasso di un tributo rappresenta, per quest’ultimo, un aspetto positivo. Chiaramente, pagare i tributi è un dovere per l’utente. Con questo vogliamo dire che l’utente non deve aspettare la prescrizione per evitare di pagare i tributi. I tributi devono essere pagati in quanto favoriscono una efficace gestione dei servizi da parte dei Comuni.


Però, se, per un tributo è sopraggiunta la prescrizione, l’utente deve stare molto attento. Infatti, rischia di pagare un debito già azzerato dalla prescrizione. Ecco perché l’attenzione deve essere massima da entrambe le parti. I responsabili del tributo devono gestire gli adempimenti tributari con efficienza massima per evitare di incorrere in mancati incassi. Gli utenti, di contro, prima di pagare devono accertarsi che un tributo sia ancora riscuotibile. Infatti, pagare un tributo già prescritto, è un errore.

La normativa sulla prescrizione dei tributi locali – comunali

La legge che ha regolamentato la prescrizione è la n. 296/2006. L’art. 1, comma 161, ha previsto la prescrizione di cinque anni nella riscossione dei tributi comunali. Per l’IMU bisogna evidenziare un aspetto particolare. L’IMU è un’imposta fondata sull’autotassazione. Cioè, è il contribuente che deve ricordarsi di effettuare i dovuti pagamenti entro le scadenze (16 Giugno e 16 Dicembre di ogni anno). Pertanto, nel caso dell’IMU, il Comune non invia una bolletta anno per anno come accade, per esempio, per il canone acqua o la Tassa Rifiuti (TARI).

E’, quindi, il contribuente che deve ricordarsi di pagare acconto e saldo IMU alle scadenze sopra indicate. Qual’è, quindi, il compito degli uffici comunali che si occupano di IMU o TASI? Il compito è quello di controllare se i contribuenti hanno pagato e, nel caso di morosità, inviare gli avvisi di accertamento nei tempi utili previsti, proprio dalla predetta Legge n. 296 del 27 Dicembre 2006. Ribadiamo, quindi, che i tempi per effettuare questo controllo “dovuto/pagato” è di 5 anni. Se il Comune lascia trascorrere infruttuosamente questo termine non inviando gli avvisi di accertamento IMU – TASI a chi non ha pagato,interviene la prescrizione.

Prescrizione e decadenza IMU - TASI non pagata anni precedenti
Prescrizione IMU – TASI entro 5 anni

Esempi pratici di prescrizione IMU – TASI

Facciamo degli esempi pratici sulla prescrizione IMU o TASI. L’anno d’imposta 2014, sia per IMU che per TASI, doveva essere accertato dal Comune entro il 31/12/2019. Quando parliamo di “accertato“, ci riferiamo alla emissione degli avvisi di accertamento e relativa notifica ai contribuenti entro il 31/12/2019. E’ considerato regolarmente notificato l’avviso di accertamento IMU consegnato all’ufficio postale entro il 31 Dicembre 2019 e notificato anche in data successiva.


Questo è quanto prevede l’art. 149 del codice di procedura civile “Notificazione a mezzo del servizio postale”. Se, però, l’avviso è notificato dal messo comunale, il termine prescrizionale (riferito sempre ad un accertamento IMU 2014) è categoricamente quello del 31/12/2019. Per l’anno d’imposta 2015, invece, c’è una leggera differenza derivante dal periodo di sospensione provocato dal corona virus. Infatti, l’anno 2015, per IMU o TASI, doveva essere notificato entro il 31/12/2020.

Tale predetto termine del 31 Dicembre 2020, però, è slittato al 26 Marzo 2021 grazie a quanto disposto dal decreto Cura Italia (D.L. 18/2020). Infatti, l’art. 68, del decreto in questione ha stabilito la sospensione dei termini per i provvedimenti in scadenza per il periodo intercorrente dal 8 marzo al 31 maggio 2020. Per provvedimenti intendiamo quelli sotto indicati.


  • cartelle di pagamento;
  • accertamenti esecutivi doganali
  • accertamenti esecutivi;
  • ingiunzioni fiscali degli enti territoriali;
  • accertamenti esecutivi degli enti locali.

Su questo argomento potete leggere un articolo di questo blog che spiega dettagliatamente questo casistica. Si trova pubblicato sulla seguente pagina: Proroga accertamenti IMU – TASI causa covid 19.

Un altro termine simile alla prescrizione è quello della decadenza

Riguardo l’IMU, la TASI e gli altri tributi comunali, prescrizione e decadenza possono essere considerati fratello e sorella. Bisogna fare, però, molta attenzione a distinguere i due concetti. Analizziamo, qui sotto, tali due concetti.

  • La prescrizione IMU, per i tributi comunali, è quinquennale. Pertanto, per fare un esempio, il Comune ha cinque anni di tempo per emettere un avviso di accertamento per omesso o insufficiente pagamento o per omessa dichiarazione.
  • I termini di decadenza nell’IMU sono quelli che ha l’ente per la creazione e notifica del ruolo coattivo. Tale termine è di tre anni a decorrere da quello in cui l’accertamento IMU è divenuto definitivo. L’accertamento diventa definitivo col trascorrere di 60 giorni da quando è stato notificato. Naturalmente, il ruolo coattivo deve essere creato per tutti quegli utenti che non pagano dopo la notifica di un accertamento IMU – TASI.

La redazione di tributi comunali consiglia

In questo articolo abbiamo trattato l’argomento “Prescrizione IMU – TASI non pagata anni precedenti“. Qui sotto, invece, indichiamo alcuni importanti articoli dei quali vi consigliamo la lettura.


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