Fognatura e depurazione si pagano ?

Fognatura e depurazione si pagano ?

Come dice il titolo di questo articolo: In bolletta Acqua i canoni fognatura e depurazione si pagano ? Se volete verificare la vostra bolletta vi accorgerete che, oltre al canone acqua (che comprende sia la quota fissa che quella a consumo, con le eventuali e relative quote di eccedenza) troverete anche le voci che riguardano proprio i canoni di depurazione e fognatura che, in genere vanno corrisposte in base ad una tariffa al metro cubo deliberata annualmente dai comuni.

Quando va valutato bene se detti canoni di depurazione e fognatura si pagano o meno ??

Un caso piuttosto ricorrente, e certamente da attenzionare, è quello relativo ad utenze fognarie non allacciate alla rete comunale ma dotate di “pozzo nero” privato. Nella maggior parte dei casi, queste utenze sono relative ad abitazioni situate in posti in cui allacciarsi alla rete fognaria del comune è piuttosto complicato. In alcuni casi l’allaccio alla rete fognaria comunale è addirittura impossibile. In altri casi (nettamente inferiori rispetto al primo) la preferenza del pozzo nero fa parte di una esclusiva scelta dell’utente. Nel caso in cui l’allaccio alla rete fognaria è stato fatto dall’utente, i canoni in questione vanno pagati.



Nei casi di cui sopra, bisogna fare molta attenzione alla bolletta acqua (all’interno della quale figurano anche i canoni fognatura e depurazione). Infatti, l’assenza di collegamento alla pubblica rete fognaria da diritto all’utente di essere esentato da questi canoni. Tale diritto scaturisce dal mancato utilizzo dello scarico comunale. Quindi, in questo caso, i canoni di fognatura e depurazione non si pagano.

Di conseguenza l’utente non ha titolo per pagare il canone fognatura (non usufruendo del relativo servizio). Nel contempo non è dovuto neanche il tributo sulla depurazione. Infatti, il mancato riversamento delle acque nere sulla condotta fognaria, non comporterà la depurazione delle stesse acque attraverso l’apposito impianto di depurazione.

E’, pertanto, scontata la tesi secondo cui, in mancanza dei servizi specifici di depurazione e allaccio alla pubblica fognatura da parte degli enti comunali di appartenenza, i canoni di depurazione e fognatura non si pagano. E’ evidente, comunque, che i pozzi neri, laddove realizzati, devono essere costruiti secondo i requisiti previsti dalla legge. Le sedi dell’ASP competenti per territorio o i comuni possono effettuare controlli sulla regolarità di tali pozzi.


Gli eventuali pozzi neri devono essere a norma !!

Sono chiaramente vietati i pozzi neri realizzati in maniera difforme alla legge. Sono tali, per esempio quelli che versano, direttamente nel terreno i liquami in essi contenuti. Ciò, oltre ad essere illegittimo ed anche suscettibile di sanzioni amministrative (ed in certi casi gravi anche sanzioni penali). Inoltre, può anche essere dannoso per la salute pubblica qualora nei pressi di questi pozzi siano presenti altre abitazioni (dotati di pozzi di acqua), sorgenti naturali di acqua o ruscelli.

Pertanto, i pozzi neri (e le fosse settiche o biologiche) devono essere realizzati secondo quanto prescrivono le norme di legge. Devono essere ben schermati, ispezionabili e vanno svuotati, tramite idoneo personale, ogni qualvolta si riempiono. Chiunque possieda un pozzo, magari realizzato tanti anni fa che, per varie ragioni, ha perso i requisiti minimi previsti dalle legge, ha l’obbligo di perfezionarlo e renderlo conforme alle leggi vigenti.
Pertanto, solo coloro che detengono pozzi neri realizzati nel pieno rispetto delle normative non pagano i canoni di depurazione e fognatura .

Se per errore hai pagato detti canoni, come fare per recuperarli ??

Se, adesso, ti accorgi che detti canoni, pur in presenza di pozzo nero, sono regolarmente fatturati dal comune o da organismi debitamente incaricati alla gestione della fatturazione comunale (per esempio ditte private appositamente autorizzazione dagli enti) devi semplicemente fare una apposita istanza scritta (o tramite PEC) con con cui chiedere due cose:

  • il rimborso dei canoni eventualmente pagati e non dovuti. Tale rimborso può essere richiesto fino ai 5 anni precedenti.
  • l’esenzione per il futuro da detti canoni.

La richiesta di rimborso va fatta con le stesse modalità degli altri tributi locali (es. Tassa Rifiuti, IMU, TASI, ecc..). Qui sotto è possibile scaricare un modello di richiesta di rimborso canoni depurazione e fognatura. Il modello dovrà essere personalizzato nei dati anagrafici ed in alcune altre parti come, per esempio, le annualità per le quali si chiede la restituzione delle somme indebitamente versate.


Depuratore assente o non funzionante. Fognatura e depurazione si pagano ?

Un caso a parte è quello in cui gli utenti di un comune siano allacciati alla pubblica fognatura e l’ente non sia dotato di un impianto di depurazione delle acque a valle delle città. Caso simile è quello in cui i comuni abbiano un impianto di depurazione ma “non funzionante”. Occorre, intanto, premettere che ciò non costituisce fatto normale. Infatti, non può essere concepito un riversamento in mare, nei fiumi o nei torrenti di acque fognarie “non depurate” .

Ciò è contro ogni logica di “buon costume” e di civile convivenza ma può anche essere oggetto di reati penali a carico di chi inquina o, ancor peggio, di chi rischia di creare nocumento alla salute pubblica. Quindi, partiamo da un presupposto che gestire con leggerezza l’aspetto della depurazione delle acque fognarie può comportare gravi conseguenze, anche penali .


E’, infatti, inconcepibile accettare realtà comunali in cui questo argomento è affrontato con insensibilità e con poco senso civico . Per esempio, non bisogna inquinare le acque del mare, fiumi o ruscelli con liquami fognari non depurati. A parte l’aspetto del rischio penale per chi sottovaluta queste assurde situazioni, emerge, proprio, una grave sottovalutazione di quello che è il valore della salute pubblica e di come si possa attentare alla stessa mettendo in atto azioni superficiali di puro malgoverno.

La fatturazione senza impianti di depurazione e fognatura. Canoni dovuti ?

Ma torniamo all’aspetto della tassazione sulla depurazione in quegli enti che non hanno i relativi impianti o che gli stessi, pur presenti, non funzionano. Fino a qualche anno fa l’art. 14 della legge n. 36 del 1994 (quasi del tutto abrogata), in un certo senso recitava che i canoni di depurazione e fognatura erano ugualmente dovuti anche in presenza di mal funzionamento degli impianti o assenza degli stessi.

Per la legge preesistente, era normale pagare i canoni di depurazione e fognatura anche in assenza dei servizi connessi visto che le somme pagate andavano impiegate per la realizzazione e gestione delle opere e degli impianti centralizzati di depurazione. Per quanto disciplinato dalla vecchia normativa oggi si fa riferimento alla parte terza del D. Lgs. n. 152/2006.


Questa norma ha rappresentato, per anni, una realtà discutibile considerato che ha portato avanti la tesi impari di un canone anche in assenza del servizio. Per anni, tanti cittadini hanno contestato, a più riprese, l’applicazione di questa norma. Una contestazione legittima che diversi hanno portato davanti alle commissioni tributarie.

Ciò è andato avanti fino al 2015 quando la Corte di Cassazione ha finalmente emesso una qualificata pronuncia con la sentenza n. 25112. Con tale sentenza, la Suprema Corte ha proprio sancito l’illegittimità del predetto art. 14 della Legge n. 36 del 1994 nella parte in cui giustificava il pagamento del canone di depurazione anche in assenza di impianti o inattività degli stessi.

Pertanto è stata determinante la pronuncia della Cassazione. Essa dà una direttiva importante su un aspetto che, fino a quel momento, aveva rappresentato una beffa per i cittadini “utenti”. Pagare un canone senza avere, in cambio, un servizio era senz’altro un’ingiustizia. Quindi, oggi, finalmente, se i servizi di depurazione e fognatura non vengono forniti dai Comuni, i relativi canoni “non si pagano”.

Ma molti si chiedono: Le sentenze della Cassazione che valore hanno ??

Questo è un interrogativo importante che va, senz’altro, affrontato e chiarito nei confronti di tutti quei cittadini desiderosi di far valere questa sentenza nei confronti dei vari comuni. Va sottolineato che l’unico organo che può abrogare delle leggi è la Corte Costituzionale. Ed allora, la domanda che tutti si faranno è: ma le sentenza della corte di Cassazione che valore hanno ??


La risposta è la seguente. La Suprema Corte è indubbiamente uno tra i più importanti ed autorevoli organi del sistema giurisdizionale italiano. Le sue sentenze se, da un dato, non hanno il potere di eliminare una legge dall’altro rappresentano ugualmente una fonte autorevole se citate di fronte ad un qualunque giudice.

Di conseguenza, se un cittadino decide di adire le vie legali contro un ente che si oppone alla eliminazione del canone di depurazione in assenza dell’impianto, i legali di quel cittadino potranno senza dubbio utilizzare, come importante scudo, la predetta sentenza della Corte di Cassazione. Ciò nella certezza che il giudice chiamato a pronunciarsi sulla fattispecie, darà a quella sentenza una importanza commisurata all’organo che l’ha emessa.

E non v’è dubbio che la Corte di Cassazione è uno degli organi di alto livello della giustizia italiana. Un consiglio che, comunque, mi sento di darvi è questo: prima di decidervi di seguire le vie legali a sostegno di un vostro diritto contro qualunque ente, chiedete sempre allo stesso ente di riconoscervi tale diritto. In assenza dei servizi di fognatura e depurazione i relativi canoni non si pagano !! E’ una questione di giustizia tributaria !!


Prima di un ricorso ufficiale fate una richiesta di annullamento “in autotutela”

Pertanto, se il vostro diritto è avere riconosciuta l’eliminazione dei canoni di depurazione e fognatura, visto che gli stessi non si pagano in assenza dei relativi servizi, dovete inviare al Comune una richiesta di annullamento “in autotutela”. L’istanza va presentata in carta semplice allegando un documento di riconoscimento. Nel caso in cui il comune rigetta la vostra richiesta, potete decidere di adire o meno le vie legali.

Qui sotto potete scaricare il modello di richiesta di annullamento “in autotutela” dei canoni di depurazione e fognatura .

Nel caso in cui il Comune vi ha fatturato tale canone anche per le annualità arretrate, potete anche valutare di presentare una richiesta di rimborso. Chiaramente, se il comune non vi ha riconosciuto l’annullamento, probabilmente non vi approverà neanche il rimborso. Resterà a voi la decisione di seguire altre strade. In ogni caso, la richiesta sopra citata sarà utile per bloccare la prescrizione in attesa della pronuncia del giudice


Cosa significa tutto questo ??

Significa che il diritto al rimborso di tributi comunali non dovuti si prescrive in 5 anni dal giorno del pagamento. Se, nel caso di ricorso per vie legali, si arriverà a sentenza del giudice dopo due anni dal giorno del ricorso, rischiate di perdere le corrispondenti due annualità per sopravvenuta prescrizione se non presentate una richiesta che interrompe i termini.

La richiesta di rimborso, infatti, contribuisce a bloccare i termini e, se il giudice vi da ragione, potete far leva sulla richiesta precedentemente presentata (richiamandola con una nuova istanza) chiedendo l’effettivo rimborso per gli anni indicati nella nota inoltrata due anni prima. Ribadendo, quindi, i canoni di fognatura e depurazione non si pagano allorquando i relativi servizi non vengono resi al contribuente.

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