Le riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI)

Le riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI)

Il progressivo aumento sulla Tassa Rifiuti (TARI), registratosi vistosamente negli ultimi anni, fa diventare determinante, per varie categorie di utenti, le riduzioni sulla stessa tassa tassa rifiuti. Sono varie le possibilità di riduzioni (o detassazioni) che sono già previste dalla legge istitutiva della TA.RI. e cioè la n. 147 del 27 Dicembre 2013.

Quello che si vuole evidenziare in questo articolo è che tante famiglie, non essendo a conoscenza di queste possibilità di riduzione, continuano a pagare in base alla tariffa ordinaria. Ecco perché invito tutti i contribuenti (siano essi famiglie o attività) a verificare i regolamenti dei vari comuni. La verifica da fare ti servirà a capire se la tua famiglia o la tua attività possono usufruire di certe riduzioni tariffarie.



Analizziamo le riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI)

Intanto, va sottolineato che è l’art. 1, comma 659 della predetta Legge 147 del 27 Dicembre 2013 a dettare le linee generali su alcune tematiche su cui i comuni sono chiamati a pronunciarsi in tema di riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI). Così come prescrive l’articolo, sono facoltà date ai comuni che, pertanto, possono prevedere tali agevolazioni deliberandone anche le relative misure e le loro proporzioni.

Entriamo nello specifico delle singole possibilità di riduzioni TA.RI. previste dalla norma partendo da quella che può interessare i nuclei familiari con unico occupante. Le famiglie con occupante singolo, vista la singola presenza, si auto-riducono, di per sé, la tassa. Ciò in quanto i parametri dell’attuale TARI contemplano sia i metri quadrati (parte fissa) che il numero dei componenti della famiglia (parte variabile).

Avere, di conseguenza, un nucleo familiare con una sola persona riduce, chiaramente, al minimo l’incidenza tariffaria della parte variabile. Ecco perché il comune potrebbe prevedere, per tali casi, una riduzione ulteriore proprio in quanto la produzione di rifiuti viene a ridursi sensibilmente. Naturalmente ogni Comune stabilisce la tariffa per ogni persona che occupa la casa. La tariffa è possibile vederla nella bolletta sulla Tassa Rifiuti che vi viene recapitata a casa. Leggete attentamente la bolletta in quanto vengono riportate sia la tariffa “a persona” che quella “per i mq”.


Le riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI) per case ad uso stagionale “non residenti”

In base alla facoltà accordata dalla sopra citata Legge n. 147/2013, i comuni possono concedere riduzioni sulla tassa rifiuti (TARI) per le abitazioni occupate solamente da non residenti in particolari periodi dell’anno. Per esempio le case tenute a disposizione solo per uso estivo a cura degli stessi proprietari. Bisogna sottolineare che buona parte dei comuni applicano tale riduzione su questi appartamenti proprio perché l’uso stagionale riduce sensibilmente la produzione dei rifiuti.

Naturalmente, ogni comune può attribuire la percentuale che ritiene più idonea per il suo contesto territoriale. Di conseguenza possiamo trovare alcuni enti che applicano il 30% di riduzione ed altri che hanno approvato una percentuale del 20% o del 25%. Non c’è una regola ben precisa. Naturalmente, per usufruire di tale agevolazione, dovete essere “non residenti” per l’abitazione interessata e questo, gli enti, lo possono chiaramente dedurre dai dati anagrafici.

Però è meglio che verifichiate bene la vostra bolletta per capire se il vostro comune vi sta applicando la riduzione in questione avendo incrociato i dati anagrafici. Se vi accorgete che, nella bolletta, non è presente la riduzione, fate, immediatamente, espressa richiesta all’Ufficio Tributi. Chiaramente, prima di fare richiesta dovete accertarvi se è il Comune ha previsto la riduzione sulla Tassa Rifiuti per i contribuenti “non residenti”. Gli enti, infatti, non sono obbligati a concederla. Se non riuscite ad interpretare il vostro avviso sulla Tassa Rifiuti, chiedete spiegazioni agli uffici competenti telefonando o recandovi, direttamente presso gli sportelli comunali.

Come vengono tassate due abitazioni nello stesso comune o in comuni vicini

Dovete fare molta attenzione anche nel caso in cui abbiate più abitazioni nello stesso comune in cui avete la residenza. Oppure se avete una seconda casa in un comune vicino. Infatti, se nelle rispettive seconde case avete un contatore di acqua o di luce, l’ente nel quale sono ubicate le vostre seconde case, potrà, senz’altro, inserirvi nei ruoli della Tassa Rifiuti.


Allora, in entrambi i casi, dovete verificare attentamente se la relativa tassazione è stata applicata con la riduzione per “non residente”. E’ evidente che la tariffa piena può essere applicata solo nella prima abitazione. La prima abitazione è da intendersi quella in cui si ha la residenza anagrafica. Il riconoscimento della riduzione per la seconda casa, da parte dei comuni, è giustificato dalla minor produzione di rifiuti in tale immobile.

Naturalmente, anche in questo caso accertatevi prima se il vostro Comune (o l’eventuale altro ente in cui avete la seconda casa) ha previsto una una riduzione per le seconde case. Cliccando sul seguente link, puoi leggere un interessante articolo su un argomento molto attinente: Sconto Tassa Rifiuti su case vacanza non residenti.


Le riduzioni sulla tassa rifiuti per case occupate da residenti estero

Lo stesso discorso vale anche per i cittadini residenti all’estero, siano essi iscritti o meno all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti Estero). Pertanto, chi possiede un’abitazione in Italia ed ha la residenza stabile in uno stato estero, può usufruire anche della detassazione come “residente all’estero”. Uguale beneficio può essere acquisito anche per chi detiene una abitazione in affitto e risiede all’estero.

Ciò, chiaramente, se il comune in cui è situata la casa ha deliberato tale riduzione per le casistiche in esame. Se, però, il comune non ha approvato una riduzione specifica per tali soggetti residenti in un’altra nazione, queste utenze potrebbero anche rientrare nella predetta casistica dei “non residenti” in quanto, in effetti, si tratta, pur sempre di seconde case nelle quali non si risiede stabilmente. Ma, anche in tale ultimo caso occorre verificare se il Comune ha adottato una specifica riduzione per case occupate saltuariamente da contribuenti “non residenti”.

Fabbricati rurali ad uso abitativo

I fabbricati rurali ad uso abitativo sono immobili utilizzati per favorire l’esercizio dell’attività agricola sul fondo che vi ritrovate accanto all’abitazione. O meglio su essi, il proprietario (o l’affittuario) vi stabilisce la sua residenza anagrafica con obiettivi chiaramente agricoli. Cioè essere più a contatto col proprio terreno e provvedere alla sua cura e/o coltivazione.


Anche per questi fabbricati i comuni possono prevedere degli sgravi sulla tassazione rifiuti. Gli obiettivi del legislatore, ed in seconda battuta anche dei comuni, sono soprattutto quelli di favorire la promozione agricola o la cura del verde. I fabbricati rurali sono facilmente identificabili in catasto in quanto hanno la categoria A6. Pertanto, gli uffici tributi (o, comunque, gli uffici che si occupano della fatturazione rifiuti, possono facilmente identificare queste tipologie di immobili.

Se il fabbricato dovesse essere catastato in categoria diversa da A6 ed i comuni non possono, per queste ragioni, attribuire lo sconto tributario, consigliamo di valutare, col vostro tecnico di fiducia, un cambio di destinazione d’uso del fabbricato. Verificate, comunque, il costo del passaggio raffrontandolo con ciò che risparmiate in termini di benefici sulla detassazione.

Ma il comune può deliberare altre riduzioni sulla tassa rifiuti ??

La risposta è “SI”. Il Comune può senz’altro approvare diverse riduzioni sulla tassa rifiuti. Lo conferma il comma 660 della predetta Legge 147 il quale dà espressa possibilità agli organismi comunali di adottare altre riduzioni sulla tassa rifiuti. Pertanto, è anche possibile che i consigli comunali approvino altri tipi di riduzione come per esempio quelle esposte nel successivo paragrafo.

Le riduzioni sulla tassa rifiuti per presenza di disabili

Tali situazioni di disabilità, presenti ne nucleo familiare, possono essere gestite in maniera variegata dagli enti. Possono, cioè, essere riconosciute agevolazioni ai nuclei che, genericamente, presentano dei soggetti con qualunque tipo di invalidità (anche minima). Oppure il beneficio può essere associato solo a particolari condizioni, per esempio invalidità del 100%. Inoltre, le riduzioni sulla tassa rifiuti possono anche essere accordate alle famiglie che, nel loro interno, hanno un soggetto disabile certificato ai sensi delle Legge 104 del 5 febbraio 1992. In taluni casi i Comuni, per concedere le riduzioni sulla Tassa Rifiuti, possono anche richiedere attestazioni di invalidità ai sensi di alcuni articoli di detta legge (per esempio art. 3 comma 3 che è una delle più gravi invalidità).


Riduzioni TARI per famiglie economicamente disagiate

I Comuni possono, senz’altro, concedere delle riduzioni sulla tassa rifiuti per le famiglie che si trovano in condizioni economicamente disagiate. In tale caso, gli stessi enti possono richiedere determinati requisiti di reddito. Per questa ragione bisogna sempre dotarsi del modello ISEE per dimostrare ai Comuni di possedere i redditi richiesti per ottenere l’agevolazione. Nei casi in cui i Comuni chiedano il Modello ISEE e voi ne foste sprovvisti, bisogna fare richiesta, immediatamente, ai professionisti abilitati e cioè commercialisti, CAF, sindacati, ecc. Se siete piuttosto pratici di internet ed avete un account presso l’INPS, potete richiedere anche da soli detta certificazione ISEE.

Chi utilizza le compostiere per l’umido ha riduzioni sulla tassa rifiuti ??

Anche questo è un argomento molto interessante e sul quale tanti comuni hanno adattato provvedimenti favorevoli all’utilizzo della compostiera. Tanti enti, infatti, premiano con riduzioni sulla tassa rifiuti chi smaltisce l’umido “in propriocol fine di produrre “compost”. Per chi non sapesse cosa sia il “compost” dobbiamo sottolineare che si tratta di un concime organico prodotto in casa dalle famiglie grazie agli scarti dell’umido.

In pratica alcuni tipi di umido non vengono dati al servizio di smaltimento comunale e vengono utilizzati per la produzione di questo concime naturale attraverso le apposite compostiere. Potete leggere un importante articolo sull’argomento “compostiera” sul seguente articolo di questo sito: Uso compostiera domestica – Riduzione TARI.


Il fertilizzante che ne viene fuori, a distanza di tempo, è simile ad un terriccio soffice ed ha una forma granulosa. E’ il regolamento comunale che può prevedere scontistiche sulla bolletta rifiuti nel caso di utilizzo della compostiera per produrre questo concime genuino e biologico. Nel predetto regolamento, inoltre, potete visionare l’eventuale percentuale di detassazione (variabile per ogni ente) e le modalità a cui bisogna attenersi per la produzione di “compost”.

Infatti, non tutti i rifiuti facenti parte dell’umido possono essere utilizzati per tale pratica. Molto importante è anche capire se la compostiera viene fornita dal comune (magari attraverso una graduatoria dietro apposita domanda) o se deve essere acquistata dal cittadino utente. Se bisogna fare una domanda, bisogna informarsi sui tempi e le modalità pressi i preposti uffici del Comune.

compostiera per riciclo umido e riduzione tassa rifiuti
compostiera per riciclo umido

Se i comuni interrompono il servizio o se il servizio è scadente

Nel caso in cui gli enti (o le ditte private che curano il servizio di smaltimento rifiuti) gestiscono in maniera scadente il servizio di raccolta dei rifiuti o se lo interrompono per determinati periodi di tempo, i cittadini hanno diritto ad una riduzione del 80% del tributo. Questa è una determinazione più che giusta e che, tra l’altro, è stata anche disposta dalla “Corte di Cassazione” con sentenza n. 22531 del 2017 – Leggi qui la sentenza.


E’ di tutta evidenza che la popolazione ha diritto ad usufruire di una attenzione particolare a questo argomento e che scempi del tipo “mucchi di spazzatura ammassata” non devono esistere. Ne vale della salute pubblica e ciò non deve essere permesso. Ma se ciò, malauguratamente, dovesse accadere, gli utenti hanno diritto al sensibile abbattimento sulla bolletta del 80 per cento.

Inoltre, se vi sono parti di territorio nei quali vengono utilizzati ancora i cassonetti e questi ultimi, per qualunque ragione, siano collocati a particolari distanze (per esempio oltre 500 metri) dalla abitazioni, con evidenti disagi, possono pure essere previste riduzioni particolari sulla tassa rifiuti. La eventuale percentuale di abbattimento riconosciuta al cittadino va verificata sempre nell’apposito regolamento comunale. In alternativa, l’informazione sulla presenza di questa riduzione, può anche essere richiesta direttamente presso gli uffici comunali che si occupano della fatturazione sulla Tassa Rifiuti.

Utenti domiciliati presso case di cura per ragioni di salute

Anche per tali casistiche possono essere previste sensibili riduzioni e restringimenti degli importi delle bollette tassa rifiuti (TARI) anche fino al 60-70%. Si tratta dicasi particolari in cui,i cittadini, per motivi di salute sono costretti a trasferire il domicilio presso istituti di ricovero pur mantenendo la residenza anagrafica nell’abitazione inserita a ruolo.


Naturalmente, in tali casi, gli uffici comunali hanno bisogno della relativa certificazione da parte della struttura interessata. Pertanto, prima di chiedere il riconoscimento del diritto, mediante istanza specifica, bisogna farsi rilasciare apposito attestato da cui risulta che l’utente è ricoverato presso la struttura con relativa indicazione della data da cui decorre la degenza.

Riduzioni per soggetti del nucleo familiare domiciliati altrove per motivi di studio o di lavoro

Molte amministrazioni concedono abbattimenti sulla tassa rifiuti nei casi in cui vi siano componenti del nucleo domiciliati in altri comuni per motivi di lavoro, studio o altre motivazioni. Anche in questo caso la percentuale di riduzione (se prevista) è lasciata alla discrezionalità degli enti. Si tratta di casi in cui la residenza anagrafica rimane all’interno della famiglia di origine ma la persona, di fatto, non è presente nella casa (in via comunque temporanea) per motivi di studio o di lavoro. In tale caso occorre corredare, alla richiesta, il contratto di locazione stipulato con il proprietario della casa effettivamente abitata o, un certificato – attestato di frequenza emesso dalla scuola frequentata. I documenti richiesti, possono, comunque, variare da comune a comune. Cliccando sul seguente link potete leggere un articolo dedicato a questo argomento. Leggi qui.

Tassa rifiuti nelle case per vacanza

Anche per queste tipologie di immobili (case per vacanza), i Comuni possono prevedere agevolazioni – riduzioni sulla bolletta rifiuti. In tal caso la riduzione può essere collegata sia al fatto che la stessa casa è utilizzata solo per una parte dell’anno (e non per 365 giorni) sia al fine di dare uno stimolo al contribuente proprietario per spingerlo a predisporre la casa per uno scopo turistico. Lo sviluppo, in chiave turistica di un territorio, è sempre appezzata dagli amministratori che, spesso, accostano questi stimoli anche ad altre iniziative di portata più ampia (manifestazioni, investimenti, ecc.) che portano l’intero paese ad avere una visibilità maggiore sul tema “vacanze”.

Ma le attività economiche possono usufruire di riduzioni

La riduzione più classica di cui possono usufruire le attività è quella relativa alla produzione di rifiuti speciali che il servizio comunale, per espressa indicazione di legge, non può smaltire. Tutte le attività, infatti, per lo smaltimento di rifiuti speciali, sono obbligati a rivolgersi a ditte, a tal uopo, specializzate. In tal caso la ditta che ha stipulato un contratto per lo smaltimento di tali rifiuti speciali non assimilabili agli urbani, ha diritto ad una detassazione ai sensi dell’art. 1, comma 649 della Legge 147/2013.


Così come per i casi precedenti, è sempre opportuno verificare i regolamento del vostro comune per capire se tale riduzione è stata prevista ed, eventualmente, in quale misura. E’ il caso, per esempio delle macellerie (che devono smaltire gli scarti delle carni), delle farmacie (per i medicinali scaduti), delle lavanderie (per gli scarti delle macchine, tipo percloro ed altri materiali) ed altre attività per le quali si configura l’obbligo legislativo del particolare smaltimento di certe categorie di rifiuti, detti proprio “speciali”.

E le ditte che occupano superfici importanti con i macchinari ??

Per tali ditte che occupano superfici notevoli con i loro macchinari occorre verificare se il comune, per tali ragioni, ha previsto riduzioni della superficie tassabili. E’ molto probabile che queste casistiche favorevoli vengano previste dalle amministrazioni comunali visto che non è corretto che siano computati nella superficie tassabile anche i mq occupati da un numero rilevante di macchinari.

Si tratta di superfici cosiddette “morte” che, non sono suscettibili di produrre rifiuti visto che sono coperte ed inaccessibili. Il regolamento comunale potrebbe prevedere degli sgravi generalizzati su tutte le utenze di questo tipo oppure può restringere il beneficio solo alle attività con un ammontare minimo di mq, per esempio 500 mq. E’ buona norma, comunque, informarsi bene presso gli uffici comunali preposti o verificare le regolamentazioni vigenti presso il comune.


I Consigli Comunali possono decidere che tipi di riduzioni riconoscere ai cittadini

Il comune può deliberare tutte le riduzioni ritenute idonee in base alle proprie esigenze. Può farlo approvando un regolamento ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. La possibilità di scegliere tutte le riduzioni ritenute idonee viene concessa dalla Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (art. 1, commi 659 e 660).

Se il regolamento esiste già, bisogna solo integrarlo ad hoc con tutte le modiche che occorre fare. Per modificarlo (o approvarne uno nuovo) è necessaria una deliberazione da parte del Consiglio Comunale. Per visionare i regolamenti sulla Tassa rifiuti dei comuni d’Italia e capire se gli enti applicano le riduzioni citate (ed eventualmente, in quale misura), vi sono tre possibilità. La prima è visitare la seguente pagina indicando, nella schermata che vi appare, il relativo comune di vostre interesse: 
Blog Finanze

La seconda possibilità è visitare questa seconda pagina web:
Amministrazioni comunali. Dopo inserite il codice catastale del comune di vostre interesse nell’apposito campo posto in alto a sinistra. Dopo avere inserito detto codice, cliccate, in alto a destra, sulla voce ”consulta le delibere”. Se i comuni di vostro interesse hanno inserito le delibere, queste saranno visionabili. La terza possibilità è quella di recarsi personalmente presso il comune e fare una richiesta di copia (o di visione) del regolamento sulla Tassa Rifiuti. Qui sotto puoi scaricare le richieste di copia o di visione del regolamento sulla Tassa Rifiuti da presentare ai preposti uffici comunali.


Altro sul computo delle superficie tassabili

Secondo quanto disposto dalla normativa attuale, la superficie soggetta a tassazione è quella suscettibile di produrre rifiuti. In particolare, per quanto riguarda le civili abitazioni, l’area da tenere in considerazione è quella interna al netto dei muri perimetrali. I balconi o terrazzi non possono essere inseriti nella superficie tassabile. Le eventuali pertinenze (garage, box, cantine, ecc.), invece, vanno tassate. Pertanto, se ai fini dell’IMU e TASI avete delle pertinenze agganciate all’abitazione principale (che, per legge, sono esentate sia dall’IMU che dalla TASI al pari dell’abitazione principale), con ogni probabilità saranno tassate per la Tassa Rifiuti. Le pertinenze, com’è noto hanno le categorie catastali C2, C6 o C7.

Naturalmente, riguardo le pertinenze va computata solo la parte fissa (cioè i mq) e non anche la parte variabile (nucleo familiare) già compresa nella parte relativa all’abitazione. Suggeriamo di controllare nelle visure catastali la corrispondenza dei mq degli immobili. A tale riguardo va considerato che dalla fine del 2015 il catasto ha riportato, nelle visure, anche i mq delle abitazioni (almeno nella maggior parte delle abitazioni).

I mq che sono stati inseriti in visura non tengono conto delle aree scoperte che, come detto sopra, non sono soggetti a tassazione. Per quanto riguarda le abitazioni occorre fare attenzione al fatto che, nelle visure catastali, il dato dei mq comprende anche i muri perimetrali. Per ricavare la superficie netta, occorrerà, quindi, sottrarre una percentuale forfettaria (15-20% circa). In alternativa per ricavare la superficie in maniera  più precisa basta verificare la planimetria dell’abitazione (piantina).


Come procurarsi la planimetria della casa

Se non avete una planimetria di casa vostra, potete richiederla presso gli uffici tecnici del comune. Senz’altro, presso il comune, sarà presente la planimetria. Ciò in quanto essa è parte integrante del progetto originariamente presentato al comune stesso ai fini dell’acquisizione della concessione edilizia (permesso di costruire).

Se riuscite ad entrare in possesso della planimetria, potete risalire ai mq effettivi dell’abitazione. A quel punto potete verificarli con quelli presenti in bolletta. Se sono difformi rispetto a quelli fatturati, chiedete, mediante apposita istanza, la rettifica all’ufficio TA.RI. del comune. Pertanto, è molto importante controllare minuziosamente la vostra bolletta comparandola con tutti documenti utili che vi diano la possibilità di verificare se quanto vi viene chiesto di pagare è giusto e congruo. Se non siete in grado di ricavare i mq effettivi dalla planimetria (piantina), potete rivolgervi al vostro tecnico di fiducia (ingegnere, geometra, architetto, ecc..)

Controllate anche i mq tassati ai fini TA.RI.

E’ anche buona norma controllare i mq tassati ai fini della tassa sui rifiuti. In genere gli enti sono piuttosto precisi in questo. Infatti, dal mese di novembre 2015, i mq delle abitazioni, come detto nei paragrafi precedenti) sono presenti anche nelle visure catastali. Se, per errori (comunque in buona fede) i mq presenti in bolletta non corrispondono a quelli reali, è possibile chiedere al comune una verifica. In tal caso, può essere presentata, agli uffici comunali, una planimetria dei locali o la visura catastale (se, in essa, sono presenti i mq). Cliccando sul seguente link potete leggere un articolo di questo sito dedicato a questo argomento: Tassa Rifiuti. Attenzione ai mq tassati dal comune

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