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Terza rata IMU 2023: rischio per diversi Comuni italiani

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Terza rata IMU 2023: in questo articolo cercheremo di chiarire i dettagli su questo argomento che va oltre la scadenza della seconda rata IMU 2023. Nella manovra fiscale alla legge di bilancio 2024 un emendamento prevede la proroga del termine di pubblicazione delle aliquote IMU (per i Comuni) nel portale del Ministero delle finanze (MEF). Spieghiamo bene questo aspetto. Annualmente, i Comuni approvano le aliquote IMU con delibera di Consiglio Comunale. In genere questo avviene entro il termine di approvazione del bilancio di previsione per l’anno successivo.

Dopo l’approvazione delle aliquote, il Comune deve pubblicarle nel portale del Ministero delle Finanze per dare la possibilità ai contribuenti ed ai professionisti (ragionieri, commercialisti, sindacati, CAF, ecc.) di venirne a conoscenza. Per essere valide ed applicabili nei confronti dell’utenza tali aliquote devono essere pubblicate nel predetto portale entro il 14 Ottobre dell’anno di riferimento.


Per esempio le aliquote IMU 2023 devono essere pubblicate sul MEF entro il 14 Ottobre 2023 (così come previsto dall’art. 1, comma 767, della legge n. 160/2019). Il Ministero renderà visibile dette aliquote entro il 28 Ottobre 2023. Spieghiamo, qui appresso, in che consiste l’emendamento alla legge di bilancio 2024 in relazione proprio alla terza rata IMU 2023.

Considerato che diversi Comuni non sono riusciti a rispettare questo termine, pubblicando le aliquote entro il 30 Novembre 2023, l’emendamento concede una deroga e rende valida tale ritardata pubblicazione. In tale caso, essendo questa pubblicazione effettuata oltre il termine di scadenza del saldo, i contribuenti sono costretti a pagare l’IMU in base alle aliquote dell’anno precedente. Descriviamo gli effetti di ciò nel seguente paragrafo.

Terza rata IMU 2023: in quali casi verrà applicata?

Riprendendo il discorso dal precedente paragrafo, chi, in assenza delle pubblicazione delle aliquote 2023, ha pagato l’IMU in base alle aliquote dell’anno precedente può ritrovarsi in una delle seguenti situazioni illustrate nell’elenco qui sotto.

  • 1° ipotesi. Dopo la pubblicazione delle aliquote sul MEF si nota che le stesse non hanno subito variazioni rispetto al 2022. In tale caso il saldo pagato entro il 18 Dicembre è corretto. In questo caso non bisogna procedere al pagamento di una terza rata entro il 29 Febbraio 2024 (come previsto dall’emendamento alla finanziaria 2024).
  • 2° ipotesi. Il Comune ha deliberato un aumento delle aliquote rispetto a quelle del 2022 pubblicando le stesse in ritardo sul MEF. In questo caso l’utente dovrà pagare la terza rata IMU 2023 entro il 29 Febbraio 2024 versando la differenza rispetto a quanto versato entro il 18 Dicembre 2023 in base all’aliquota 2022.
  • 3° ipotesi. Il Comune, dimostratosi “virtuoso” ha deliberato, per il 2023, delle aliquote più basse rispetto a quelle dell’anno precedente pubblicandole sempre in ritardo entro il 30 Novembre 2023. In questa situazione il contribuente si troverà in una situazione di credito rispetto all’ente. Pertanto, il Comune dovrà procedere al rimborso IMU versata in più (dietro presentazione di apposita richiesta).

Comuni che hanno pubblicato in ritardo le aliquote IMU 2023

In totale sono circa 211 i Comuni ritardatari che non hanno pubblicato le aliquote IMU 2023 entro il 14 Ottobre 2023. Quindi, l’eventuale proroga riguarderà solo questi Comuni. Ma come già descritto sopra, non tutti questi Comuni sono interessati dalla proroga IMU 2023 per il versamento della terza rata. Infatti, tale proroga interesserà solo i Comuni che hanno fatto registrare l’approvazione di aliquote IMU superiore rispetto al 2022 con pubblicazione ritardata delle stesse all’interno del portale del MEF.

Tutti gli altri Comuni, seppur con ritardata pubblicazione sul MEF, che hanno approvato aliquote uguali o inferiori rispetto al 2022, non saranno interessati dalla terza rata IMU 2023. Ciò in considerazione del fatto che non dovranno versare nessuna differenza rispetto a quanto versato entro il 18 Dicembre 2023. Anzi, nel caso di approvazione di aliquote più basse, rispetto a quelle poste a base del calcolo di acconto e saldo IMU 2023, i contribuenti saranno soggetti a rimborso IMU.

Come fare nel caso di IMU pagata in più?

Se i contribuenti avranno versato una IMU maggiore (entro la scadenza prima e seconda rata IMU 2023) a seguito di approvazione di aliquote 2023 più basse rispetto a quelle del 2022, avranno diritto al rimborso IMU. In tale circostanza la nostra redazione invita tutti i lettori a leggere il nostro articolo dedicato proprio ai rimborsi IMU. Cliccando sul seguente link potete capire cosa fare e come presentare una richiesta di rimborso IMU.

Chi è tenuto a pagare l’IMU?

E’ ovvio che i soggetti passivi IMU (e, cioè coloro che sono tenuti a pagare l’IMU) sono solo una parte dei contribuenti italiani. In particolare, deve pagare l’IMU chi possiede immobili di pregio come castelli, ville o palazzi signorili, seconde case, uffici, fabbricati affittati o sfitti, negozi, capannoni industriali e terreni agricoli o edificabili.

Viceversa chi possiede solo l’abitazione principale non dovrà pagare IMU. Allo stesso modo, non dovrà pagare IMU chi, oltre all’abitazione principale, ha anche una pertinenza. Infatti, anche le pertinenze IMU (cioè garage per la macchina, cantine, box, ecc.) catastate nelle categorie C2, C6, C7 sono esenti dall’IMU. Nella realtà, comunque, sono tantissimi gli italiani che posseggono immobili soggetti ad IMU. L’IMU è, infatti, uno di quei tributi che genera versamenti di una certa rilevanza e che costituisce gettito importante per i Comuni e lo Stato.

Anche lo Stato registra dei ricavi importanti dall’IMU. Infatti, chi possiede dei fabbricati di categoria D verserà allo stato l’intero gettito od una parte rilevante di esso. Fino ad una aliquota del 7,6 per mille, l’IMU andrà direttamente allo Stato. Se un certo Comune ha deliberato, per i fabbricati di categoria D, un’aliquota del 9,6 per mille, incamererà la differenza rispetto al 7,6 e cioè il 2 per mille. Ma quali sono i fabbricati di categoria D? Ne indichiamo alcuni qui di seguito: opifici, alberghi, capannoni, teatri, alberghi e pensioni, Istituto di credito, ecc.

I suggerimenti della redazione di TributiComunali.it

In questo articolo abbiamo parlato della probabile terza rata IMU 2023 e dei Comuni che potrebbero essere interessati dalla conseguente proroga IMU 2023 al 29 febbraio 2024. Questo argomento va oltre la scadenza seconda rata IMU 2023 ma nell’articolo abbiamo chiarito il significato dell’emendamento sulla terza rata IMU 2023. Qui sotto, invece, indichiamo dei link ad altri importanti articoli del nostro blog. Vi consigliamo di leggerli con attenzione.

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