Accertamento comunale IMU e TASI

Accertamento comunale IMU e TASI

Se il vostro pagamento per IMU e TASI è stato effettuato in misura inferiore rispetto all’importo dovuto totale o nel caso in cui in cui, per dimenticanza o altri motivi, avete omesso il versamento, quasi certamente vi sarà notificato un avviso di accertamento comunale IMU e TASI. Ma può anche accadere che l’avviso di accertamento venga emesso dal comune per un mero errore. L’errore può essere dipendente, per esempio, da un mancato aggiornamento della banca dati degli immobili. In ogni caso, bisogna fare molta attenzione ai termini di scadenza dell’accertamento IMU o TASI. Infatti, entro 60 giorni il contribuente può pagare o fare ricorso.

Ma può anche capitare che l’avviso di accertamento comunale IMU o TASI scatti per il fatto che negli uffici non siano arrivate una o più ricevute di versamento. Quello del mancato arrivo di una ricevuta presso gli uffici IMU o TASI è un fatto piuttosto ricorrente. Ma più che sotto forma di ricevute, oggi i versamenti IMU e TASI giungono al Comune tramite dei files. Tali file provengono dall’Agenzia delle Entrate presso cui il contribuente effettua il pagamento.



Com’è noto, per effettuare i versamenti IMU o TASI viene utilizzato il modello F24. Il sistema dei pagamenti a mezzo F24 è gestito dall’Agenzia delle Entrate che, una volta ricevuto il pagamento, provvede a smistarlo all’ente competente in base al codice comune che si rileva dal modello stesso. Pertanto, se nel modello F24 viene indicato un codice relativo al Comune di Roma, l’Agenzia delle Entrate provvederà a riversare quelle somma su tale Comune.

Come è possibile che un versamento IMU o TASI, fatto con F24, non arriva al Comune ?

E’ molto probabile che un versamento TASI o IMU vada a finire su un altro Comune anziché sull’ente corretto. Infatti, basta sbagliare un numero o la lettera del codice Comune ed il versamento va a finire ad un altro ente. Questo può accadere per vari motivi. Uno dei motivi è l’errata digitazione (in buona fede) del codice Comune da parte dei dipendenti preposti alla gestione del versamento.

Se capita, ovviamente, l’errore è effettuato in piena buona fede o per distrazione. Magari, il più delle volte capita quando il modello F24 è scritto a mano. Un rimedio a questo problema potrebbe essere l’introduzione della lettura ottica dei modelli F24. La lettura ottica dei modelli, può ridurre, senz’altro, al minimo, questo tipo di errori visto che sarà una macchina a leggere automaticamente tutto il contenuto dei modelli F24.


Ma l’errore può anche essere fatto dallo stesso contribuente se sbaglia a digitare il codice durante un pagamento effettuato, in proprio, mediante l’utilizzo della procedura “Home Banking“. E’ a tutti noto, infatti, che, tramite internet, ognuno di noi può entrare nel proprio conto corrente ed effettuare, in proprio una serie di operazioni (per esempio, pagamento F24, bonifici, acquisti di azioni o fondi comuni di investimento, ecc..).

Cosa fare se un versamento IMU o TASI va a finire, per errore, ad un altro Comune ?

Se, per i motivi espressi nel precedente paragrafo, il versamento per I.M.U. o TA.SI. va a finire ad un altro Comune non bisogna preoccuparsi. Se l’utente si accorge subito dell’errore, può effettuare immediatamente una richiesta di rimborso al comune presso cui ha inviato i soldi per errore.
Chiaramente, sarà un disagio ma i soldi saranno senz’altro recuperati.

Il Comune procederà ad effettuare il rimborso entro 180 giorni. Se si segue la linea del rimborso, bisognerà, poi effettuare il versamento al giusto comune. In tal caso, si può utilizzare il metodo del ravvedimento operoso. Col ravvedimento, in questo caso, il contribuente non dovrà versare sanzioni. Ciò in quanto si è solo trattato di un errore formale di codice Comune. Dovrà, però, versare gli interessi legali. Aderendo al ravvedimento l’utente eviterà un accertamento comunale IMU e TASI ma dovrà farlo entro certi termini di scadenza.

Qui di seguito il link per leggere un articolo dettagliato sul ravvedimento operoso. Per far giungere il pagamento al Comune corretto si può anche effettuare una richiesta di riversamento delle somme. In tal caso, il riversamento verrà effettuato tramite dei conti Banca d’Italia sempre entro 180 giorni dalla richiesta del contribuente. Può accadere che il contribuente si accorgerà del problema solo dopo avere ricevuto l’avviso di accertamento IMU o TASI da parte del Comune (si consiglia di tenere d’occhio anche i termini scadenza).


L’utente, infatti, dopo avere ricevuto l’avviso, si recherà al Comune esibendo le ricevute di versamento e chiedendo l’annullamento dell’accertamento. E sarà in quel caso che il problema verrà a galla. Infatti, l’spetto anomalo sarà quello che nella ricevuta di versamento ci sarà il codice Comune corretto mentre, di fatto, il versamento è giunto al comune sbagliato. Questo perché, in effetti, l’errore sta nella digitazione errata del codice belfiore (detto anche codice Comune).

Il riscontro del versamento presso l’Agenzia delle Entrate

Tale incongruenza, comunque, può essere facilmente riscontrata presso la sede dell’Agenzia delle Entrate. Se, infatti, vi recherete presso l’Agenzia Entrate, i dipendenti possono confermarvi quel’è il Comune che ha effettivamente ricevuto le somme. Se poi, l’utente, è in possesso delle credenziali “Fisconline“, può verificare da solo, entrando nella posizione, quale è stato il Comune che ha ricevuto le somme. Consigliamo a tutti l’utilizzo dell’account “Fisconline” in quanto vi dà la possibilità sia dell’accesso al “cassetto fiscale” (e cioè un cassetto virtuale in cui è possibile trovare, anno per anno, tutti i versamenti effettuati con F24) sia di usufruire di una serie di utili servizi.


La richiesta di annullamento dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI

Se l’avviso di Accertamento comunale IMU e TASI è scattato per l’errore sul codice del Comune, non è un problema. L’avviso, infatti, sarà, certamente annullato o sospeso nell’attesa del riversamento delle somme dal Comune in cui il versamento è arrivato indebitamente. Se l’accertamento è scattato per un problema diverso allora bisognerà valutare, con attenzione, tutto l’avviso per individuare i motivi.

Nel caso di dubbi, bisogna chiedere spiegazioni presso l’ufficio che lo ha emesso. Se l’avviso di accertamento comunale IMU e TASI è corretto e le somme richieste dal Comune sono giuste, occorre effettuare il versamento richiesto dall’ente considerando i termini di scadenza indicati. In ogni caso, per verificare l’accertamento è bene sempre farsi assistere da persona competente e di fiducia (professionista addetto, commercialista, ragioniere, CAF, sindacato).

L’avviso di accertamento, infatti, va verificato sotto vari profili. Occorre una certa competenza tecnica per capire se occorre pagarlo o no. Vanno, cioè, verificati vari aspetti del provvedimento di accertamento comunale IMU e TASI come, per esempio, versamenti, calcolo dell’imposta, verifica degli immobili, riscontro delle rendite catastali degli immobili, termini di scadenza, eventuale diritto a riduzioni su immobili inagibili, date di acquisizione degli immobili, valori venali delle aree edificabili, ecc.


La verifica deve essere attenta ed anche professionale anche perché vi sono casi in cui l’importo richiesto raggiunge cifre considerevoli. Nel caso in cui il professionista che avete incaricato per la verifica dell’avviso, riscontrerà un errore nell’avviso stesso, ritenendo corretta la vostra posizione, allora occorrerà effettuare una richiesta di annullamento dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI entro i termini di scadenza indicati nel provvedimento. Il professionista vi darà un importante aiuto da questo punto di vista. Se volete, potete anche utilizzare i moduli sottostanti per presentare, al Comune, le richieste di annullamento-sgravio dei provvedimenti di accertamento IMU o TASI.

Versamento IMU o TASI in autotassazione

Il pagamento comunale IMU o TASI deve essere fatto dal contribuente in autotassazione in quanto il Comune non è tenuto ad inviare a casa, in via ordinaria, gli F24. Questo significa che l’utente, conoscendo la scadenza dei termini annuali (16 Giugno per l’acconto e 16 Dicembre per il saldo) deve provvedere, autonomamente, ad effettuare i relativi versamenti.

Autonomamente significa che l’utente può provvedere da solo a calcolarsi il tributo dovuto e versarlo al Comune tramite gli appositi canali di pagamento (F24, bonifico bancario, bonifico postale, ecc.). Oppure, se non sa calcolarsi il tributo da versare e realizzarsi il modello per pagare, può rivolgersi ad un consulente, commercialista, ad un CAF o Sindacato. Come detto sopra, il cittadino può auto-calcolarsi l’importo dei tributi da versare se è abbastanza pratico e competente sull’argomento.

Oggi esistono anche diversi portali che consentono il calcolo di IMU e TASIon line” e la relativa stampa dei modelli F24. Anche la gran parte dei siti comunali italiani mette a disposizione dei “tools” che danno la possibilità, ai rispettivi cittadini, di auto-determinarsi l’importo da versare. Se sarà il contribuente stesso a calcolarsi l’importo dovuto, dovrà, chiaramente, informarsi sulle aliquote deliberate dai comuni per IMU e TASI.


Le delibere di approvazione delle aliquote IMU e TASI

I comuni, annualmente, approvano aliquote e tariffe IMU e TASI e su ogni altro tributo comunale. A farlo sono i Consigli Comunali o le Giunte Municipali. La scadenza per l’approvazione delle aliquote e tariffe sui tributi comunali è fissata, in genere, in corrispondenza di quella prevista per l’approvazione del bilancio di previsione, per esempio 28 febbraio o a volte 31 Marzo in caso di proroga (articolo 1, comma 169, legge 296/2006).

Le approvazioni delle aliquote e delle tariffe tributarie deve precedere quella del bilancio di previsione, considerato che le stesse costituiscono allegati obbligatorio del bilancio. Inoltre, rappresentano il logico presupposto per giustificare la previsione iscritta nell’entrata del bilancio. Nel caso in cui alcune aliquote o tariffe non vengono approvate, rimangono vigenti quelle dell’anno precedente.

Le delibere sono pubblicate on line in vari siti. Preliminarmente, le delibere sono pubblicate nei rispettivi siti dei comuni (ciò per espressa prescrizione di legge). Basta scegliere la sezione giusta dei portali comunali per trovare, con molta semplicità, le copie delle deliberazioni. In tali provvedimenti ci saranno sia le aliquote che anche eventuali altre misure approvate sulle predette materie IMU e TASI.


Ma le delibere IMU e TASI, insieme anche ai rispettivi regolamenti, possono essere trovati anche su altri siti. Primo tra tutti è il sito del Ministero dell’economia e delle Finanze (MEF) sul quale, i comuni sono obbligati a pubblicare le deliberazioni in materia. Anche il sito amministrazionicomunali.it è un ottimo portale per il calcolo dei tributi IMU e TASI e per la consultazione delle delibere sulle aliquote e regolamenti.

Cosa contiene un accertamento comunale IMU e TASI ?

Un avviso di accertamento IMU o TASI deve essere completo, intellegibile e contenere anche sufficienti specificazioni oltre ai canonici termini di scadenza. Indichiamo, qui di seguito, cosa deve contenere soprattutto:

  • Dati anagrafici del contribuente (nome, cognome e Codice Fiscale) compreso il corretto indirizzo di residenza;
  • I riferimenti deliberativi sulle aliquote comunali;
  • L’elenco degli immobili di proprietà del contribuente con le relative rendite e dati catastali, percentuali di possesso, ecc.;
  • Il riepilogo dell’imposta di base dovuta;
  • l’importo già versato (nei casi di insufficiente versamento);
  • il conteggio del 30% di sanzione applicata ai sensi del Decreto legislativo del 18/12/1997 n. 471;
  • Gli interessi legali;
  • Le spese di notifica;
  • L’indicazione della possibilità di ricorso presso la Commissione Tributaria ai sensi del D. Lgs. 546/1992 e successive modificazioni;
  • Sottoscrizione del responsabile del procedimento.

A prescindere dalla possibilità di ricorso presso la commissione tributaria, secondo le modalità previste dal sopra citato D. Legislativo n. 546/1992, l’utente ha anche la possibilità di presentare anche un ricorso in “autotutela” presso lo stesso Ufficio Tributi che ha emesso l’atto. Il ricorso in autotutela tende ad acquisire un riesame del provvedimento di accertamento da parte dell’ufficio che lo ha emesso. Eventualmente, il contribuente può anche presentare ulteriori elementi o documenti, ai sensi dell’art. 7 della Legge 27 luglio 2000, n. 212. Detta “istanza in autotutela” e la relativa fase di istruttoria comunale non sospendono il termine di 60 giorni utile per la presentazione del ricorso alla Commissione Tributaria.


Il ricorso alla Commissione Tributaria contro l’accertamento IMU – TASI

Il contribuente che ha ricevuto un accertamento per IMU o TASI può decidere, autonomamente (o su suggerimento dell’eventuale consulente o CAF), di contestarlo mediante ricorso alla Commissione Tributaria. Può seguire questa linea solo dopo l’eventuale diniego alla richiesta di annullamento già presentata precedentemente con “ricorso in autotutela“. Oppure l’utente può anche decidere di interpellare la Commissione Tributaria subito dopo avere ricevuto l’Accertamento comunale IMU e TASI senza presentare al Comune la richiesta di annullamento in autotutela.

Si tratta di scelte chiaramente personali rimesse al contribuente. La scelta di ricorrere alla Commissione Tributaria deve, però, essere effettuata con una certa logica e facendo una ragionevole valutazione costi-benefici. Tale ricorso, infatti, ha dei costi che devono essere valutati in funzione di quello che è l’importo dell’accertamento comunale IMU e TASI. Vi sono costi di marche da bollo, onorari del professionista (avvocato o commercialista), spese di viaggio, ecc. che vanno attenzionati prima di decidere di affrontare un ricorso importante come è quello presso la Commissione Tributaria.

La notifica dell’avviso di accertamento comunale IMU e TASI

L’Accertamento comunale IMU e TASI, nei casi di omesso o insufficiente versamento, deve essere notificato mediante una delle forme previste dalla legge ed entro 5 anni. Se notificato oltre tale termine, interviene la prescrizione. Nei casi di “utenti non residenti” può essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure utilizzando i messi notificatori del paese in cui l’utente è residente. Se il contribuente è residente nello stesso comune che ha emanato il provvedimento, l’accertamento IMU o TASI, può essere notificato tramite i messi notificatori locali oppure può essere spedito per posta.


Nei casi di raccomandate può essere utilizzata sia “Poste Italiane S.p.A.” che una della varie ditte di “Poste Private” che oggi sono legalmente autorizzate alla spedizione della posta. La notifica deve essere effettuata entro il 5° anno successivo a quello d’imposta interessato dall’accertamento. Per esempio, se avviso di accertamento riguarda l’anno 2016, la notifica al contribuente, dell’avviso di accertamento, va fatta entro il 31 Dicembre del 2021.

I termini prescrizionali sono previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Legge Finanziaria 2007), art. 1, commi dal comma 161 al comma 167. La notifica degli avvisi di accertamento IMU e TASI (come anche per gli altri tributi) va fatta alla persona interessata o anche ad un componente del nucleo familiare, fatte salve tutte le eventuali eccezioni previste dalla legge.

Il Ravvedimento Operoso per IMU e TASI per evitare l’accertamento

Se per dimenticanza, o per qualunque altro motivo, non avete pagato IMU o TASI, vi è possibile rimediare se effettuerete il pagamento entro un anno dalla scadenza naturale. Il rimedio sta nel “Ravvedimento Operoso“. Il ravvedimento, quindi, vi consente di regolarizzare la vostra posizione tributaria e vi evita un Accertamento comunale IMU e TASI. Il ravvedimento è stato introdotto con la Legge n. 472/1997, all’art. 13 e consente, proprio, di mettersi a posto dal punto di vista tributario nei casi di mancato, omesso o insufficiente pagamento di imposte e tributi vari.

Qualche anno fa le regole sul ravvedimento operoso sono state un po cambiate in senso favorevole per il contribuente. Ciò è stato fatto col D.L. n. 193 del 22 Ottobre 2016 convertito dalla Legge 1 dicembre 2016, n. 225. I vantaggi tributari, pertanto, sono enormi se si decide di aderire al ravvedimento operoso. Verrà pagata l’imposta di base con l’aggiunta di minime sanzioni e bassissimi interessi. In mancanza di adesione, l’ente emetterà un avviso di accertamento, per insufficiente od omesso versamento, comprensivo di sanzione del 30% oltre interessi legali.


Accertamento IMU – TASI su immobili espropriati

Può accadere che un comune vi notifica un accertamento su un immobile già a voi espropriato per la realizzazione di una strada, piazza o altre aree pubbliche. Se ciò vi è accaduto, non preoccupatevi. Probabilmente, per un problema da accertare, l’immobile espropriato non è stato volturato al comune e risulta ancora a voi intestato al catasto. In questo caso basta fare una semplice richiesta di annullamento presso l’ente che vi ha notificato l’accertamento, specificando i motivi. Alla richiesta bisogna allegare un documento di riconoscimento.

Agevolazioni per i cittadini italiani residenti all’estero

Riguardo l’IMU, la TASI ed anche la TARI (Tassa Rifiuti) i cittadini italiani residenti all’estero godono di importanti agevolazioni concessi dalla legge. Hanno diritto ai benefici connessi all’abitazione principale IMU e TASI ma a delle condizioni che elenchiamo qui di seguito:

  • L’abitazione non deve essere locata;
  • Devono essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero);
  • Devono essere pensionati nel paese estero di residenza.

Se in possesso dei predetti requisiti, i cittadini italiani residenti all’estero avranno un’importante riduzione anche sulla Tassa Rifiuti. Avranno, infatti, una riduzione del 66,67%.


Novità 2019 sui tributi comunali

La recente legge di bilancio 2019 ha introdotto importanti novità sui tributi comunali. Cliccando sul seguente link potete leggere tutti i dettagli. Novità tributi comunali 2019. Cliccando sul seguente link potete leggere un interessante articolo sulla mensa scolastica.

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