Sconto TARI case vacanze non residenti

Sconto TARI case vacanze non residenti

Le famiglie che risiedono in un determinato comune, pagano la Tassa Rifiuti a tariffa ordinaria. Quindi chi occupa l’abitazione a titolo principale, avendo, in essa, la residenza, paga con i due parametri: mq della casa più numero del nucleo familiare. Chi, invece, utilizza l’abitazione solo saltuariamente come “non residente” potrebbe aver diritto ad una riduzione sulla TARI. Il diritto alla riduzione spetta al cittadino se il Comune ha adottato una specifica riduzione. La facoltà agli enti è concessa dalla Legge n. 147/2013, art. 1, comma 659 lett. “b”. La riduzione per non residenti sulla TARI può essere attribuita sia a chi ha case vacanze sia a chi utilizza una qualunque altra abitazione per un periodo limitato nell’arco dell’anno.

Chi non ha la residenza produce rifiuti in maniera ridotta. Questa facoltà di riduzione sulla TARI per non residenti spetta, quindi, per espressa indicazione di legge. Il Comune, pertanto, ha la possibilità di recepire in senso positivo, questa facoltà, riconoscendo una riduzione. Se decide di accordarla può anche scegliere l’aliquota di riduzione.



Pertanto, gli enti, possono applicare, a chi non risiede percentuali di riduzione di vario tipo (per es. 20, 30 o 50 per cento). Non vi è una regola ben precisa. Sono gli organi comunali preposti (in genere i Consigli Comunali) a decidere. Sopra si faceva il riferimento alle case per vacanze (o appartamenti ad uso vacanza) come motivo di sconto TARI.

Si precisa che la “casa vacanza” che fornisce servizi simili a quelli alberghieri (cambio lenzuola giornaliero, pulizia quotidiana, ecc.), ancorché soggetta ad un regime giuridico ben preciso, potrebbe essere soggetta ad una tassazione TA.RI. diversa o particolare. Il cittadino contribuente può chiedere specifiche informazioni presso gli sportelli del Comune.

Modello richiesta di riduzione per abitazioni per “non residenti”

Qui sotto puoi scaricare un fac-simile di richiesta di attribuzione riduzione per casa occupate come persone che non “risiedono”


Ulteriore agevolazione per abitazioni vacanze da non residenti

Le abitazioni occupate per uso stagionale o saltuario, oltre alla riduzione come “non residenti” possono ottenere anche un’altra agevolazione. Nella parte variabile può essere attribuita solo una persona anziché tutto il nucleo familiare. Ma ciò può variare da comune a comune. A tale proposito, quindi, è bene consultare i vari regolamenti comunali i quali chiariscono tutti i dubbi in merito. E’ possibile informarsi anche presso gli uffici comunali.

La soluzione più equa e ragionevole, a fini della tassazione sulla Tassa Rifiuti, è quella di far pagare il tributo sulla base dei rifiuti prodotti. Si tratta del cosiddetto “metodo normalizzato“. In effetti, tassare sulla base dei mq o sul nucleo familiare (nei casi di abitazioni per residenti) potrebbe sembrare non equo. Ma sono diverse le sentenze che stanno spostando la materia su questo orientamento. Il metodo normalizzato, che consente di pagare solo i rifiuti che si producono è senz’altro più giusto.

Adempimenti TARI per le case vacanze e seconde case

Nel momento in cui si acquista (o si prende in locazione) una abitazione destinata per “uso vacanza” (o una qualunque seconda casa), bisogna inserire la casa a ruolo TARI. In genere, sono gli uffici tributi (o uffici TARI) che se ne occupano. Alla domanda di inserimento a ruolo bisogna allegare dei documenti. Questi possono variare a seconda dei Comuni.

In genere, comunque, vanno allegati:


  • Visura catastale della casa o, in alternativa, l’indicazione dei soli dati catastali;
  • Planimetria della casa;
  • Copia del contratto di affitto (nei casi di locazioni) o atto notarile (nel caso in cui l’immobile è stato acquistato).

La planimetria e la visura servono per la determinazione dei mq da inserire a ruolo. Inoltre, la visura è una conferma sulla proprietà dell’immobile. Se l’immobile non è di proprietà, la visura serve per confermare i dati del locatore proprietario. La copia del contratto di affitto è una conferma della locazione e del conseguente diritto ad occupare l’immobile. Per avere lo sconto TARI per “case ad uso vacanza” o per le seconde case (se previsto dal comune) bisogna fare la dichiarazione di “non residenza” nella domanda.

L’inserimento a ruolo, da diritto ad avere i relativi contenitori per i rifiuti. Ti consigliamo, però, di verificare i regolamenti comunali. Di questo bisogna informarsi presso gli uffici comunali preposti. Tali uffici possono essere quello “tecnico” o lo stesso ufficio tributi o ufficio TARI. I vari comuni possono gestire il servizio in maniera differente. Ci sono Comuni che hanno l’isola ecologica ed altri che non ce l’anno. Quindi, conoscere le varie realtà è utile.


Fac-Simile istanza di inserimento a ruolo TARI come non residente

Qui di seguito potete scaricare il modello fac-simile della richiesta di inserimento nei ruoli TARI del comune come soggetto “non residente”

Se eravate già a ruolo con diritto a sconto TARI case vacanze o non residenti

Se eravate già a ruolo per la vostra seconda casa e vi accorgete che non vi è stato inserito sconto TARI per case ad uso vacanzenon residenti“, dovete fare una semplice domanda presso il comune. Nella domanda bisognerà indicare i riferimenti dell’utenza (nome e cognome dell’intestatario, codice utenza). L’istanza va presentata in carta semplice. Con la stessa bisognerà chiedere l’applicazione del beneficio della “non residenza”. Qui di seguito è possibile scaricare il fac-simile della richiesta:

Richieste di rimborso per riduzione non applicata

Intanto bisogna essere certi che nel regolamento comunale è prevista la riduzione per le “seconde case“. Se malgrado sia stato previsto, lo sconto TARI per case vacanze (o non residenti) non è stato applicato, per uno o più anni, è possibile che voi abbiate pagato delle somme più alte rispetto a quelle dovute. Va anche valutato se l’errore della mancata imputazione della “non residenza” è da imputare all’ente o se è stato un vostro errore.


Nel caso in cui vi siano i presupposti per una richiesta di rimborso, vi sono 5 anni di tempo per presentare la richiesta al comune. In questi casi va fatta molta attenzione in quanto si rischia la prescrizione del diritto se trascorrono i 5 anni dal giorno del pagamento. I termini di prescrizione sono fissati dalla Legge 27 Dicembre 2016, art. 1 comma 161 al comma 167.

Qui appresso è possibile scaricare/utilizzare un modulo fa-simile di richiesta di rimborso TARI a titolo di somme pagate in più per riduzione “non residente” non applicata:

La conferme di utilizzo dell’abitazione

L’obbligo di tassazione sulla Tassa Rifiuti (TARI) va anche accostato alle utenza acqua e luce. Cioè la presenza di una o entrambe le predette utenze può costituire la prova che l’abitazione è, in qualche misura, occupata. Pertanto, per usufruire dell’esenzione totale dalla TARI non bisogna avere attive le utenze acqua ed energia elettrica. Alcuni enti utilizzano anche il parametro dell’abitazione ammobiliata. In pratica una casa con mobilio può costituire una prova dell’utilizzo della stessa fino a prova contraria.

La sentenza della cassazione n. 8383/2013 ha rafforzato la predetta tesi. Tale sentenza considera vincolante, ai fini della tassazione TARI, la presenza o meno degli allacci alle reti idriche ed elettriche o la presenza o meno dei mobili. Pertanto, sembra pacifica la tesi secondo cui l’assenza di utenze o di mobili giustifica ampiamente l’esclusione dal tributo. Nei casi in cui i comuni hanno come vincolo di esenzione dalla TARI l’assenza di mobili, i relativi addetti possono riservarsi il diritto di fare un sopralluogo a conferma di ciò. Se si tratta di “case ad uso vacanze” (o seconde case) da inserire a ruolo, l’utente può verificare se hanno i requisiti per uno sconto TARI.


Riduzioni per IMU, TASI e Canone Acqua

Lo sconto TARI per case utilizzate per affitti estivi (vacanze) o per le seconde case in genere, può anche essere previsto per altri tributi comunali. I Comuni, quindi, possono attribuire ulteriori benefici. E’ necessario, però, approvarli con apposito regolamento. Gli altri tributi che possono essere interessati da queste riduzioni sono IMU (Imposta Municipale Unica), TASI e Canone Acquedotto. Abbinati a Canone Acqua vi sono anche i canoni di depurazione e fognatura.

Bisogna anche verificare attentamente i regolamenti per capire se i Comuni hanno previsto dei limiti ISEE per concedere le riduzioni. Va anche ricordato che la proprietà della seconda casa (se con valore superiore a 30.000 Euro) non da diritto al Reddito di Cittadinanza. Qui appresso un altro link relativo ad un articolo che parla del reddito di cittadinanza.

Un altra importante riduzione è quella concessa da diversi comuni per l’utilizzo della compostiera. L’uso di questo contenitore evita di consegnare l’umido dei rifiuti al servizio comunale al fine di produrre “compost” che è un concime naturale per piante ed ortaggi. Cliccando sul seguente link puoi leggere un dettagliato articolo sulla riduzione TARI per l’uso della compostiera.


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