Reddito di cittadinanza approvato dal senato

Reddito di cittadinanza approvato dal senato

Il 27 febbraio 2019 il Senato della Repubblica ha approvato il decreto sul Reddito di Cittadinanza e Quota 100. Il decreto ha conseguito 149 SI e 110 NO. Gli astenuti sono stati 4. Il Decretone sarà votato dalla Camera dei Deputati, entro il 18 Marzo, dopodiché, se approvato, diventerà Legge. Come è noto, il Senato ha leggermente modificato il decreto approvato dal Governo il 17 Gennaio. Qui di seguito, alcune modifiche.

La lotta ai “furbetti dei falsi divorzi”

Si è sentito molto parlare di questa strana ed anomala eventualità dei “falsi divorzi” o “false separazioni” tendente a favorire l’acquisizione del diritto al reddito di cittadinanza. L’obiettivo di chi pensa di percorrere queste strade illegali è, sopratutto, quello di ridurre il reddito del nucleo familiare. Un nucleo familiare unito comporta che il reddito ISEE aumenta. Quindi, maggiore è il rischio che, dal modello ISEE, esca fuori un reddito superiore a quello che garantisce il diritto al reddito di cittadinanza.



Così, il legislatore ha ritenuto che serviva correggere la norma. Infatti, nei casi di separazioni o divorzi dal 1 settembre 2018 in poi, adesso è necessaria una certificazione della polizia locale che attesti la diversa residenza dei due soggetti. Ciò dovrà essere confermato da verbale di sopralluogo redatto dai vigili urbani. Pertanto, questa modifica rende, senz’altro, la vita ancora più difficile ai “furbetti“.

Proposte di lavoro dal reddito di cittadinanza approvato dal senato

Le proposte di lavoro fatte a chi detiene l’assegno del reddito di cittadinanza hanno un limite di stipendio mensile. Lo stipendio non può scendere al di sotto di una certa cifra. Cioè, deve essere almeno il 10% superiore rispetto al reddito di cittadinanza. Pertanto, se reddito di cittadinanza ha un importo di Euro 780, la proposta di lavoro, secondo quanto approvato dal Senato, dovrà essere affiancata da uno stipendio mensile di almeno Euro 858 Euro.

Reddito di cittadinanza agli immigrati

Gli immigrati che volessero fare richiesta di reddito di cittadinanza devono presentare un altro certificato. Si tratta di un certificato che dovrà essere rilasciato dalla autorità consolare estera. Il certificato dovrà attestare il reddito ed il patrimonio del nucleo familiare. Inoltre, dovrà essere presentato in lingua italiana e dovrà essere attestata la conformità all’originale. Chi ha lo status di “rifugiato politico” non dovrà presentare la suddetta certificazione.


No al reddito nei casi di condanna

I condannati, in via definitiva, o in revoca retroattiva non possono avere il reddito di cittadinanza. In tali casi, il reddito di cittadinanza potrà essere richiesto solo dopo dieci anni dalla condanna. Se la condanna viene scoperta dopo che il soggetto ha già percepito delle mensilità di reddito, le somme incassate devono essere restituite.

La privacy nel reddito di cittadinanza approvato dal senato

Secondo quanto disposto dall’Autorità Garante sulla Privacy, tute le spese che vengono effettuate mediante la Card messe a disposizione dallo Stato devono devono essere verificate in forma anonima. Potrà essere effettuato solo un controllo sugli importi e non su altri dati sui quali vige il principio della privacy. Le modalità controllo saranno concordate con l’Autorità Garante entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Bonus datori di lavoro

In base alle modifiche apportate al decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, approvato dal Senato, i datori di lavoro hanno dei vincoli. Le aziende che hanno assunto un lavoratore, devono mantenere il rapporto di lavoro per almeno 36 mesi. Se non lo fanno, perderanno il bonus percepito e saranno soggetti ad una sanzione. Inoltre, è prevista una multa per le aziende che non comunicano l’assunzione di un lavoratore percettore del reddito di cittadinanza. Le aziende vengono anche escluse dai bonus se non osservano le riserve di assunzione per le categorie protette.

Altre informazioni sul reddito di cittadinanza approvato dal Senato

  • Se uno dei componenti della famiglia, nel corso di attività di accertamento, venga trovato a svolgere attività di lavoro dipendente, viene automaticamente estromesso dal reddito di cittadinanza. Stessa cosa se effettua lavori di CO.CO.CO. (collaborazione coordinata e continuativa). E’ evidente che l’esercizio di tali lavori, siano essi in regola o meno (per esempio lavoro nero), sono incompatibili con il l’incasso del reddito.
  • Chi percepisce il reddito di cittadinanza dovrà svolgere lavori socialmente utili. Le ore di lavoro da dedicare a tale attività vanno da 8 ore a 16 ore settimanali.
  • Per avere diritto al reddito di cittadinanza bisogna avere un ISEE non superiore ad Euro 9.360. Inoltre, un altro limite è avere un patrimonio al di sotto dei 30.000 Euro;
  • L’importo del reddito di cittadinanza, tenuto conto di quanto già si percepisce da altri redditi, non può essere inferiore ad Euro 480. Invece, il limite massimo è di Euro 19.656 (vale per i nuclei con più componenti e/o che hanno contratti di affitto).

Il prelevamento di contanti dalla card

Il decreto sul reddito di cittadinanza consente anche un minimo prelievo di 100 Euro al mese. Questo consente il pagamento di bollette sui tributi comunali su prime o seconde case, o di altro genere (vedi enel, gas, ecc..). Questo è un aspetto importante se consideriamo che le famiglie devono pagare la Tassa Rifiuti (TARI), la bolletta acqua, l’IMU, la TASI o altro.


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