Novità 2019 sui tributi comunali locali

Novità 2019 sui tributi comunali locali

Con la legge di bilancio 2019 vi sono state varie novità che hanno interessato i tributi comunali. Tale legge è la n. 145 del 30 Dicembre 2018. Questa norma contiene diverse novità, per l’anno 2019, in tema di tributi comunali. Il Ministro degli Interni, per mezzo del Decreto n. 7 Dicembre 2018, ha deciso che il bilancio di previsione 2019-2021 va approvato entro il 28 Febbraio.

Negli stessi termini possono essere approvate le aliquote IMUTASI e le tariffe sugli altri tributi comunali (canone acqua, tosap, pubblicità, ecc.). Anche eventuali regolamenti comunali possono essere approvati entro lo stesso termine del 28 Febbraio. La legge di bilancio 2019 non ha previsto il blocco delle tariffe ed aliquote sui tributi comunali. Queste ultime, quindi, potrebbero essere aumentate.



Con la medesima legge di bilancio 2019, il legislatore ha anche approvato un raddoppio della deducibilità sul reddito di lavoro autonomo e d’impresa per l’IMU pagata sui beni immobili strumentali. I beni immobili strumentali sono quei fabbricati intestati ad una attività ed utilizzati per lo svolgimento del lavoro. L’aliquota di deduzione passa, quindi, al 40 % dal precedente 20 % (Art. 14, comma 1, D. Lgs. 23/2011).

Nelle novità 2019 sui tributi comunali vi è anche l’agevolazione per l’IMI (relativa alla provincia autonoma di Bolzano). Stessa agevolazione è stata prevista anche per l’IMIS (riguardante l’altra provincia autonoma di Trento). Nessun tributo può essere portato in deduzione per ciò che concerne l’IRAP. (Imposta Regionale sulle Attività Produttive).

Novità su ICP (Imposta comunale pubblicità e diritti pubbliche affissioni)

La Legge n. 145 del 30 Dicembre 2018, ha introdotto due novità sull’Imposta Pubblicità. La prima è quella prevista dall’art. 1, comma 917. Questa variazione fa leva sulla Sentenza n. 15/2018. In pratica, tale sentenza annulla le delibere di aumento delle tariffe relative all’Imposta sulla Pubblicità approvate fino al 26/06/2012. L’inefficacia è, comunque, valida per le annualità dal 2013 al 2018. Resta confermata per l’anno 2012.


Gli aumenti tariffari, approvati dal 2013 al 2018, pertanto, vanno restituiti agli utenti. La legge di Bilancio 2019, facendo leva su tale e predetta sentenza, ha concesso ai comuni la possibilità di dilazionare, in un massimo di 5 anni, questi rimborsi agli utenti. Proseguendo con le novità fiscali 2019 sui tributi comunali, si riporta la seconda importante modifica introdotta dal comma 919 della stessa legge n. 145/2018. Questa novità riguarda lo sblocco degli aumenti tariffari sulla ICP.

Detta modifica dà la possibilità ai Comuni di prevedere degli aumenti fino ad un massimo del 50% per le superfici superiori a mezzo metro quadrato. Verranno arrotondate al mezzo metro quadrato successivo le frazioni superiori al mezzo metro quadrato. Le tariffe originarie sono quelle previste dal D. Lgs. n. 507/93. Sono tanti i Comuni che non hanno mai apportato aumenti alle predetti tariffe del 1993 previste, proprio, dal decreto istitutivo dell’imposta.

In effetti, i Comuni che non hanno mai ritoccato tali tariffe si ritrovano nella necessità di apportare degli aumenti. Infatti, questi enti si ritrovano tariffe “fuori mercato” istituite molti anni addietro (nel 1993). Ogni comune, adesso avrà la facoltà di apportare degli aumenti e, a tal proposito, ogni ente si confronterà con i rispettivi bilanci prima di deciderà l’eventuale entità dell’aumento. Come sopra citato, i possibili aumenti non potranno superare il 50% e solo sulle superfici superiori al mezzo metro quadrato.

Novità – Proroga agevolazioni su calamità regioni del centro Italia

La legge di bilancio 2019 ha previsto anche delle novità favorevoli alle popolazioni vittime di importanti calamità naturali e relative ai tributi comunali. L’art. 1, comma 759 della predetta legge ha prorogato le agevolazioni, per l’anno 2019 e 2020 alle imprese aventi sede nelle Regioni
Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo che sono state colpite dal terremoto del 2016. Queste imprese avevano già usufruito delle prime agevolazioni disposte dal D.L. n. 50/2017 convertito nella legge 21 giugno 2017, n. 96.


Nella sostanza, tutte le imprese aventi domicilio fiscale nei Comuni rientranti nella “zona franca“, cioè quella che delimita tutti comuni colpiti dal sisma del 2016, avevano già usufruito della esenzione di una serie di tributi nazionali e locali. Tale esenzione era legata alla perdita del 25% del fatturato registrata da queste imprese nel periodo 1 Settembre 2016 – 31 Dicembre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Queste agevolazioni oltre ad essere confermate per gli anni 2019 e 2020 alle imprese già esistenti, sono state estese ad altre aziende che avvieranno, entro la data del 31/12/2019, una nuova attività all’interno del perimetro della stessa “zona franca” urbana (ZFU). I tributi interessati dall’esenzione sono IRPEF, IRAP, contributi previdenziali ed IMU.


Novità – Proroga 2019 agevolazioni per Tributi Comunali per calamità Emilia Romagna

Le novità sulla legge di bilancio 2019 hanno interessato la proroga delle esenzioni dei tributi comunali (IMU) per i Comuni dell’Emilia Romagna interessati dal sisma del 2012. L’esenzione (stabilita con l’art. 1, comma 985, legge 145/2018) riguarda le abitazioni distrutte dal terremoto. L’esenzione dell’Imposta municipale Unica è stata deliberata fino alla ricostruzione degli immobili. E’ stato, comunque, stabilito il limite massimo del 31 Dicembre 2019 al di la del quale non può essere più concessa l’agevolazione (salvo ulteriori proroghe). Questa proroga ha integrato D.L. 16 ottobre 2017, n. 148 convertito con Legge n. 172/2017.

Novità – Proroga 2019 sui Tributi comunali per il Sisma del centro Italia

Per le regioni colpiti dal sisma del Centro Italia del 2016, sono stati prorogati al 1 Giugno 2019 i termini per i versamenti dei tributi già sospesi. Inoltre, adesso, saranno 120 anzichè 60. Il comma che ha introdotto questa agevolazione per i cittadini delle zone colpite dalla calamità naturale è il n. 991 (art. 1 Legge n. 145/2018).

Altro beneficio è la proroga dell’esonero da IMU e TASI in favore degli immobili distrutti o inagibili (comma 993, art. 1, Legge 145/2018). I beneficiari sono le vittime del terremoto del Centro-Italia del 2016. E’ stata, anche, spostata al 1 Gennaio 2020 la sospensione dei termini per la notifica di cartelle di pagamento dei pagamenti INPS. La proroga ha, anche, interessato altri tributi, compresi quelli comunali. Quest’ultima proroga è stata fissata dal comma 994, art. 1 Legge n. 145/2018.


Per le stesse regioni del centro, colpite dal terremoto del 2016, i commi 997 e 998 hanno esentato dall’Imposta sulla Pubblicità (per le insegne di esercizio) e dalla TOSAP. I comuni interessati dal beneficio sono stati inseriti nel D.L. del 17 Ottobre n. 189 sugli allegati n. 1, 2 e 2 bis.

Novità – Proroga 2019 sui Tributi comunali per la zona di Genova

Proroga anche per le esenzioni concesse alla “zona franca” di Genova già concesse per il 2018. La proroga interviene fino al 31 Dicembre 2019. Le agevolazioni sono state anche concesse alle imprese che apriranno un’attività nella predetta “zona franca” di genova. Tra le altre cose è stata prevista l’esenzione dell’IMU per gli immobili siti in tale zona ed utilizzati per lo svolgimento di un’attività.

Il ritorno degli incentivi per gli Uffici Tributi Comunali

Col la legge di bilancio 2019 ritornano gli incentivi per gli Uffici Tributi Comunali per le attività di recupero delle morosità IMU e TASI (Comma 1091, art. 1, Legge 145/18). La misura massima dell’aggio è del 5% sul maggiore importo incassato nell’anno precedente e certificato dal conto consuntivo. Secondo tale norma, il bilancio di previsione ed il conto consuntivo devono essere approvati nei tempi previsti (entro il 28 Febbraio). Gli incentivi saranno utilizzati per finanziare:

  • le risorse strumentali degli uffici tributi;
  • il salario accessorio del personale che ha partecipato alle attività di recupero.

Anche i dipendenti con qualifica dirigenziale possono essere destinatari degli incentivi. Il Comune dovrà prevedere le modalità gestione del beneficio in un regolamento (con approvazione in Consiglio Comunale). Se il Regolamento è già esistente, basta modificarlo. Questi incentivi possono essere estesi ad attività di recupero di tributi statali.


In ogni caso, per tutte le attività di recupero (su tributi statali e locali) occorre l’approvazione delle somme in un’apposita contrattazione. I dirigenti degli uffici tributi dovranno, poi, predisporre le determine di liquidazione. Va sottolineato che le somme integrative percepite dal personale, a seguito delle predette attività, non possono superare, complessivamente, il 15% del trattamento tabellare annuo lordo per ogni singolo dipendente.

Novità comodato gratuito IMU-TASI

Il comma 1092 della medesima legge 145 ha integrato quanto già disciplinato dalla legge di stabilità 2016 riguardo il comodato gratuito IMU e TASI. Il predetto comma 1092, in caso di morte del proprietario, ha esteso i benefici della riduzione del 50% per IMU e TASI, anche all’eventuale coniuge in presenza di figli minori. Sarebbe, comunque, meglio che il Ministero delle Finanze desse dei chiarimenti aggiuntivi su tale fattispecie.

Infatti, il coniuge ed i figli (sia minorenni che maggiorenni) diventano giuridicamente eredi sin da subito. Quindi, sarebbero già proprietari, sin da subito, con le rispettive quote legittime di possesso dell’immobile. I dubbi interpretativi sulla predetta modifica potrebbero nascere dal fatto che da proprietari è perfettamente normale usufruire dei benefici del comodato gratuito.


Tassa Rifiuti – Proroga su criteri di bollettazione

Il comma 1093 dell’art. 1 della medesima Legge n. 145/2018, ha prorogato i termini per l’applicazione del “metodo normalizzato” alla Tassa Rifiuti (TARI). Tale metodo sarebbe quello che vuole il pagamento della tassa in funzione del principio di “chi inquina paga“. Nella sostanza è il metodo in base al quale la Tassa Rifiuti dovrà essere pagata in base alla quantità dei rifiuti prodotti. In Italia questo sistema è già utilizzato da diversi Comuni.

Ma la gran parte degli enti non ha ancora applicato il predetto “metodo normalizzato“. Ci sarà tempo fino al 2019 per poterlo fare. Nelle more, tali comuni che non hanno ancora applicato il sopra citato metodo, possono, probabilmente, continuare ad applicare gli stessi parametri già utilizzati in precedenza (cioè mq e nucleo familiare per le civili abitazioni e solo mq per le attività).

Prorogata la maggiorazione TASI dello 0,8 per mille

Per far comprendere meglio questa novità 2019 è giusto fare una piccola premessa sui tributi comunali locali IMU e TASI. L’art. 1, comma 677 della Legge di Stabilità 2014 aveva stabilito che la somma delle due aliquote IMU e TASI, deliberate dai Comuni, non doveva superare il 10,6 per mille. L’aliquota base IMU è stata fissata in 7,6 per mille e quella relativa alla TASI del 1 per mille. Per la TASI, i comuni non potevano approvare una aliquota superiore al 2,5 per mille. In ogni caso, come sopra citato, la somma della sue aliquote non poteva (e non può neanche tutt’ora) andare oltre il 10,6 per mille.


E’ stata, comunque, concessa una deroga a tale limite del 10,6 per mille dall’art. 1, comma 1, lett.”a” del D.L. n. 16/2014. La deroga, ha dato la possibilità agli enti di approvare un aumento dello 0,8 in più. In tale circostanza la somma delle due aliquote IMU e TASI poteva anche arrivare al 11,4 per mille.

L’unica condizione posta dalla Legge a fronte di tale deroga è stata quella di assicurare paralleli incrementi di detrazioni o altre misure egevolative, sempre ai fini TASI. Quest’aumento dello 0,8 poteva essere utilizzato per aumentare l’IMU o la TASI nella maniera determinata dalla seguente circolare del Ministero dell’Economia e Finanze.

L’attuale Legge di Bilancio 2019 riguardo le novità 2019 sui tributi comunali ha, adesso, consentito agli enti che hanno già approvato la maggiorazione TASI per gli anni 2016, 2017 e 2018 di continuare ad applicarla anche per il 2019.


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